Lo humor di Ranieri sull’Abisso
di Antonio DipollinaLautaro Martinez, ospite ieri sera da Fazio. Quest’ultimo va con una gag che suona così: “Senza che nessuno si offenda, ma vorrei dire che Lautaro è stato il primo a farsi chiamare solo con il nome, gli altri non hanno inventato nulla”. Risate in studio, alle quali si unisce anche il neocampione d’Italia. Ma, come dire, immaginare che abbia colto l’essenza della battuta a sfondo politico-elettorale forse è un minimo azzardato.
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Claudio Ranieri nel dopogara esibisce il solito aplomb vecchio stile, nonostante la sfida con il Lecce pesantemente condizionata dall’espulsione di Gaetano da parte dell’arbitro Abisso. A fine intervista – e con l’aria di mettere in atto una marachella – chiede a quelli di Sky: “Posso fare una battuta? Tra questo fallo e un’espulsione... c’è un Abisso”.
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Tappa spettacolare al Giro, ma anche il segno di una corsa che non riserverà grandi incertezze e battaglie per la vittoria. Diventano così ancora più preziose le note di cultura generale del territorio ch…
Lautaro Martinez, ospite ieri sera da Fazio. Quest’ultimo va con una gag che suona così: “Senza che nessuno si offenda, ma vorrei dire che Lautaro è stato il primo a farsi chiamare solo con il nome, gli altri non hanno inventato nulla”. Risate in studio, alle quali si unisce anche il neocampione d’Italia. Ma, come dire, immaginare che abbia colto l’essenza della battuta a sfondo politico-elettorale forse è un minimo azzardato.
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Claudio Ranieri nel dopogara esibisce il solito aplomb vecchio stile, nonostante la sfida con il Lecce pesantemente condizionata dall’espulsione di Gaetano da parte dell’arbitro Abisso. A fine intervista – e con l’aria di mettere in atto una marachella – chiede a quelli di Sky: “Posso fare una battuta? Tra questo fallo e un’espulsione... c’è un Abisso”.
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Tappa spettacolare al Giro, ma anche il segno di una corsa che non riserverà grandi incertezze e battaglie per la vittoria. Diventano così ancora più preziose le note di cultura generale del territorio che compaiono, in basso, sullo schermo delle riprese Rai. Come quella in puro Lollobrigida-style: “Qui viene prodotto un raffinato rosso del canavese da uve Nebbiolo”.
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Retrocessa in serie D, in crisi societaria, penalizzata in classifica, un parco giocatori che definire di basso profilo è un eufemismo. È un triste finale di stagione per la gloriosa Alessandria. All’ultima in casa, per di più, un arbitro dalla prestazione diciamo insufficiente. A fine gara il tecnico, Jonathan Binotto, un tempo giocatore di valore, ha un sussulto d’orgoglio. Si avvicina al direttore di gara e: “Senta, noi siamo scarsi, ma lei non è da meno”.
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A fine stagione qualche volenteroso delle tv dovrebbe selezionare e raggruppare le più divertenti ripartenze dal basso operate da difensori con piedi che ricordano vagamente i ferri da stiro. Vale anche per tornei prestigiosi (consigliati alcuni esilaranti tentativi del Brighton di De Zerbi, con annesso gol subìto). L’insieme produrrebbe uno speciale degno del top di Paperissima.
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“Che dire, a me Leao sembra un giocatore abbastanza enigmistico” (Dario Marcolin, Dazn).
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“Galliani è un grande dirigente: io lo chiamo boss, perché ne ho una grande stima” (Raffaele Palladino, Dazn).
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“Mister Pioli è bravo, cerca di non far arrivare le pressioni su di noi: lui è molto spugna” (Alessandro Florenzi, Dazn).
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“Le ho contate: Lucas Hernandez nell’ultimo minuto si è toccato sei volte il ginocchio” (Alessandro Alciato, Dortmund-Psg, Prime Video).