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La Supercoppa che non piace agli arabi: “Volevamo Juventus e Milan”

La prima semifinale tra Napoli e Fiorentina non sarà sold out: il pubblico di Riad stupito dall’assenza delle big. Spazio a nuove regole: niente supplementari, le squalifiche si scontano in campionato
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RIAD – Ancora ieri, alla vigilia della prima semifinale, i giornalisti sauditi chiedevano ai colleghi italiani come mai a Riad fossero state mandate Fiorentina e Lazio, «al posto di Juventus e Milan», quasi fosse uno sgarbo. È toccato all’amministratore delegato della Serie A, Luigi De Siervo, spiegare in conferenza stampa la formula della Supercoppa, e assicurare che questa sera «fra il Napoli e la Viola sarà una bellissima partita». Poi ha risposto al laziale Maurizio Sarri, che aveva affibbiato un titolo cinematografico alla trasferta saudita: Prendi i soldi e scappa. «Dev’essere stato frainteso, non può avere detto una sciocchezza del genere», ha detto De Siervo, ringraziando il Paese che per quattro delle prossime sei edizioni ospiterà la Supercoppa, resta da vedere se nell’attuale formula a quattro squadre o in gara secca.

Ai club italiani andranno ogni volta 23 milioni. Quest’anno, saranno divisi così: 8 al vincitore, 5 al secondo classificato, 1,6 alle due terze a parimerito, …

RIAD – Ancora ieri, alla vigilia della prima semifinale, i giornalisti sauditi chiedevano ai colleghi italiani come mai a Riad fossero state mandate Fiorentina e Lazio, «al posto di Juventus e Milan», quasi fosse uno sgarbo. È toccato all’amministratore delegato della Serie A, Luigi De Siervo, spiegare in conferenza stampa la formula della Supercoppa, e assicurare che questa sera «fra il Napoli e la Viola sarà una bellissima partita». Poi ha risposto al laziale Maurizio Sarri, che aveva affibbiato un titolo cinematografico alla trasferta saudita: Prendi i soldi e scappa. «Dev’essere stato frainteso, non può avere detto una sciocchezza del genere», ha detto De Siervo, ringraziando il Paese che per quattro delle prossime sei edizioni ospiterà la Supercoppa, resta da vedere se nell’attuale formula a quattro squadre o in gara secca.

Ai club italiani andranno ogni volta 23 milioni. Quest’anno, saranno divisi così: 8 al vincitore, 5 al secondo classificato, 1,6 alle due terze a parimerito, il resto da dividere fra le sedici squadre che restano a casa. Nel Napoli, Mazzarri dovrebbe preferire Simeone a Raspadori e potrà contare su Zielinski e Cajuste. Nella Fiorentina, Italiano schiererà in attacco Beltran, e non si sbottona sull’opportunità di schierare la difesa a tre o a quattro. Dubbi su cui si crucceranno forse le poche centinaia di tifosi italiani — De Siervo ha promesso per il futuro convenzioni per agevolare le trasferte — e molto meno quelli sauditi, la cui cultura calcistica è ancora in piena formazione. I locali non hanno fatto a gomitate per accaparrarsi i 25mila biglietti disponibili all’Al-Awwal Park Stadium, l’impianto di casa dell’Al-Nassr di Ronaldo.

Ieri nelle hall degli hotel si vendevano pacchetti con biglietto e passaggio in auto a prezzi bassissimi. E in serata sul sito Weebook erano ancora in vendita migliaia di posti, soprattutto nelle porzioni di spalti non inquadrate dalle camere fisse. È probabile che per la semifinale di domani fra Inter e Lazio ci sarà più pubblico, e così per la finale lunedì. Per chi guarderà la Supercoppa dall’Italia, l’interesse sarà legato anche alle nuove regole che qui verranno sperimentate, dall’abolizione dei supplementari, con i rigori diretti in caso di pareggio, alla disciplina dei cartellini, che potrebbe influire sul campionato, anche più delle gare rinviate. I giocatori in diffida che riceveranno un giallo in semifinale salteranno infatti la prima partita di Serie A e non l’eventuale finale. Una potenziale grana per i club. Quello che invece teme l’organizzazione saudita sono gli incidenti politici e d’immagine.

Per la Supercoppa spagnola, conclusa lunedì scorso con la vittoria del Real Madrid sul Barcellona per 4-1, il comitato d’accoglienza aveva organizzato spettacoli di flamenco itineranti, ritenuti ridicoli se non offensivi dai media spagnoli. E in finale il pubblico ha fischiato Toni Kroos, che aveva definito la scelta di giocare a Riad «una decisione per soldi e contro il calcio». Anche peggio era andata a dicembre per la Supercoppa turca, con le squadre di Galatasary e Fenerbahçe che si sono rifiutate di scendere in campo, dopo lo stop delle autorità a striscioni e maglie con riferimenti ad Atatürk, padre della moderna Turchia, nel centenario dalla nascita della Repubblica. In confronto, le polemiche di Sarri e De Laurentiis sono poca cosa.

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