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La stanchezza del giovane Yildiz, giocare troppo fa male anche a vent’anni

Kenan Yildiz 

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Per il turco un solo gol e nessun assist nelle ultime dieci gare, però Spalletti non lo boccia: “È appanato ma stia tranquillo, lo metto lo stesso”. Nella scorsa stagione il numero 10 ha disputato 62 partite e adesso paga il conto di quelle fatiche
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TORINO – I numeri sono freddi, quindi analizzano con distaccata lucidità: nelle ultime undici partite, Kenan Yildiz ha segnato un solo gol e non ha distribuito neanche un assist, mentre nelle quattro precedenti, le prime quattro della stagione, aveva realizzato due reti e tre passaggi decisivi. Il calo è evidente e visibile a occhio nudo: l'impressione è di un calciatore appannato, se non addirittura ingolfato. “L'impressione è corretta”, conferma Spalletti, “però io lo faccio rigiocare lo stesso e lo tengo lì”, ovvero in quell'area offensiva di centro-sinistra nella quale il giovane turco predilige scorrazzare. Anche Tudor aveva più volte dichiarato che di Yildiz non avrebbe mai fatto a meno, nemmeno se fosse stato lontano dalla forma migliore (e infatti lo aveva messo in panchina appena due volte in sette mesi), e il suo successore la pensa alla stessa maniera: “Lo fo rigiocare anche quando gioca male, per cui stia tranquillo. Anzi, fategli arrivare questo messaggio: stai tranquill…

TORINO – I numeri sono freddi, quindi analizzano con distaccata lucidità: nelle ultime undici partite, Kenan Yildiz ha segnato un solo gol e non ha distribuito neanche un assist, mentre nelle quattro precedenti, le prime quattro della stagione, aveva realizzato due reti e tre passaggi decisivi. Il calo è evidente e visibile a occhio nudo: l'impressione è di un calciatore appannato, se non addirittura ingolfato. “L'impressione è corretta”, conferma Spalletti, “però io lo faccio rigiocare lo stesso e lo tengo lì”, ovvero in quell'area offensiva di centro-sinistra nella quale il giovane turco predilige scorrazzare. Anche Tudor aveva più volte dichiarato che di Yildiz non avrebbe mai fatto a meno, nemmeno se fosse stato lontano dalla forma migliore (e infatti lo aveva messo in panchina appena due volte in sette mesi), e il suo successore la pensa alla stessa maniera: “Lo fo rigiocare anche quando gioca male, per cui stia tranquillo. Anzi, fategli arrivare questo messaggio: stai tranquillo che l'allenatore ti vede bene”.

Yildiz e il fastidio al ginocchio

Tranquillo può esserlo, ma non è quello il punto. Il punto è che Yildiz è stanco: gioca lo stesso numero di palloni, rischia lo stesso numero di dribbling ma da qualche tempo non riesce più a filar via al difensore o a liberarsi per il tiro. È appesantito, anche per via del fastidio al ginocchio sinistro (un'infiammazione tendinea) che lo tormenta da un po' ma soprattutto a causa della stanchezza che si sta portando appresso dalla stagione passata, la prima giocata per intero della sua carriera: l'anno precedente Allegri l'aveva preservato fino a dicembre e da lì in poi lo usò non stabilmente, ma quel poco bastò perché la società gli attribuisse la maglia numero 10 e un ruolo centrale nella costruzione della squadra.

Yildiz, le fatiche di un insostituibile

A diciannove anni si è trovato ad essere subito indispensabile, sobbarcandosi una stagione estenuante: 52 partite con la maglia della Juventus, Mondiale per club incluso, e altre 10 con la Turchia. Non ha mai saltato una gara per infortunio ma appena tre per squalifica (due in bianconero, una in nazionale) e in questa stagione non è andata diversamente, aggiungendo agli impegni con il club, quattro impegni con la Turchia: è sempre stato titolare salvo che in Lazio-Juventus, l'ultima di Tudor, che lo mandò in campo a inizio ripresa. Spalletti gli ha invece risparmiato la trasferta di Cremona, perché erano giorni in cui il fastidio al ginocchio si stava facendo sentire di più, ma da qui in avanti giura che non lo toglierà di nuovo: se però la stanchezza tornerà a incombere (Yildiz adesso è in Turchia, giocherà contro Bulgaria e Spagna), bisognerà vedere.

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