Sport

Lele Adani davanti alla questura: “Pronto a consegnarmi alla giustizia”

Con un video postato sui social, l’ex difensore, oggi opinionista Rai, denuncia con un paradosso “il servilismo in una parte della comunicazione sportiva”

1 minuti di lettura

Lele Adani si dice pronto a consegnarsi alla giustizia. Un paradosso, ovviamente, quello dell’opinionista Rai che finge di costituirsi in Questura per aver commesso il reato di aver denunciato il servilismo della critica sportiva.

Andiamo con ordine. Sui social l’ex componente della Bobo TV spiega a tutti di essere davanti alla questura, dove ha parcheggiato la sua moto: "Ragazzi” esordisce “buongiorno a tutti. Non è facile per me, sono qui davanti alla Questura e mi consegnerò alla giustizia. Il motivo dovevo spiegarvelo, anche attraverso questo videomessaggio perché ho cercato in questi mesi di estorcervi il concetto di servilismo. Purtroppo non sarà una buona giornata, sarà forte perché estorcervi il concetto di servilismo in una parte della comunicazione sportiva così aperta, libera, sensibile no? Spiritualmente e mentalmente aperta. È la cosa più grave che potessi fare. Giusto rimettersi nella mano della giustizia, se non avrete più notizie di me per qualche settimana sapete il perché. Non potevo fare altrimenti, dovevo dirvelo di persona. Vi devo chiedere scusa e ne pagherò le conseguenze, viva il futbol".

Adani contro Allegri: "L'Inter non è superiore alla Juve. Vince per il lavoro e l'organizzazione"

Lo scorso 4 febbraio, dopo la vittoria dell’Inter sulla Juventus nello scontro scudetto, alla Domenica Sportiva Adani aveva preso di mira uno dei suoi “bersagli” preferiti, il tecnico della Juve Massimiliano Allegri, sostenendo che Simone Inzaghi lo aveva surclassato sul piano del gioco e attaccando chi ritiene che l’Inter abbia la migliore rosa della Serie A: “La differenza – aveva spiegato – la fanno la cultura del lavoro e l'organizzazione di gioco”.

Anche nel momento dell'addio a Sky Adani aveva fatto riferimento alla "sincerità", sfoderando poi il tormentone "a livello di servilismo come siamo Messi. Io non vivo per il consenso, non faccio il politico. Il dibattito è l'essenza della comunicazione. Lasciamoci guidare dalla verità del campo…".

I commenti dei lettori