Napoli – Nella quotidianità di Luciano Spalletti ci sono due tracce indelebili di Napoli: il tatuaggio sull’avambraccio sinistro dello scudetto vinto sulla panchina azzurra nel 2023 e la cittadinanza onoraria che gli fu conferita sei mesi dopo dal sindaco Gaetano Manfredi, come riconoscimento per l’impresa sportiva compiuta. Guardo caso era il 7 dicembre — nella Sala dei Baroni del Maschio Angioino — e il suo secondo anniversario da napoletano d’adozione il tecnico toscano lo trascorrerà proprio allo stadio Maradona, domani sera, anche se da avversario e seduto scomodamente sulla panchina della Juve.
Freddezza per Spalletti, è Conte il nuovo condottiero
«Adesso sono un official scugnizzo — disse all’epoca — Il legame tra me e il popolo napoletano è strettissimo ed è l’aspetto a…
Napoli – Nella quotidianità di Luciano Spalletti ci sono due tracce indelebili di Napoli: il tatuaggio sull’avambraccio sinistro dello scudetto vinto sulla panchina azzurra nel 2023 e la cittadinanza onoraria che gli fu conferita sei mesi dopo dal sindaco Gaetano Manfredi, come riconoscimento per l’impresa sportiva compiuta. Guardo caso era il 7 dicembre — nella Sala dei Baroni del Maschio Angioino — e il suo secondo anniversario da napoletano d’adozione il tecnico toscano lo trascorrerà proprio allo stadio Maradona, domani sera, anche se da avversario e seduto scomodamente sulla panchina della Juve.
Freddezza per Spalletti, è Conte il nuovo condottiero
«Adesso sono un official scugnizzo — disse all’epoca — Il legame tra me e il popolo napoletano è strettissimo ed è l’aspetto a cui tengo di più. Nessun comune mortale si merita ciò che mi è stato trasferito qui. Mi sento a casa e per questo la mia gratitudine sarà infinita». Quella della maggioranza dei tifosi azzurri si è invece già consumata e il grande ex appena passato sulla poco amata sponda bianconera è atteso a Fuorigrotta da un’accoglienza freddina, se non ostile. I 55mila saranno infatti tutti con Antonio Conte: il nuovo condottiero che con meno poesia e più pragmatismo ha scritto a sua volta la storia il 23 maggio scorso, regalando alla città il quarto titolo tricolore. Pure per questo l’amarcord si è sbiadito in fretta e il passato ha l’agrodolce sapore dell’imperfetto: c’eravamo tanto amati.
La Juve opta per un blitz toccata e fuga
Spalletti lo sa e non si è opposto dunque alla decisione della Juventus di trasformare in un blitz il suo ritorno a Napoli, da avversario. I bianconeri arriveranno infatti da Torino soltanto domani mattina con un volo charter, a pochissime ore dal fischio di inizio della sfida contro i campioni d’Italia. Toccata e fuga, per essere certi di riposare bene nella notte della vigilia. Per questo il grande ex potrà intravedere solo da un oblò i luoghi del suo indimenticabile biennio partenopeo, in cui non prese mai casa e visse con la valigia in mano: prima in un hotel al corso Vittorio Emanuele e poi addirittura una stanzetta senza finestre del centro sportivo di Castel Volturno. Vita da eremita, nel nome di uno scudetto che i tifosi azzurri attendevano da 33 anni.
Ma a Spalletti qualche amico è rimasto
Ma Luciano in città ha lasciato lo stesso più di un amico. I più fedeli e affezionati sono quelli del suo ristorante preferito, a Marechiaro, dove il tecnico toscano è tornato più volte in segreto nel suo periodo tribolato da ct. Spaccati invece i tifosi vip, che ne aspettano il ritorno con stati d’animo differenti. «Baci e abbracci prima della gara, gli dobbiamo tanto. Durante però rintroniamolo di fischi», consiglia lo scrittore Maurizio De Giovanni. «Ignoriamolo e basta, anche se sono certo che sia davvero affezionato a noi, quel tatuaggio non lo fece per piaggeria», suggerisce viceversa il professore di robotica Bruno Siciliano, che scrisse la “laudatio” per la cittadinanza onoraria all’allenatore di Certaldo. Infine c’è l’ala più benevola, con alla testa il rettore dell’università Federico II, Matteo Lorito. «Riaccogliamo un uomo vero, che ci ha regalato emozioni. Solo applausi per lui». Sono passati due anni e mezzo e sembrano un’eternità. Lo “scugnizzo official” sta per tornare al Maradona e dovrebbe farlo in giacca e cravatta: dress code più neutrale almeno all’apparenza della tuta. Rispetto per i suoi concittadini, indifferenza reciproca con Aurelio De Laurentiis. Nel 2023 fu soprattutto un divorzio tra due uomini che non si sopportavano più.