Caos arbitri, tutti uniti contro la Figc: così il suffragio universale scardina il sistema e favorisce il nome a sorpresa
di Matteo PinciROMA – La tensione tra gli arbitri e la Federcalcio non è mai stata così alta. Nulla a che vedere con questioni tecniche, di quelle interessa sempre meno, o almeno questa è l’impressione. No, a incendiare il clima è la battaglia politica sul voto.
Figc, nuovo regolamento per il voto degli arbitri
La Federcalcio ha deciso, due giorni fa, per una riforma che definire indigesta, per l’Associazione italiana arbitri, è usare un eufemismo. Nei nuovi principi informatori sulle elezioni, la Figc ha inserito il suffragio universale: il prossimo presidente lo voteranno tutti i tesserati dell’Aia, ogni voto varrà uno. Una novità che scardina il sistema attuale, quello in cui sono i presidenti di sezione – eletti dai propri tesserati – a eleggere il presidente. Un meccanismo di grandi elettori poco democratico. Ma molto apprezzato all’interno del sistema, perché capace di favorire un sistema clientelare di scambi e favori, di sostegno politico in cambio della promozione di arbitri della sezione (…
ROMA – La tensione tra gli arbitri e la Federcalcio non è mai stata così alta. Nulla a che vedere con questioni tecniche, di quelle interessa sempre meno, o almeno questa è l’impressione. No, a incendiare il clima è la battaglia politica sul voto.
Figc, nuovo regolamento per il voto degli arbitri
La Federcalcio ha deciso, due giorni fa, per una riforma che definire indigesta, per l’Associazione italiana arbitri, è usare un eufemismo. Nei nuovi principi informatori sulle elezioni, la Figc ha inserito il suffragio universale: il prossimo presidente lo voteranno tutti i tesserati dell’Aia, ogni voto varrà uno. Una novità che scardina il sistema attuale, quello in cui sono i presidenti di sezione – eletti dai propri tesserati – a eleggere il presidente. Un meccanismo di grandi elettori poco democratico. Ma molto apprezzato all’interno del sistema, perché capace di favorire un sistema clientelare di scambi e favori, di sostegno politico in cambio della promozione di arbitri della sezione (e chi fa promuovere i propri arbitri, ovviamente, si garantisce un consenso locale e quindi è più facile che venga rieletto). Un meccanismo che non riguarda tutti, evidentemente, ma che chiunque abbia frequentato una sezione arbitrale conosce purtroppo molto bene.
La battaglia degli arbitri contro la Figc
Ovviamente, da quando Gravina ha inviato all’Aia il documento con queste linee guida (ma per essere effettivo dovrà passare martedì in Consiglio federale), il mondo arbitrale ha iniziato a ribollire. Perché una volta approvato il principio informatore, l’Aia dovrà recepirlo nel nuovo regolamento elettorale. La Federcalcio allora è diventata il nemico comune, personaggi che si ritenevano reciprocamente avversari giurati si sono ricompattati contro il nuovo nemico.
Lo scontro tra Figc e Aia
Il presidente Pacifici ha parlato di “metodologia inaccettabile, lo abbiamo appreso a poche ore dal Consiglio federale” sostenendo che “il regolamento si condivide, non si impone”. La Figc ha risposto durissima: “Quel testo è stato discusso con Pacifici in un'apposita riunione convocata giovedì 9 maggio, tanto che in virtù di questo confronto non sono state inserite altre proposte per agevolare un ulteriore confronto”. Insomma, gli hanno dato quasi del bugiardo. Ma Pacifici sta difendendo una posizione. Anche dal fuoco interno.
Aia, chi sono i candidati alla presidenza
Da un anno e mezzo l’Associazione arbitri è spaccata. Le correnti ci sono sempre state, ma quando il presidente Trentalange è stato costretto a dimettersi per la bufera nata intorno alla figura del procuratore D’Onofrio, condannato poi a 5 anni e 8 mesi per traffico internazionale di droga. Da quel momento Trentalange – assolto da responsabilità sul caso – e il suo fedelissimo Baglioni hanno lavorato soltanto per tornare al timone. Aprendo una durissima battaglia con la Federcalcio di Gravina. Nel frattempo l’Aia ha eletto un nuovo presidente, Pacifici, e anche lui ha l’ambizione di restare. Mentre altri smaniano alle sue spalle: il vice Zaroli e l’ex arbitro di Serie C Zappi, a cui oggi è affidata la gestione degli organi tecnici e amministrativi. Tutti avversari tra loro. Tutti alleati ora.
Un nome a sorpresa
Sì, perché il nuovo sistema elettorale può favorire l’inatteso. Chiunque potrà candidarsi, quindi chiunque potrà essere eletto, se ritenuto credibile dalla base. Uno scenario che, rispetto agli uomini di sistema e che nel sistema hanno proliferato per anni, può favorire il nome a sorpresa, l’arbitro credibile e che negli ani ha saputo costruirsi una credibilità con i colleghi, più che con i capi del movimento. Ecco cos’è della riforma che fa paura all’Aia: il rischio per chi conta oggi di non contare più nulla.