✕

Juventus, Locatelli è il regista senza copione

(reuters)
Contro la Fiorentina soltanto ventuno tocchi. E un possesso palla dei bianconeri del 25%
1 minuti di lettura

TORINO — L’altra sera il regista della Juventus, vale a dire il fulcro del gioco di una squadra, ha toccato un pallone ogni cinque minuti (21 in 96’26”) e azzeccato un passaggio (10 in tutto) ogni dieci minuti o poco meno. È un dato, quello che riguarda Locatelli, tra il curioso e il clamoroso, può dire tutto ma anche il suo contrario (la Juve ha rinunciato a usare la palla, però ha vinto) e sarebbe stato bello (e doveroso) se Allegri ne avesse spiegato il significato. Invece, con tono infastidito, ha sibilato: «Significa che lavoreremo per fargliene toccare di più». L’allenatore era arrabbiato per come i suoi avevano interpretato l’ultima mezzora della partita contro la Fiorentina, gestita in assoluto controllo per un’ora, per cui magari lui per primo avrebbe voluto che il centrocampista, e in senso lato il centrocampo, non venisse sistematicamente ignorato. Ma se il regista non dirige nulla, vuol dire che ci sono grandi lacune nel copione.

TORINO — L’altra sera il regista della Juventus, vale a dire il fulcro del gioco di una squadra, ha toccato un pallone ogni cinque minuti (21 in 96’26”) e azzeccato un passaggio (10 in tutto) ogni dieci minuti o poco meno. È un dato, quello che riguarda Locatelli, tra il curioso e il clamoroso, può dire tutto ma anche il suo contrario (la Juve ha rinunciato a usare la palla, però ha vinto) e sarebbe stato bello (e doveroso) se Allegri ne avesse spiegato il significato. Invece, con tono infastidito, ha sibilato: «Significa che lavoreremo per fargliene toccare di più». L’allenatore era arrabbiato per come i suoi avevano interpretato l’ultima mezzora della partita contro la Fiorentina, gestita in assoluto controllo per un’ora, per cui magari lui per primo avrebbe voluto che il centrocampista, e in senso lato il centrocampo, non venisse sistematicamente ignorato. Ma se il regista non dirige nulla, vuol dire che ci sono grandi lacune nel copione.

Il possesso palla non è un dogma, anzi. In quest’ultima giornata quattro squadre con un possesso superiore al 60% (Torino, Atalanta, Verona e Fiorentina, quest’ultima con il record del 75%) hanno perso le loro gare, ma nessuno ha isolato il suo punto di riferimento come ha fatto la Juve, che ha dunque rinunciato a ogni tipo di manovra ragionata. Per fare un raffronto, il centrocampista centrale che ha gestito meno palloni (35) a parte Locatelli è stato il cagliaritano Deiola, rimasto però in campo soltanto 71’.

(afp)

All’altro capo della classifica c’è Adli con 134 tocchi, sei volte e mezzo più di quelli di Locatelli: al netto della differenze tattiche tra le due partite (il Milan ha giocato un tempo contro il Lecce in 10), il dato segnala in maniera prorompente le distanze filosofiche tra il calcio di Pioli e quello di Allegri, il quale però può comunque vantare l’efficacia delle sue strategie: anche all’andata batté la Fiorentina lasciandole la palla tra i piedi (68%), ma almeno Locatelli 58 volte la toccò e 36 passaggi li fece. Domenica è stato tra l’altro l’uomo in campo che ha corso di più (oltre 12 km): c’è il sospetto che abbia passato il tempo a rincorrere a vuoto quella misteriosa roba rotonda che rotolava sempre lontano da lui.

Leggi i commenti