Calzona: “Il sogno Mondiale della mia Slovacchia: la Germania l’abbiamo già battuta”
di Marco AzziFrancesco Calzona, ct italiano della Slovacchia
NAPOLI - Intensa ma breve: la festa di Ciccio Calzona si è esaurita nello spazio fugace di una notte. "Alle 6 ero ancora sveglio e un paio di bicchieri dopo il successo contro l'Irlanda del Nord me li sono concessi anch'io. È stata una partita convulsa, i nostri avversari hanno fatto ostruzionismo e noi ci siamo innervositi un po': due gol annullati, una traversa, c'è voluto tutto il nostro cuore e vincere nel recupero è stato ancora più bello. Gusto doppio, ci abbiamo creduto fino alla fine". È così che la Slovacchia guidata dal ct calabrese si è assicurata almeno gli spareggi. "Festa di popolo, grande attaccamento ai valori della patria: il pubblico di Kosice è sempre straordinario". Il bello però deve ancora venire ed è già dietro l'angolo. "Ora voliamo a Lipsia, lunedì c'è la Germania, l'abbiamo battuta all'inizio del girone e siamo a pari punti in classifica". Il bis garantirebbe alla Nazionale di Bratislava la qualificazione diretta per i Mondiali americani.
Com'è prepararsi per…
NAPOLI - Intensa ma breve: la festa di Ciccio Calzona si è esaurita nello spazio fugace di una notte. "Alle 6 ero ancora sveglio e un paio di bicchieri dopo il successo contro l'Irlanda del Nord me li sono concessi anch'io. È stata una partita convulsa, i nostri avversari hanno fatto ostruzionismo e noi ci siamo innervositi un po': due gol annullati, una traversa, c'è voluto tutto il nostro cuore e vincere nel recupero è stato ancora più bello. Gusto doppio, ci abbiamo creduto fino alla fine". È così che la Slovacchia guidata dal ct calabrese si è assicurata almeno gli spareggi. "Festa di popolo, grande attaccamento ai valori della patria: il pubblico di Kosice è sempre straordinario". Il bello però deve ancora venire ed è già dietro l'angolo. "Ora voliamo a Lipsia, lunedì c'è la Germania, l'abbiamo battuta all'inizio del girone e siamo a pari punti in classifica". Il bis garantirebbe alla Nazionale di Bratislava la qualificazione diretta per i Mondiali americani.
Com'è prepararsi per 90' che possono valere una carriera, Calzona?
"La routine aiuta a non pensarci: riunione tecnica, viaggio, rifinitura. Ma partecipare alle fasi finali di un Mondiale è il sogno da bambini di tutti: allenatore e giocatori. La Slovacchia si è qualificata solo nel 2010 e ora tenta per la prima volta l'accoppiata con gli Europei, dove siamo già stati protagonisti un anno e mezzo fa. Sarebbe un altro traguardo storico e mi inorgoglisce la possibilità di legarlo alla mia gestione".
Nel 2024 la sua Slovacchia si fermò agli ottavi, ma sfiorando un'impresa clamorosa...
"Ci penso ancora, a quella partita con l'Inghilterra. Eravamo a un passo dai quarti e il gol di Bellingham all'ultimo secondo fu una beffa terribile".
Da Gelsenkirchen a Lipsia, c'è di nuovo la Germania nel destino della Slovacchia di Calzona.
"Ma questa volta contro i tedeschi: sarà una finale e per arrivarci abbiamo già fatto qualcosa di straordinario. Noi però giochiamo sempre per vincere, a prescindere dal valore dell'avversario. Poi se saranno più forti complimenti a loro".
La Germania l'avete già battuta: in che modo?
"Noi al 110 per cento e loro al di sotto del loro standard. Due mesi fa a Bratislava fu così e la strada è sempre quella, per battere una corazzata come la Germania. Peccato avere solo tre giorni di recupero dopo la vittoria contro l'Irlanda, ho quattro o cinque ragazzi non al meglio e gli impegni ravvicinati non ci aiutano".
Nemmeno il regolamento dei gironi, a dirla tutta...
"Nella sfida d'andata abbiamo vinto noi, ma grazie alla differenza reti generale sarà la Germania ad avere a disposizione due risultati su tre. Inconcepibile. Perché solo nelle qualificazioni ai Mondiali gli scontri diretti non hanno un valore superiore?".
Trova anche lei che questo sistema di qualificazioni Mondiali penalizzi le nazionali europee?
"Certo, non tenere conto del ranking è un'altra bischerata totale. In Europa la competizione è molto più dura, rispetto a quella negli altri continenti. L'obiettivo di tutti dovrebbe essere la qualificazione delle Nazionali più forti per le fasi finale di un Mondiale, invece le priorità sembrano altre".
Anche l'Italia si sente penalizzata.
"Gli azzurri ne hanno vinte 6 di fila e vanno agli spareggi: è paradossale. Avversarie facili? Sciocchezze, in Europa tutti i successi sono difficili. L'Estonia in Nations League è stata per la mia Slovacchia un osso duro".
Gattuso c'è rimasto male pure per le contestazioni...
"La Nazionale va sostenuta sempre, a prescindere. Rino in più è arrivato da poco, per dare una identità serve tempo e già vincere dovrebbe essere motivo di gioia. Capisco la voglia di spettacolo, ma servono tempo e pazienza".
Crede che l'Italia ce la farà?
"Sì, noi italiani diamo il meglio nei momenti difficili".
È ancora presto per pensarci, ma uno spareggio per andare ai Mondiali tra l'Italia e la Slovacchia è possibile.
"Meglio di no, per me sarebbe in ogni caso una mezza sconfitta, perché tifo per la nostra Nazionale. Andiamoci insieme, ai Mondiali...".
Descriva la sua Slovacchia, Calzona.
"Possesso palla, gioco propositivo, vecchietti che non mollano, ma dovremo diventare più incisivi. Il ricambio generazionale è difficile, anche se ho fatto esordire 19 giocatori e abbassato l'età media".
La Slovacchia di Calzona è una Nazionale moderna.
"Si vince solo così, a livello internazionale. Il calcio si è evoluto nella direzione del coraggio, anche nelle Nazionali di seconda e terza fascia. Nessuno si chiude più in difesa, se non è costretto dalla forza degli avversarsi. Le gare sono più belle. Tutti provano a imporre il proprio gioco. La strada è questa, va verso lo spettacolo".
Le manca la serie A?
"La seguo quando posso con passione. Per me è un campionato importante, meglio di quello che si dice, anche da noi sta cambiando la mentalità. Il livello medio è cresciuto".
Spalletti alla Juventus come andrà?
"La sua carriera parla per Luciano, quando ero il suo vice mi ha insegnato tanto, è l'allenatore giusto per la Juventus".
Il Napoli dopo lo scudetto sta vivendo un altro anno tribolato: perché?
"Non sono d'accordo. Intorno al Napoli ci sono troppe polemiche inutili, era in testa alla classifica da solo fino a una partita fa. Non le capisco tutte queste critiche e aspetterei a paragonare questa stagione a quella di due anni fa, la mia, in cui ci furono delle complicazioni diverse. Gli azzurri sono ancora da scudetto".
Aurelio De Laurentiis si è lamentato per i tanti infortuni nelle Nazionali e suggerisce di cambiare i calendari. Lei che ne pensa?
"Sono d'accordo, si gioca troppo, e con l'aggiunta della Nations è un massacro, il rischio infortuni è altissimo. Trovare uno spazio solo per le Nazionali è un bella idea, meglio se in primavera. Magari non di due mesi, però: ne basta realisticamente uno".
A lei potrebbero invece bastare 90' per andare ai Mondiali, magari con Ancelotti, Cannavaro, Gattuso. Firma subito, Calzona?
"Non ci penso, sono scaramantico. Ancelotti e Cannavaro ci sono già, ora tocca a me e Rino. Stiamo calmi...".