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Sprofondo Reds, Liverpool mai così male da 71 anni: 500 milioni di sterline buttati sul mercato

I giocatori del Liverpool sconsolati dopo il ko con il Psv 

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La sconfitta con il Psv in Champions è solo l’ultima di una serie preoccupante. Il tecnico Slot, che poteva contare su una campagna acquisti faraonica, non sembra trovare rimedi
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LONDRA - Sprofondo rosso, come i “reds". “Clogged", titola il Daily Mirror, ossia “intasati”. Stiamo parlando del Liverpool, che anche ieri sera ha regalato un film horror ai suoi tifosi: dopo due sconfitte per 3-0 consecutive - a Manchester contro il City e in casa contro il Nottingham Forest dell’ex Juve Savona che ha pure segnato - ieri i “reds” si sono fatti umiliare all’Anfield anche in Champions League, dal Psv, addirittura per 4-1. Esemplare ed eloquente il rigore dell’1-0 degli olandesi concesso dal capitano Van Dijk, con un fallo di mano incomprensibile e senza alcun senso, su un cross degli avversari. In genere, il capitano del Liverpool è sempre stato l’ultimo baluardo della squadra, anche mentale. Ma stavolta, anche lui sembra trascinato alla deriva di una squadra campione in carica ma oramai disastrosa.

Slot: “Uno shock per tutti”

“È uno shock per tutti”, ammette il tecnico Arne Slot, olandese volante l’anno scorso e quest’anno catastrofico, con il Liverpool al dodicesimo…

LONDRA - Sprofondo rosso, come i “reds". “Clogged", titola il Daily Mirror, ossia “intasati”. Stiamo parlando del Liverpool, che anche ieri sera ha regalato un film horror ai suoi tifosi: dopo due sconfitte per 3-0 consecutive - a Manchester contro il City e in casa contro il Nottingham Forest dell’ex Juve Savona che ha pure segnato - ieri i “reds” si sono fatti umiliare all’Anfield anche in Champions League, dal Psv, addirittura per 4-1. Esemplare ed eloquente il rigore dell’1-0 degli olandesi concesso dal capitano Van Dijk, con un fallo di mano incomprensibile e senza alcun senso, su un cross degli avversari. In genere, il capitano del Liverpool è sempre stato l’ultimo baluardo della squadra, anche mentale. Ma stavolta, anche lui sembra trascinato alla deriva di una squadra campione in carica ma oramai disastrosa.

Slot: “Uno shock per tutti”

“È uno shock per tutti”, ammette il tecnico Arne Slot, olandese volante l’anno scorso e quest’anno catastrofico, con il Liverpool al dodicesimo posto in campionato (a 11 punti dalla capolista Arsenal dopo sole 12 partite), al 13simo in Champions e già fuori dalla Coppa di Lega dopo un altro 3-0 subito in casa dal Crystal Palace. Certo la stagione è stata infausta sin dall’inizio, con il drammatico e fatale incidente per l’attaccante Djogo Jota, la scorsa estate.

L’avvio lasciava ben sperare

Eppure, dopo la Premier League dominata l’anno scorso, il Liverpool aveva inanellato comunque sette vittorie consecutive all’inizio di questa stagione, simile alla partenza sprint di quella precedente, con il miglior avvio di sempre di un allenatore dei Reds – otto vittorie nelle prime 10 partite di Slot in Premier – dopo aver sostituito Jürgen Klopp. Ma quest’anno, il Liverpool si è poi clamorosamente liquefatto, con sei sconfitte in sette gare. "Non ho le risposte, davvero. È semplicemente inaccettabile," ha detto il centrocampista Curtis Jones alla tv irlandese Rte, “sono oltre la rabbia. Sono arrivato al punto in cui non ho più parole”.

Mai così male da 71 anni

Con la sconfitta di ieri sera, il Liverpool è sprofondato nella peggior serie negativa degli ultimi 71 anni, nonostante un calciomercato estivo stellare da 500 milioni di euro complessivi. Investimenti che non hanno significato superiorità sul campo, anzi. Dopo ieri sera, sono nove sconfitte nelle ultime 12 partite – un dato che non si vedeva dalla stagione 1953-54 – tre ko consecutivi in tutte le competizioni con uno scarto di tre gol per la prima volta dal dicembre 1953, e sette reti incassate in soli cinque giorni nello stadio di casa, solitamente una roccaforte per i Reds.

I motivi della crisi

Ma perché il Liverpool va così male quest’anno? Partiamo dai nuovi acquisti. Sinora, tutti hanno fatto flop o quasi. E ci si chiede perché il Liverpool abbia speso così tanto per pochi giocatori invece di spendere su più fronti. Del resto, oggi i Reds vantano una rosa di 20-22 elementi, a differenza di City e Arsenal che hanno 24-25 potenziali titolari. Il 22enne fantasista tedesco Florian Wirtz, pagato quasi 130 milioni (bonus inclusi), è tutt’ora infortunato e non si è ancora adattato al campionato inglese, sempre più fisico e poco compatibile alle sue pur sopraffine caratteristiche.

Una mercato da 500 milioni di sterline

Centocinquanta, invece, i milioni per strappare al Newcastle l'attaccante svedese Alexander Isak, che però ha saltato tutta la preparazione proprio per la bagarre di mercato tra i club, e non ha mai raggiunto la forma, deludendo tremendamente. Il terzino destro olandese Jeremie Frimpong invece, che doveva sostituire Alexander Arnold (defezionato al Real Madrid) non è stato all’altezza delle aspettative, tanto che Slot ha dovuto adottare addirittura un centrocampista di qualità Szoboszai lì dietro. Mentre l’altro ungherese, il terzino sinistro Kerkez, fa rimpiangere Robertson (che Slot relega ancora incredibilmente in panca) e il 18enne corazziere italiano Giovanni Leoni, acquistato dal Parma per 35 milioni, sarà fuori per tutta la stagione a causa di un gravissimo infortunio al ginocchio. L’unico nuovo che si è fatto apprezzare, seppur a tratti, è l’attaccante francese Hugo Ekitike. Per il resto, il Liverpool si è ficcato in un tunnel sinora senza via di uscita.

I vecchi a fine ciclo

Poi ci sono i vecchi arrivati a fine ciclo. Abbiamo parlato dell’inesorabile declino di Van Dijk. L’altro centrale, il francese Konatè, sta dimostrando di non essere all’altezza di questa squadra, nonostante negli ultimi anni si sia mantenuto in qualche modo a galla. Dopo c’è il 33enne Mohammed Salah, che dopo aver fatto sfracelli l’anno scorso, sta facendo segnare una delle peggiori stagioni di tutta la sua carriera: soltanto 5 gol su 18 partite quest’anno, mentre una delle reti del trionfo Psv ieri sera è stata innescata proprio da una sua indolenza. Gli addii di attaccanti affidabili come Luis Diaz e Darwin Nunez non hanno aiutato. Federico Chiesa, invece, rimane una comparsa di questa squadra e di certo non può fare miracoli.

Szoboszlai fuori ruolo

Insomma, tra i vecchi a fine corsa e i nuovi che non ingranano, il Liverpool sta guadando in un fiume di incomprensioni, insipienza e disarmante irrilevanza. Metteteci poi che la squadra, nonostante il rientro di Gravenberch, rimane spaccata in due e, sin da inizio stagione, è terribilmente esposta a contropiedi e lanci lunghi, ed ecco il cocktail letale per il Liverpool. Pure il pareggio di Szoboszlai ieri sera, retrocesso da tempo a terzino destro, è sembrato fiacco e mesto, come tutta questa stagione dei questi reds/ Rossi di vergogna e di pochissima rabbia.

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