Agnolin, lo stoico Braschi, il record di Brych e il doppio infortunio a Cipressa: anche gli arbitri nel loro piccolo si fanno male
di Furio ZaraAnche gli arbitri nel loro piccolo inciampano, scivolano, trovano un ostacolo lungo la loro corsa - una buca, una telecamera, un giocatore - si infortunano. Va detto a loro merito: non simulano mai. Talvolta interviene la barella, altre volte a sorreggerli è lo stoicismo che li fa rimanere in campo, seppur zoppicanti o malconci. E’ stress da prestazione, fatalità, destino avverso.
Il doppio infortunio a Cipressa
Domenica pomeriggio durante Cosenza-Catanzaro il guardalinee Cipressa - scattato sulla linea laterale per seguire un’azione di gioco - all’improvviso è caduto e nel frame successivo l’abbiamo visto a terra dolorante, con il braccio a coprire il volto. Rottura del tendine rotuleo di entrambe le ginocchia, infortunio doppio, assai raro e iellato.
Doveri e Abisso ko
Qualche giorno fa una sua collega spagnola - Guadalup…
Anche gli arbitri nel loro piccolo inciampano, scivolano, trovano un ostacolo lungo la loro corsa - una buca, una telecamera, un giocatore - si infortunano. Va detto a loro merito: non simulano mai. Talvolta interviene la barella, altre volte a sorreggerli è lo stoicismo che li fa rimanere in campo, seppur zoppicanti o malconci. E’ stress da prestazione, fatalità, destino avverso.
Il doppio infortunio a Cipressa
Domenica pomeriggio durante Cosenza-Catanzaro il guardalinee Cipressa - scattato sulla linea laterale per seguire un’azione di gioco - all’improvviso è caduto e nel frame successivo l’abbiamo visto a terra dolorante, con il braccio a coprire il volto. Rottura del tendine rotuleo di entrambe le ginocchia, infortunio doppio, assai raro e iellato.
Doveri e Abisso ko
Qualche giorno fa una sua collega spagnola - Guadalupe Porras - è andata a sbattere - letteralmente: si è schiantata - contro una telecamera, riportando una spaventosa ferita al volto, povera, roba da filmaccio sanguinolento in seconda serata. Una settimana fa Doveri (fastidio muscolare) all’intervallo di Lecce-Inter ha abdicato e si è fermato nello spogliatoio e Abisso - in Bologna-Verona - si è fatto male (caviglia) dopo appena tre minuti.
Occhio alle congiunture astrali, il periodo nefasto è questo, il tardo inverno. L’anno scorso la giornata maledetta fu il 1° marzo, quando in Serie B finirono ko Gariglio (Modena-Ascoli) e Valeri (Cagliari-Genoa), rispettivamente: caviglia e guai muscolari. Nel febbraio 2022 toccò a Dionisi, che durante il primo tempo di Empoli-Cagliari mise il piede dentro una buca.
Agnolin in ospedale
Da tempo gli arbitri azzoppati vengono sostituiti, anche gli arbitri hanno la panchina lunga. Una volta non era così. Quando l’arbitro si infortunava, partita sospesa e tanti saluti a tutti. Atalanta-Foggia dell’aprile 1978 durò 18 minuti, il tempo utile a Gigi Agnolin per infortunarsi: lesione del muscolo gemello mediale sinistro. Se ne discusse molto, le due squadre volevano stare in campo, Agnolin finì in ospedale, venne ingessato e gli furono prescritti 40 giorni di riposo. Ci tenne a sottolineare: “Non è colpa della preparazione, sono un atleta perfettamente allenato. E’ stata una casualità”.
Il record di Brych
Persino Pierluigi Collina, ha abbandonato il campo. E’ successo nel 2008, ma ebbe la saggezza di farlo durante una partita amichevole a Wembley, tra le vecchie glorie dell’Inghilterra e il resto del mondo. Bandiera bianca anche per Rizzoli nel 2015, dopo mezz'ora di Genoa-Fiorentina: polpaccio traditore. L’ansia, lo stress da prestazione, l’emotività: qualche mese fa l’arbitro tedesco Brych si ruppe il crociato nel giorno in cui festeggiava il record di partite dirette in Bundesliga.
Lo stoico Braschi
E infine: in un Udinese-Perugia del marzo 1997, durante il riscaldamento pre-partita, l’arbitro Stefano Braschi di Prato, uno dei più bravi della sua generazione, appoggiò male il piede a terra, cacciò un urlo e si accasciò. Se ne accorsero tutti. Reggendolo per le braccia due massaggiatori lo portarono a peso negli spogliatoi. Il medico dell’Udinese, Araldo Causero, gli fece un'iniezione antidolorifica, poi gli bendò la caviglia e lo rimise in sesto, consentendogli di rientrare in campo trotterellando, non come i trentatré di Trento ma insomma, con un ostentato passo da bersagliere - forse persino troppo ostentato - tanto che tutti in tribuna tutti allungarono il collo chiedendosi: ma come accipicchia corre Braschi? E non fu accipicchia il termine usato.
La partita iniziò con diciassette minuti di ritardo, Braschi diresse il gioco da centrocampo, gesticolando molto, sembrava un vigile - Er Pizzardone - a Piazza Venezia all’ora di punta. Ebbe pure il modo di espellere Matrix Materazzi. Non pago e ligio al dovere fino all’ultimo, concesse sette minuti di recupero, arrancando tornò negli spogliatoi e infine crollò, stremato ma soddisfatto.