Lotito, attacco a Gravina al Senato. Tensione in commissione Cultura
di Matteo PinciROMA – Una commissione del senato trasformata nell’aula di un processo del tutto personale. Claudio Lotito si è preso la scena di quella che doveva essere un’audizione sul sistema calcio in Italia per farla diventare il luogo in cui chiedere – formalmente o quasi – al procuratore federale della Federcalcio di indagare il presidente della federazione stessa, Gabriele Gravina. Facendo calare il gelo nella sala per le audizioni della settima commissione e poi – a microfoni e video spenti – animare una discussione molto accesa all’interno.
Il colpo di sonno di Lotito in Senato. De Laurentiis lo sveglia, lui nega di essersi appisolato
Lotito al procuratore Figc: “La giustizia sportiva è discrezionale?”
L’appuntamento era fissato per le 9. Nel calendario delle audizioni figuravano nomi di rilievo del calcio italiano, da De Laurentiis del Napoli a Calvo della Juventus, da Scaroni del Milan e Setti del Verona. Ma alla fine l’attenzione si è conc…
ROMA – Una commissione del senato trasformata nell’aula di un processo del tutto personale. Claudio Lotito si è preso la scena di quella che doveva essere un’audizione sul sistema calcio in Italia per farla diventare il luogo in cui chiedere – formalmente o quasi – al procuratore federale della Federcalcio di indagare il presidente della federazione stessa, Gabriele Gravina. Facendo calare il gelo nella sala per le audizioni della settima commissione e poi – a microfoni e video spenti – animare una discussione molto accesa all’interno.
Il colpo di sonno di Lotito in Senato. De Laurentiis lo sveglia, lui nega di essersi appisolato
Lotito al procuratore Figc: “La giustizia sportiva è discrezionale?”
L’appuntamento era fissato per le 9. Nel calendario delle audizioni figuravano nomi di rilievo del calcio italiano, da De Laurentiis del Napoli a Calvo della Juventus, da Scaroni del Milan e Setti del Verona. Ma alla fine l’attenzione si è concentrata su altro. E in particolare sull’audizione del procuratore federale Giuseppe Chinè, il capo dell’organo inquirente del calcio. Lotito è intervenuto durante l’audizione con un attacco abbastanza diretto: “Perché c’è questa discrezionalità sull’apertura di un’indagine e non avete aperto sulle indagini della procura di Roma?”. Chinè iniziava a rispondere immaginando si riferisse alle indagini sulle plusvalenze della Roma, dicendo: “Abbiamo chiesto gli atti per le indagini sulle plusvalenze della Roma, ma ce li hanno negati”. Lotito però lo fermava: “Non mi riferisco a quello, mi riferisco all’indagine della procura di Roma aperta nel 2023, che ha avuto ampia eco mediatica, sul presidente Gravina”. Chinè a quel punto si è dovuto difendere: ““Tutte le indagini su cui abbiamo carte, le apriamo. Io su questa non ho elementi, aspetto la procura della repubblica”. Ma a quel punto era già calato il gelo. Perché l’audizione è diventata il terreno in cui Lotito ha continuato a combattere la sua personalissima battaglia contro il n.1 della Figc. Quasi un uso privato di un’istituzione pubblica. Così l’hanno percepita i presenti.
Lotito dimentica l’indagine sulla Lazio a Tivoli
Che il presidente della Lazio avesse intenzione di concentrare su quel tema l’audizione si è capito subito. Quando dopo la scolastica introduzione di Chinè, anziché far proseguire il giro degli interventi – così avviene regolarmente, per definizione - Lotito ha voluto che si procedesse con le domande a Chinè. Il presidente di commissione Roberto Marti (Lega) è intervenuto a richiamarlo: “Senatore Lotito, le ricordo che questa è la mia commissione e gestisco io gli interventi”. Ma Lotito è riuscito a ottenere una deroga (che non è stata utilizzata poi, per gli interventi successivi). Poi, Lotito sa benissimo che anche lui e la sua Lazio sono sotto indagine, alla procura di Tivoli, per questioni legate allo scambio di giocatori con la Salernitana ai tempi in cui Lotito stesso era al timone di entrambe le squadre. Insomma, se come ritiene la giustizia sportiva non è stata abbastanza tempestiva, non lo è stata nemmeno nell’indagine su di lui.