La rivoluzione di Soncin, fiducia e mentalità: così il nuovo ct ha rilanciato le azzurre
di Matteo DovelliniQuattro mesi dopo, il mondo si è completamente ribaltato. Dalle lacrime di Wellington, dopo la sconfitta all’ultimo secondo contro il Sudafrica che aveva eliminato le azzurre ai gironi del Mondiale in Australia e Nuova Zelanda, a quell’abbraccio lungo e sentito tutte insieme dopo il colpo in casa della Spagna campione del mondo in carica. Stesso risultato, 3-2, ma stavolta a favore dell’Italia che a Pontevedra, in Galizia (Stadio Pasaron), ha battuto la Spagna nel penultimo atto del girone di Nations League grazie alle reti di Giacinti, Cambiaghi e Linari. Agganciata al secondo posto del girone la Svezia, ultima sfida con la Svizzera (ultima a 3 punti) in programma martedì prossimo a Parma.
La rivoluzione di Soncin
Un capolavoro, quello messo a segno dalla squadra guidata d…
Quattro mesi dopo, il mondo si è completamente ribaltato. Dalle lacrime di Wellington, dopo la sconfitta all’ultimo secondo contro il Sudafrica che aveva eliminato le azzurre ai gironi del Mondiale in Australia e Nuova Zelanda, a quell’abbraccio lungo e sentito tutte insieme dopo il colpo in casa della Spagna campione del mondo in carica. Stesso risultato, 3-2, ma stavolta a favore dell’Italia che a Pontevedra, in Galizia (Stadio Pasaron), ha battuto la Spagna nel penultimo atto del girone di Nations League grazie alle reti di Giacinti, Cambiaghi e Linari. Agganciata al secondo posto del girone la Svezia, ultima sfida con la Svizzera (ultima a 3 punti) in programma martedì prossimo a Parma.
La rivoluzione di Soncin
Un capolavoro, quello messo a segno dalla squadra guidata dal ct Andrea Soncin. Dopo settimane di posto vacante, infatti, è stato “Il Cobra” (questo il suo soprannome da calciatore, ruolo attaccante) a subentrare a Milena Bertolini. In pochi passi, in poco tempo, una rivoluzione che parte dalla testa e arriva fino al gioco. E che contro le spagnole, le più forti al mondo e dove figurava una certa Aitana Bonmatì centrocampista del Barcellona e vincitrice del Pallone d'Oro soltanto un mese fa, ha trovato l’apice del nuovo percorso intrapreso.
“Siamo state battute più dalla paura che dall’avversario”, aveva detto Bertolini dopo la sconfitta e l’eliminazione col Sudafrica ai Mondiali. Una frase che aveva irritato e non poco le calciatrici, che avevano firmato una lettera molto dura. “Noi ragazze ci abbiamo sempre messo la faccia senza mai tirarci indietro - avevano scritto, tutte insieme - Siamo convinte che avremmo potuto ottenere risultati diversi se solo fossimo state messe nelle condizioni di poterlo fare. Non abbiamo mai avuto paura, ma solo sentito poca fiducia”.
La gioia delle azzurre al termine di Spagna-Italia
Fiducia la parola d’ordine
La fiducia, appunto. E’ questa la parola d’ordine sotto la guida tecnica di Soncin. Fiducia. Credere nelle proprie potenzialità, col massimo rispetto di qualsiasi avversario ma senza aver timore di nessuno. Un po’ come accaduto nell’intervallo della sfida con la Spagna, quando Soncin ha ripetuto alle giocatrici di crederci, di scendere in campo mostrando tutto il loro carattere. Un 4-3-3 prettamente offensivo, la conferma di nove undicesimi della formazione che aveva pareggiato in trasferta contro la Svezia con soltanto due cambi: Cambiaghi al posto di Bonfantini e Dragoni per Greggi. Il blocco è pressoché lo stesso dello scorso Mondiale. Ma sono cambiate mentalità e impostazione. Un’Italia che gioca non per ben figurare, magari prestando più attenzione alla fase difensiva, bensì la ricerca del dominio del gioco, della compattezza, del gol anche a costo di incassarlo.
Il calcio di Soncin
“Attacco alla difesa, idee per scardinare un blocco difensivo basso”. E’ questo il titolo della tesi con la quale Soncin ha ottenuto il patentino Uefa Pro a Coverciano: era il 2020/21, il relatore Renzo Ulivieri e all’interno delle cinquanta pagine proposte, l’ex attaccante di Venezia, Sambenedettese e Ascoli (tra le altre), raccontava la sua idea di calcio. L’attacco alla linea, la profondità, la ricerca dell’ampiezza, l’attacco dell’area avversaria su palla laterale, la riconquista immediata del pallone. Tutto è assolutamente condizionato dalla scelta iniziale dei giocatori in fase di costruzione della squadra - scriveva - ma è pur vero che con lavoro, costanza, coerenza, convinzione e fiducia si possono portare i giocatori a fare “qualcosa di diverso” rispetto alle loro abitudini”.
La tesi del ct azzurro
La parola fiducia che ritorna, appunto. “Mi piace un calcio verticale, nel quale si possa arrivare velocemente nella metà campo offensiva ma sono consapevole che ci saranno fasi della partita in cui bisognerà anche difendersi - aggiungeva nelle conclusioni - Per far questo devo preparare i miei giocatori a gestire non soltanto le situazioni tecnico-tattiche ma anche i risvolti psicologici che questo modello di gioco richiede, la gestione dell’imprevisto. Timing, occupazione dello spazio, relazioni, scelte, mentalità, identità, strategia, variabilità, imprevedibilità, adattamento”. Sono questi i termini chiave che hanno accompagnato la tesi di Soncin.
Esperienza e gioventù
Ma prima di tutto il ct della Nazionale Femminile ha saputo ascoltare le giocatrici. Capire quali fossero i reali problemi non solo di gioco. Ha instaurato un rapporto con loro, ha ricercato un mix ideale di giocatrici leader come Linari e Giacinte e altre giovani o giovanissime come Giulia Dragoni (classe 2006, in forza al Barcellona, schierata da Soncin nel tridente offensivo). Perché la qualità si sta alzando, merito anche di un campionato finalmente passato a livello professionistico. Un po’ quel che scrivevano le giocatrici nella loro lettera post Mondiale, quando si chiedevano il perché di certi risultati sportivi nonostante una crescita evidente nei club.
La risposta più forte è arrivata dalla storica vittoria contro la Spagna, che prima di incrociare le azzurre arrivava da una striscia positiva di sedici successi nelle ultime diciassette partite ufficiali. Il colpo in casa delle campionesse del mondo che adesso permette a Soncin e alla sua squadra di poter pensare seriamente al secondo posto nel girone di Nations League per confermarsi in Lega A in vista delle qualificazioni ai prossimi Europei.