Se Carneade non fosse il filosofo greco sconosciuto a don Abbondio ma, poniamo, un giovane calciatore brasiliano, pronuncia Carnèagi, giocherebbe nella Juventus e Thiago Motta lo manderebbe in campo. Carnèagi, naturalmente, farebbe subito gol. La stessa cosa gli accadrebbe nell’Atalanta o nel Verona, squadre che alla prima di campionato hanno goduto di prodezze senza certificazione pregressa, for…