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In caso di sconfitta con l’Irlanda del Nord l’Italia dovrà giocare una partita con niente in palio

In caso di sconfitta con l’Irlanda del Nord l’Italia dovrà giocare una partita con niente in palio
(ansa)

Lo prevede il contratto con la Fifa: gli azzurri giocherebbero una triste amichevole con la perdente di Galles-Bosnia

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C’è un tristissimo precedente che inquieta il calcio italiano. Dopo la tremenda sconfitta di Palermo contro la Macedonia del Nord nella semifinale del mini-torneo di qualificazione a Qatar 2022, l’Italia di Mancini dovette andare a giocare in Turchia un’amichevole senza nulla in palio in un clima di sconforto generale contro l’altra delusa di quella sorta di quadrangolare che qualificò al Mondiale il Portogallo. Quella vittoria a Konya (3-2) non lavò naturalmente l’onta di quanto visto al Barbera. Quello scenario, potenzialmente e malauguratamente, potrebbe tornare di attualità a marzo 5 giorni dopo Italia-Irlanda del Nord.

L’amichevole del disonore

La Fifa, infatti, obbliga tutte le nazionali a giocare due partite nella finestra internazionale di marzo, anche per accordi di tipo televisivo. Anche in caso di sconfitta nella semifinale di Bergamo contro l’Irlanda del Nord, quindi, gli azzurri sarebbero chiamati a un viaggio verso Cardiff o Zenica, non per giocarsi un posto al Mondiale. L’Italia affronterebbe la perdente dell’altra semifinale del percorso A di qualificazione, Galles o Bosnia-Erzegovina. Con nulla in palio, come tre anni fa a Konya, in un assordante silenzio.

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