Marocco campione del mondo Under 20: più realtà che favola nella finale contro l’Argentina
di Luigi PanellaNon è la prima volta che l’Africa vince il Mondiale Under 20. Ci era riuscito il Ghana 16 anni fa battendo in finale ai rigori il Brasile. E non è neanche la prima volta che una squadra estranea al gotha del calcio mondiale arriva a giocarsi un titolo di tale importanza: non bisogna nemmeno andare troppo indietro per trovare il Venezuela, finalista 8 anni fa contro l’Inghilterra. Con il Marocco però, è la prima volta che una squadra non europea o appartenente alla solita casta Brasile-Argentina ottiene un trionfo che è frutto di estemporaneità ma di crescita di tutto un movimento.
La finale contro l’Argentina
Nella finale di Santiago del Cile, i Leoni dell’Atlante hanno battuto 2-0 l’Argentina, la padrona della competizione dall’alto di sei trionfi, il primo dei quali nel 1979 fu straordinaria vetrina per Diego Armando Maradona. Lo hanno fatto da grande squadr…
Non è la prima volta che l’Africa vince il Mondiale Under 20. Ci era riuscito il Ghana 16 anni fa battendo in finale ai rigori il Brasile. E non è neanche la prima volta che una squadra estranea al gotha del calcio mondiale arriva a giocarsi un titolo di tale importanza: non bisogna nemmeno andare troppo indietro per trovare il Venezuela, finalista 8 anni fa contro l’Inghilterra. Con il Marocco però, è la prima volta che una squadra non europea o appartenente alla solita casta Brasile-Argentina ottiene un trionfo che è frutto di estemporaneità ma di crescita di tutto un movimento.
La finale contro l’Argentina
Nella finale di Santiago del Cile, i Leoni dell’Atlante hanno battuto 2-0 l’Argentina, la padrona della competizione dall’alto di sei trionfi, il primo dei quali nel 1979 fu straordinaria vetrina per Diego Armando Maradona. Lo hanno fatto da grande squadra, non difendendosi e magari affidandosi al batticuore dei rigori (si è tanto parlato dell’eroe della semifinale, il terzo portiere El Mesbahi entrato in campo solo per parare dagli 11 metri ma rimandato in panca nella finale), ma imponendo subito ritmo e gioco.
Zabiri eroe della finale
La nazionale ha espresso tante stelline. Ismaël Baouf del Cambuur (Olanda), difensore centrale. Fouad Zahouani terzino, che gioca in patria dell'Union Touarga Sports. Gessime Yassin, il creativo, milita in Francia a Dunkerque: se lo ricorda la difesa del Psg, messa in difficoltà dalle sue giocate in una gara di Coppa. L’eroe della finale è stato però Yassir Zabiri. Si è procurato un quasi rigore, che l’arbitro italiano Mariani, con l’ausilio del Var, ha giudicato punizione dal limite. Situazione tramutata in gol fregando sul proprio palo il portiere argentino Barbi. Poi si è fatto trovare al posto giusto in occasione del raddoppio: e tutto nella prima mezz’ora. Ancora poco conosciuto a livello internazionale, Zabiri ha iniziato la carriera a Rabat per poi essere notato dai dirigenti del Famelicao, in Portogallo. Lo stesso campionato di Livramento, l’eroe di Capo Verde, che segna al soldo del Casa Pia pur essendo di proprietà del Verona.
Il record del Marocco
Ma se i capoverdiani rappresentano la classica favola, il Marocco esprime una realtà, a volte neanche semplice. Dopo la striminzita vittoria contro il Congo nell’ultima gara di un girone di qualificazione ai Mondiali condotto a passo di carica, la stampa marocchina ha duramente criticato il livello di gioco espresso dalla formazione del ct Walid Regragui. Eppure quella partita ha segnato il record storico di vittorie consecutive (16) a livello di nazionali maggiori, quella squadra ai Mondiali del 2022 in Qatar è stata la prima africana ad arrivare alle semifinali di un campionato del mondo, quella squadra giocherà da favorita la Coppa d’Africa che il Marocco (stranamente campione solo una volta, nel 1976), ospiterà a cavallo tra dicembre a gennaio.
Chi è il ct del Marocco campione
Una realtà che tra gli Under 20 ha il mentore nel belga Mohamed Ouahbi: ha fatto la trafila tecnica nelle giovanili dell’Anderlecht, ha fatto centro nel primo grande salto della carriera. E’ anche il primo ct non indigeno a vincere la coppa. Ha fatto meglio di Philippe Troussier, che alla guida del Giappone fu battuto in finale dalla Spagna nel 1999 e di Evaristo de Macedo, sconfitto nell’ormai lontano 1981 da ct del Qatar dalla Germania Ovest.