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Tudor: “Tutti parlano, ma alla Juve se non vinci sei sempre dalla parte del torto”

Igor Tudor 

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Alla vigilia della trasferta di Como, il tecnico bianconero è sotto pressione: “Io dico la mia a chi vuole capire e ha l’onestà intellettuale per farlo”
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TORINO – "Qui alla Juve un allenatore può dire qualsiasi cosa, ma se non vinci stai sempre dalla parte del torto". Per Igor Tudor sono giorni complicati: la pressione è forte, la squadra arranca al ritmo di un pareggio dopo l'altro, il calendario propone un insidiosissimo trittico di trasferte – Como-Real Madrid-Lazio – e da dentro e fuori arrivano critiche e suggerimenti più o meno velati, che spaziano dalla posizione di Yildiz ("Ma con me è sempre stato nel cuore del gioco e ha la libertà di spaziare dove si sente maggiormente a suo agio") all'impiego degli attaccanti, dalla conformazione della difesa alla scelta degli esterni. In mezzo c'è lui, che cerca di difendersi come può: "È normale che tutti parlino, anche i non addetti ai lavori. È il bello del calcio. Però l'allenatore conosce meglio di tutti la situazione e sa come intervenire. Quello che ho capito è che tutti i discorsi cominciano e iniziano con "noi siamo la Juve", e se non vinci tutti questi discorsi contano molto poco…

TORINO – "Qui alla Juve un allenatore può dire qualsiasi cosa, ma se non vinci stai sempre dalla parte del torto". Per Igor Tudor sono giorni complicati: la pressione è forte, la squadra arranca al ritmo di un pareggio dopo l'altro, il calendario propone un insidiosissimo trittico di trasferte – Como-Real Madrid-Lazio – e da dentro e fuori arrivano critiche e suggerimenti più o meno velati, che spaziano dalla posizione di Yildiz ("Ma con me è sempre stato nel cuore del gioco e ha la libertà di spaziare dove si sente maggiormente a suo agio") all'impiego degli attaccanti, dalla conformazione della difesa alla scelta degli esterni. In mezzo c'è lui, che cerca di difendersi come può: "È normale che tutti parlino, anche i non addetti ai lavori. È il bello del calcio. Però l'allenatore conosce meglio di tutti la situazione e sa come intervenire. Quello che ho capito è che tutti i discorsi cominciano e iniziano con "noi siamo la Juve", e se non vinci tutti questi discorsi contano molto poco. Invece devo dire la mia e spiego le mie idee a chi le vuole capire e ha l'onestà intellettuale per farlo. Poi per un allenatore è un po' più difficile sopportare tutto questo: se non vinci, puoi dire qualsiasi cosa e sei dalla parte del torto".

Zhegrova di nuovo ko

Quanto ai possibili cambi tattici, Tudor è rimasto nel vago: "Può succedere e può non succedere". Le certezze, al momento, sono che Zhegrova è tornato indisponibile ("Problemi all'anca"), che senza Bremer e Cabal la difesa ha gli uomini contati, che lo stesso Zhegrova e Conceiçao non possono giocare a tutta fascia (“Lo escludo”) e che Yildiz non si tocca e mai si toccherà: "Lui non sarà mai un problema, basta vedere come rende da quando ci sono io. Il merito è prima di tutto suo e poi del mio staff che sta facendo con lui un gran lavoro".

Tudor: “Passo le giornate a pensare a come aiutare i giocatori”

Il futuro sarà ancora carico di riflessioni: "Una squadra è un organismo vivo, ci sono un sacco di variabili e di problematiche, non è mai la stessa da una volta all'altra. Il mio compito è aiutare i giocatori e passo tutte le giornate pensando a quello, da mattina a sera, a cercare di capire se hanno bisogno di una coccola, di un consiglio, a come farli giocare insieme, a come gestire chi ha un problema, a inventarmi qualcosa. Questa è la mia vita".

L’invidia per Fabregas: “Gli acquisti del Como li sceglie lui”

A Como potrebbe già cambiare qualcosa, magari con il passaggio al 3-5-2, con un centrocampista in più (Koopmeiners) e un fantasista in meno (Conceição), anche perché il portoghese è utilissimo quando dissesta le partite entrando dalla panchina. Per il resto, "tutte le opzioni sono aperte", ma chiaramente prima bisogna lavorarci sopra. E tra le righe, si individua una sottile invidia per il collega Fabregas: "Il Como è una finta piccola, ha speso tanti soldi per giocatori interessanti. E li ha scelti tutti l'allenatore, cosa rara". Tudor, sul mercato, non ha potuto invece scegliere nessuno.

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