Chiellini e Bonucci, l’utopia degli inseparabili è ritrovarsi alla Juve
di Maurizio CrosettiTORINO – Parecchio inseparabili e non poco insuperabili, due blocchi dell’antica muraglia bianconera vivono nuovi momenti di coppia tra America, Europa e Juventus, tre continenti, in fondo. Giorgio Chiellini annuncia il ritiro dal calcio, “sei stato il mio tutto, il viaggio più bello della mia vita”, Leonardo Bonucci svela un sogno, “mi piacerebbe tornare alla Juve come allenatore, e se Giorgio sarà dirigente spero non mi esoneri”.
In cima a una montagna di numeri e vittorie, 561 presenze in bianconero per Chiellini, 502 per Bonucci, mille giorni di te e di me, due quarti di quella che è stata probabilmente la più forte difesa juventina di tutti i tempi si intrecciano in un’utopia. Per Giorgio, 39 anni compiuti, l’addio era nell’aria. "È il momento di aprire nuovi capitol…
TORINO – Parecchio inseparabili e non poco insuperabili, due blocchi dell’antica muraglia bianconera vivono nuovi momenti di coppia tra America, Europa e Juventus, tre continenti, in fondo. Giorgio Chiellini annuncia il ritiro dal calcio, “sei stato il mio tutto, il viaggio più bello della mia vita”, Leonardo Bonucci svela un sogno, “mi piacerebbe tornare alla Juve come allenatore, e se Giorgio sarà dirigente spero non mi esoneri”.
In cima a una montagna di numeri e vittorie, 561 presenze in bianconero per Chiellini, 502 per Bonucci, mille giorni di te e di me, due quarti di quella che è stata probabilmente la più forte difesa juventina di tutti i tempi si intrecciano in un’utopia. Per Giorgio, 39 anni compiuti, l’addio era nell’aria. "È il momento di aprire nuovi capitoli. Io alla Juve? Ma se ho smesso da tre giorni...”. A Torino c’è la sedia vuota di Nedved: il percorso che potrebbe (dovrebbe?) riportare in bianconero il capitano dell’Europeo 2021 sembra scritto da tempo, e non solo per le competenze tecniche (laurea in Economia, Master in Business Administration) e per juventinità assoluta: 17 stagioni, 9 scudetti uno dietro l’altro come ciliegie, svariate coppe. Un uomo di campo dietro la scrivania sabauda c’è sempre stato, da Boniperti a Bettega e poi a Nedved, è scontato che prima o poi Chiellini e/o Del Piero compiano quel passo. Meno garantita la riapparizione bianconera di Bonucci: «Tutti sanno che avrei voluto chiudere la carriera alla Juve, così non è stato ma sono meno arrabbiato di qualche mese fa. Sento spesso i miei ex compagni, vuol dire che nello spogliatoio qualcosa contavo. Giorgio? Triste che smetta, ma è la vita. Nel calcio lascia qualcosa di unico. Siamo stati lì giorno e notte, 12 anni insieme, lui sempre equilibrato, io più esuberante, Giorgio è davvero un pezzo di storia». La loro foto a letto con la Coppa Europa resta un’immagine che racconta un tempo. “Per molti anni ho visto Bonucci e Buffon più di mia moglie”, ha raccontato Chiellini. E come dimenticare Barzagli, altro angolo di un quadrato perfetto.
Dopo la Juve, Giorgio è andato a vincere negli States mentre Leo a Berlino non ingrana, anche le vite più parallele a un certo punto deflettono. Ultimo grande giorno insieme oltre quei famosi mille, perché qui si parla di azzurro, la finale di Wembley, quando Chiellini diventò un meme (la “cravatta” a Saka) e Leo segnò due volte: il gol del pareggio e il terzo rigore della serie trionfale. I gemelli diversi come diversi modi di stare al mondo, arrivando però all’identico traguardo.
Ora Giorgio potrà abbracciare a dismisura Carolina e le bimbe, Nina e Olivia, ora Leo continuerà a dedicarsi a Lorenzo, Matteo e Matilda, oltre che naturalmente a Martina con cui ha diviso felicità e paura, quando uno dei loro piccoli camminò sul bordo della malattia. “Giorgio è uno dei pochi amici che ho nel calcio, di quelli che restano nella vita”, dice Leo che davvero ipotizza di rientrare un giorno a Torino dalla porta larga, spostando finalmente quello sgabello dove Allegri lo mise in punizione. Perché alla fine tutto passa e tutto cambia, bisogna lasciarsi andare, bisogna lasciare andare.