Supercoppa, la denuncia di Amnesty: “Che errore giocare in Arabia, fra esecuzioni e diritti violati”
dal nostro inviato Franco VanniL'arrivo dell'Inter a Riad: nella foto Lautaro (foto Lega Serie A)
RIAD - Amnesty International condanna la scelta della Serie A di giocare la Supercoppa a Riad in Arabia Saudita, dal 18 al 22 gennaio. In una nota, la branca italiana della più importante associazione al mondo che si occupa della difesa dei diritti umani scrive: “Il calcio non può rinunciare ai valori, vendere la passione dei tifosi e sé stesso, in cambio di soldi. Se lo fa minaccia la sua stessa identità di sport per trasformarsi in strumento di un processo di cancellazione della realtà. Una realtà che, in Arabia Saudita, è violazione dei diritti umani, violenza e totalitarismo”. La firma è di Riccardo Cucchi, giornalista, scrittore e presidente del premio Sport e diritti umani, istituito nel 2019 da Amnesty International e da Sport for Society.
La competizione e i premi
A Riad giocheranno Napoli e Inter, vincitrici nella scorsa stagione rispettivamente del campionato e della Coppa Italia, oltre a Lazio e Fiorentina, seconde classificate nelle due competizioni. Per Amnesty International, “siamo al trionfo dello sportwashing. Dopo aver preso calciatori e allenatori come un collezionista di figurine, il regno saudita esibisce quattro squadre italiane. Il calcio italiano tace e incassa”. Al club vincitore della competizione andranno in premio 8 milioni di euro. La seconda ne incasserà circa 5. Alle altre due squadre andranno 1,6 milioni a testa. Il torneo è strutturato con due semifinali. Giovedì 18 gennaio si giocherà Napoli-Fiorentina, mentre per venerdì 19 è prevista Inter-Lazio. Lunedì 22, la finale fra le due vincenti.
Il report di Amnesty
Nel suo ultimo report sull’Arabia Saudita, Amnesty denuncia la carcerazione degli attivisti in favore dei diritti umani, la repressione politica contro la minoranza sciita della Provincia orientale e il ricorso alla pena di morte, con “almeno 172 esecuzioni nel 2023”. Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, dichiara: “La situazione dei diritti umani in Arabia Saudita è estremamente negativa. Negli ultimi otto anni ci sono state oltre 1.250 impiccagioni. Tutti i difensori dei diritti umani sono in carcere e vengono emesse regolarmente condanne a decenni di carcere anche solo per aver scritto un post su una piattaforma social”.