Può capitare di entrare in un bar un martedì sera e vedere con la coda dell’occhio, nello schermo di un televisore, una partita di calcio. Non è la Champions, non è una replica, è un posticipo del posticipo (o un anticipo dell’anticipo). Senza sincronia, fuori dal dibattito: è la partita fantasma. Può capitare di ritornarci per l’aperitivo un venerdì e vedere altri calciatori affrontarsi nel deserto, davanti al pubblico delle minuscole occasioni: è un’ulteriore partita fantasma, per una coppa fantasma, che sarà assegnata di lunedì, quando di regola soltanto i parrucchieri fan festa. Separare il calcio dalla liturgia può essere stata una buona idea, separarlo dall’attenzione molto meno. Qui non si rientra nello spezzatino, si tratta di una pietanza abbandonata sul tavolo dopo che è stato sparecchiato e i commensali sono tornati a casa.
La partita fantasma era in origine un sotterfugio. Un’indagine condotta dall’Uefa 12 anni fa svelò incontri misteriosi che una squadra della Serie B disputava il giovedì a mezzogiorno con formazioni slovene. Il primo tempo finiva zero a zero. Nell’intervallo partiva da Hong Kong un flusso di scommesse sull’over (un alto numero di gol), i portieri si scansavano e una marea di soldi finiva in lavatrice. Che nessuno guardasse era un requisito.
Ora la partita fantasma è istituzionalizzata, muove la classifica, assegna scudetti. Come noto, lo si può perdere di sabato in albergo; ma anche in campo in un altro giorno feriale, ad esempio in un mercoledì senza coppe. Accadde all’Inter, il 27 aprile 2022 a Bologna, in un recupero più volte rinviato, con un portiere di riserva tra i pali. La partita fantasma provoca un deficit d’attenzione anche a chi la gioca. Molti pensano che il campionato in corso verrà deciso dallo scontro diretto Inter-Juventus il 4 febbraio, una sacrosanta domenica. Metti invece che finisca in pareggio. Dove potrebbe allora nascondersi la svolta? Alla fine del mese, di nuovo in un mercoledì senza coppe, quando l’Inter affronterà l’Atalanta. La differenza in classifica all’andata fu determinata proprio dal miglior risultato ottenuto contro la squadra di Gasperini. Al ritorno potrebbe succedere la stessa cosa, in un modo o nell’altro. E la fine dell’inseguimento o la fuga decisiva potrebbero avvenire in quell’universo parallelo. Perché poi quella partita è stata rinviata? Perché l’Inter ne aveva un paio, fantasma, a Riad. Come sposarsi un giovedì alle 6 del mattino o giocare gli Open australiani alle 3 di notte. Cose che peraltro accadono mentre noi, dormendo o no, sogniamo altro.