Ceferin: “La sentenza sulla Superlega è una confezione regalo vuota. Ho l’appoggio dei club”. Al Khelaifi: “Tanto rumore per nulla”
di Enrico CurròAleksander Ceferin
Il presidente dell’Uefa, Aleksander Ceferin, difende a spada tratta il diritto dell’ente di governo del calcio europeo di organizzare e gestire tornei aperti. Nella conferenza stampa organizzata ad hoc via Zoom non si sbilancia sulle azioni legali a tutela dell’Uefa (“abbiamo appena letto, servono approfondimenti”), ma nega che la sentenza della Corte europea vada considerata rivoluzionaria: “Il calcio non è in vendita e lo abbiamo dimostrato più volte. Le cose non cambieranno con la sentenza della Corte europea, che anzi è un’occasione. Il sistema alternativo che viene presentato? È ancora più chiuso di quello che era stato bocciato. Noi consideriamo la sentenza della Corte europea, che non è affatto un semaforo verde alla Superlega, un’occasione per portare le cose ancora più alla luce. C’è una contraddizione tra la sentenza e il comunicato dell’Ue, perché la sentenza protegge il sistema piramidale e autorizza l’Uefa a organizzare le competizioni. Che sono aperte a tutti e fondate s…
Il presidente dell’Uefa, Aleksander Ceferin, difende a spada tratta il diritto dell’ente di governo del calcio europeo di organizzare e gestire tornei aperti. Nella conferenza stampa organizzata ad hoc via Zoom non si sbilancia sulle azioni legali a tutela dell’Uefa (“abbiamo appena letto, servono approfondimenti”), ma nega che la sentenza della Corte europea vada considerata rivoluzionaria: “Il calcio non è in vendita e lo abbiamo dimostrato più volte. Le cose non cambieranno con la sentenza della Corte europea, che anzi è un’occasione. Il sistema alternativo che viene presentato? È ancora più chiuso di quello che era stato bocciato. Noi consideriamo la sentenza della Corte europea, che non è affatto un semaforo verde alla Superlega, un’occasione per portare le cose ancora più alla luce. C’è una contraddizione tra la sentenza e il comunicato dell’Ue, perché la sentenza protegge il sistema piramidale e autorizza l’Uefa a organizzare le competizioni. Che sono aperte a tutti e fondate sul merito, mentre con questo ipotetico sistema la Champions di oggi sarebbe di fatto una terza serie e squadre come Leverkusen, Girona e Atalanta sarebbero svantaggiate. Qualcuno ha voluto vedere nella sentenza un bellissimo regalo, ma dentro la scatola non troverà nulla”. Il sistema del calcio europeo, conclude Ceferin, è compatto: “Abbiamo dietro i governi europei, l’Eca e tutte le componenti: il mio telefono è già pieno di messaggi di appoggio da parte dei club. Tra le varie componenti ci sono stati scontri anche accesi e punti di vista diversi, ma su una cosa siamo assolutamente uniti: sul fatto che le competizioni devono essere aperte e che lo sport è di tutti”.
Ceferin: “Ai club non abbiamo mai vietato nulla”
Ceferin spiega inoltre che la partecipazione di un club sia alla Champions sia a competizioni autonome, come la Superlega, è possibile in teoria, ma non in pratica, anche se sono da escludere sanzioni ai calciatori, cui non verrebbe impedito di giocare con la loro Nazionale: “Ai club noi non abbiamo mai vietato niente, ma se si guarda il calendario sembra impossibile partecipare alle nostre competizioni e alle altre. Quanto alla parola Superlega, è un po’ strana, visto che l’organizzazione si chiama A22 e ci sono due squadre. Un meeting con loro? Noi parliamo con tutti, anche se non vedo che cosa cosa ci sia da aggiungere”.
Tebas contro Real Madrid e Barcellona
Nasser Al Khelaifi, il presidente del Psg e dell’Eca, l’associazione che raggruppa la maggioranza dei club europei, è altrettanto netto: “C’è molto rumore, attorno alla sentenza, e francamente non capisco il perché. Qualcuno la vede come una vittoria per riformare competizioni che sono già state riformate negli ultimi due anni: di queste riforme siamo orgogliosi, ci faranno ancora più forti, è stato un contratto sociale. Dietro i tentativi di opporsi, poi, ci sono sempre le stesse persone”. Javier Tebas, presidente della Liga spagnola e dell’associazione delle Leghe europee, si è confermato contro la Superlega in generale e contro Real Madrid e Barcellona in particolare: “Diamo il nostro totale appoggio all’Uefa come organo regolatore: in 69 anni di storia si è dovuta adattare alla realtà economica in mutamento del calcio europeo, lo ha fatto e continua a farlo. Espressamente la sentenza non parla mai di un riconoscimento della Superlega: farlo significa manipolarla completamente. A22 e due club parlano di una competizione aperta, ma in realtà è più chiusa di quella del 2019, che era stata respinta da tutti. La prima categoria che ipotizzano è di fatto una serie chiusa. Massimo appoggio all’Uefa, lo ripeto, e massimo rifiuto di queste proposte”. L’associazione europea dei tifosi stigmatizza “una competizione chiusa, fondata sul denaro”. Fipro Europe, il sindacato dei calciatori, ricorda che “la categoria si è già espressa sull’argomento: noi rappresentiamo tutti i giocatori, non solo una parte”.
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