L’interventismo di Macron su Mbappé
di Gabriele RomagnoliDice: il presidenzialismo, il premierato, la capocrazia, che cosa vuoi mai che sia? Ci saranno sempre dei limiti. Come no. Inizia che vinci un ballottaggio (dove ti votano “purché non quell’altra/o”) e finisce che dichiari guerra alla Russia. O al Real Madrid. Prendi Emmanuel Macron, ovvero il presidente perché non era Marine Le Pen. Al secondo mandato non esclude l’intervento in guerra contro la Russia (ma non era lui quello che sei anni fa nello stadio di Mosca esultava fradicio accanto a un Putin riparato da servile ombrello?). Dopodiché annuncia, come fosse altrettanto normale, di aver “esercitato la massima pressione” per avere Mbappé ai Giochi di Parigi con la maglia della nazionale francese nei confronti “di quella che pare sarà la sua prossima squadra” (undici verticale, dieci lettere: RealMadrid).
Dice: il presidenzialismo, il premierato, la capocrazia, che cosa vuoi mai che sia? Ci saranno sempre dei limiti. Come no. Inizia che vinci un ballottaggio (dove ti votano “purché non quell’altra/o”) e finisce che dichiari guerra alla Russia. O al Real Madrid. Prendi Emmanuel Macron, ovvero il presidente perché non era Marine Le Pen. Al secondo mandato non esclude l’intervento in guerra contro la Russia (ma non era lui quello che sei anni fa nello stadio di Mosca esultava fradicio accanto a un Putin riparato da servile ombrello?). Dopodiché annuncia, come fosse altrettanto normale, di aver “esercitato la massima pressione” per avere Mbappé ai Giochi di Parigi con la maglia della nazionale francese nei confronti “di quella che pare sarà la sua prossima squadra” (undici verticale, dieci lettere: RealMadrid).
Qualche domanda. La politica, il governo, non dovrebbero rimanere fuori dal recinto sportivo, almeno nelle democrazie consacrate e non ancora usurate? Non erano i dittatori quelli che si immischiavano conferendo onorificenze o punizioni per aver giocato bene, male o troppo bene (oscurandone così la popolarità)? O pretendendo di arruolare certi campioni in una squadra a loro scelta? Due estati fa Macron si era impegnato per far restare Mbappé al Psg, ma almeno era rimasto nei confini, ora che fa: invade la Spagna? Che cosa significa “massima pressione”? E se poi l’Inghilterra pretende di schierare Bellingham? Il Brasile Vinicius? E se l’Ucraina richiama alle armi Lunin? È un paradosso, ma i paradossi svelano le contraddizioni: perché Macron dovrebbe essere più nazionalista e interventista di Zelensky? Un conto è andare ad abbracciare i ragazzi dopo che hanno fatto l’impresa e un altro volerli arruolare prima per un riflesso interesse patriottico.
Mbappé negli ultimi tempi si è perso. Tra un allenatore che lo voleva pivot e un altro, omeopatico, che lo lasciava fuori per abituarsi alla sua assenza, ha mancato gli appuntamenti con il pre-destino assegnato. Ora si prepara agli Europei per riscattarsi e rincorrere un pallone che sembrava d’oro. Ancor più aspetta di affidarsi ad Ancelotti per essere reinventato in uno spazio che a Madrid non si vede, ma gli verrà creato. Francamente, mia cara, credo che dell’Olimpiade Mbappé se ne infischi. Come lui i suoi colleghi al Real e in tutte le squadre di vertice europee. Per essere ancora più franchi dovremmo riesumare la contraddizione tra l’Olimpiade e atleti con certi ingaggi. Roba vecchia? Come una certa idea di democrazia?