La commissione Abodi per i controlli ai club può slittare a gennaio
di Matteo PinciLa riforma può attendere. In commissione cultura e sport è iniziato l’iter per la conversione in legge del decreto Abodi che introdurrà una nuova commissione per i controlli sulle squadre professionistiche. Una commissione formalmente autonoma ma nominata dal governo e da cui passeranno i verdetti – “ma non vincolanti”, giura la politica – per le ammissioni ai campionati.
La commissione Abodi può slittare a gennaio
Quello che però sta emergendo è che, se fine luglio è il termine per convertire in legge il testo col voto alla Camera, per l’introduzione effettiva della nuova commissione servirà tempo. Improbabile possa essere attiva da settembre, molto più probabile parta da gennaio, quindi dall’anno solare 2025. Perché serve tempo per i concorsi pubblici necessari alle assunzioni del personale. Nel frattempo dovrebbe essere operativo un regime transitorio già previsto dal testo.
La riforma può attendere. In commissione cultura e sport è iniziato l’iter per la conversione in legge del decreto Abodi che introdurrà una nuova commissione per i controlli sulle squadre professionistiche. Una commissione formalmente autonoma ma nominata dal governo e da cui passeranno i verdetti – “ma non vincolanti”, giura la politica – per le ammissioni ai campionati.
La commissione Abodi può slittare a gennaio
Quello che però sta emergendo è che, se fine luglio è il termine per convertire in legge il testo col voto alla Camera, per l’introduzione effettiva della nuova commissione servirà tempo. Improbabile possa essere attiva da settembre, molto più probabile parta da gennaio, quindi dall’anno solare 2025. Perché serve tempo per i concorsi pubblici necessari alle assunzioni del personale. Nel frattempo dovrebbe essere operativo un regime transitorio già previsto dal testo.
Una dichiarazione falsa nella relazione alla Camera
A proposito: il testo è passato come decreto per motivi di urgenza. Ma nella relazione di accompagnamento alla discussione del testo per la conversione in legge è stata giustificata l’urgenza scrivendo che questa è data dalla scadenza della Covisoc con la fine del quadriennio olimpico. Ma è un errore. O, se vogliamo, una dichiarazione falsa. Secondo la relazione infatti “all’esito dei giochi olimpici di Parigi 2024, gli organismi sportivi saranno chiamati al rinnovo delle cariche”, e questo è vero, ma ciò che segue no: “in tale contesto – continua la relazione – è necessario intervenire tempestivamente per far sì che l’organo deputato ai controlli sulle società professionistiche per l’emissione del parere sulla ammissione di questa ai relativi campionati sia indipendente e resti estranea al consiglio federale”. Una correlazione che non ha alcun senso: la Covisoc non scade col quadriennio Olimpico. Eppure la bollinatura è arrivata comunque.
Uefa e Fifa alla Figc: “Il decreto impedisce l’autonomia”
Il decreto quindi sarà convertito. Ma Fifa e Uefa sono sul piede di guerra e hanno inviato alla Federcalcio una lettera preoccupata da quella che ai loro occhi appare una ingerenza politica. Evidenziano come “le disposizioni del decreto finirebbero per impedire alla Figc di svolgere autonomamente le funzioni di concessione delle licenze e di ammissione”. E ricordano come “Il mancato rispetto di tale obbligo può comportare sanzioni”, come ad esempio l’esclusione dei club italiani dalle coppe. Per ora un’ipotesi solo teorica. Ma l’Italia ha sul piatto anche l’organizzazione di Euro 2032.