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Donadoni, ritorno in panchina dopo cinque anni. L’ex ct dell’Italia riparte dallo Spezia ultimo in B

Roberto Donadoni 

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Charlie Stillitano, proprietario del club ligure, conosce l’ex commissario tecnico della Nazionale da oltre 30 anni
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MILANO – Lo aveva detto: lui di smettere non aveva alcuna voglia. Ha aspettato a lungo la chiamata giusta, è arrivata forse quando non ci credeva più. Roberto Donadoni torna ad allenare, a cinque anni di distanza dall’ultima volta. Lo ha scelto lo Spezia, ultimo in serie B, lui ha detto sì perché ha ancora una voglia matta di calcio e per il legame di lunga data con il presidente del club ligure, l’americano Charlie Stillitano. È stato lui da dirigente a portarlo in Mls nel 1996, ai New York Metrostars (gli attuali Red Bulls), nei capitoli finali della sua carriera da giocatore. E lui ha deciso di esonerare Luca D’Angelo, il tecnico che lo scorso anno ha perso la finale del play-off promozione. Subito dopo ha composto il numero di telefono di Donadoni.

Il legame antico con il proprietario dello Spezia

«Il mio obiettivo è tornare ad allenare. Ho ancora voglia di panchina. Ma alle giuste condizioni. Dovesse arrivare una proposta allettante la prenderei in considerazione», diceva a chi p…

MILANO – Lo aveva detto: lui di smettere non aveva alcuna voglia. Ha aspettato a lungo la chiamata giusta, è arrivata forse quando non ci credeva più. Roberto Donadoni torna ad allenare, a cinque anni di distanza dall’ultima volta. Lo ha scelto lo Spezia, ultimo in serie B, lui ha detto sì perché ha ancora una voglia matta di calcio e per il legame di lunga data con il presidente del club ligure, l’americano Charlie Stillitano. È stato lui da dirigente a portarlo in Mls nel 1996, ai New York Metrostars (gli attuali Red Bulls), nei capitoli finali della sua carriera da giocatore. E lui ha deciso di esonerare Luca D’Angelo, il tecnico che lo scorso anno ha perso la finale del play-off promozione. Subito dopo ha composto il numero di telefono di Donadoni.

Il legame antico con il proprietario dello Spezia

«Il mio obiettivo è tornare ad allenare. Ho ancora voglia di panchina. Ma alle giuste condizioni. Dovesse arrivare una proposta allettante la prenderei in considerazione», diceva a chi pochi giorni fa gli chiedeva di un suo futuro in panchina. Quell’offerta è arrivata: contratto triennale, un progetto di medio-lungo termine che prevede intanto di risollevare la situazione dello Spezia (7 punti in 11 partite) e in futuro di tentare di salire in A. «È una personalità di spicco del calcio italiano e un tecnico di grande esperienza. Siamo sicuri saprà trasmettere rinnovata energia e determinazione per raggiungere i nostri obiettivi», ha detto Stillitano presentandolo.

Donadoni ai New York MetroStars 

L’intervista con Repubblica

L’autorevolezza di Donadoni ha avuto un peso nella scelta. Roberto era sparito dai radar, ma ha avuto una carriera da allenatore di livello: tatticamente ha preso a piene mani da Sacchi e Capello, per vent’anni si è diviso tra le panchine di mezza serie A (dal Livorno al Napoli), con annessa l’esperienza da ct della Nazionale, che con lui alla guida uscì dall’Europeo del 2008 ai quarti ai rigori contro la Spagna, che poi avrebbe vinto il torneo. Non allena dal 2020, un’avventura dimenticabile con i cinesi dello Shenzhen. In Italia l’ultima panchina al Bologna, che condusse a una comoda salvezza nel 2018. Sembra passata una vita, ma Donadoni non si è mai allontanato dal pallone. Negli ultimi tempi era diventato una delle voci della Radio tv della Lega serie A: «Dal mio punto di vista, è un modo per restare nel mondo che mi appartiene» aveva spiegato. Ieri ha diretto il primo allenamento, venerdì debutterà con lo Spezia al Picco contro il Bari. Non è mai troppo tardi per rimettersi in gioco.

Roberto Donadoni sulla panchina del Bologna 

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