Napoli – Sempre meglio averlo vero, il centravanti, ed è infatti il centravantissimo Hojlund ad aver deciso le faccende tra il Napoli e la Juventus in una partita che lascerà un segno in questo campionato. In attesa di vedere cosa farà il Milan nel posticipo con il Torino (ma i rossoneri sono comunque nei primi tre), la poltiglia d’alta classifica si sfilaccia e davanti si prendono un impercettibile ma significativo vantaggio, dividendo di fatto in due il gruppo di chi pensa allo scudetto. È stata la domenica che ha ribadito la forza del Napoli (e di Conte, che gli infortuni avevano messo in una condizione di estrema difficoltà) e specialmente le vulnerabilità della Juve, slittata a -8 nel giorno in cui avrebbe potuto invece guadagnare due posizioni.
La tentazione di schierare Yildiz centravanti
Faranno discutere le scelte di Spalletti, che s’è infine votato alla suggestione di schierare Yildiz centravanti, trascurando i buoni segnali mandati da David in Coppa Italia. L’idea aveva una…
Napoli – Sempre meglio averlo vero, il centravanti, ed è infatti il centravantissimo Hojlund ad aver deciso le faccende tra il Napoli e la Juventus in una partita che lascerà un segno in questo campionato. In attesa di vedere cosa farà il Milan nel posticipo con il Torino (ma i rossoneri sono comunque nei primi tre), la poltiglia d’alta classifica si sfilaccia e davanti si prendono un impercettibile ma significativo vantaggio, dividendo di fatto in due il gruppo di chi pensa allo scudetto. È stata la domenica che ha ribadito la forza del Napoli (e di Conte, che gli infortuni avevano messo in una condizione di estrema difficoltà) e specialmente le vulnerabilità della Juve, slittata a -8 nel giorno in cui avrebbe potuto invece guadagnare due posizioni.
La tentazione di schierare Yildiz centravanti
Faranno discutere le scelte di Spalletti, che s’è infine votato alla suggestione di schierare Yildiz centravanti, trascurando i buoni segnali mandati da David in Coppa Italia. L’idea aveva una doppia valenza: provare a stuzzicare le tre corazzate difensive di Conte con un paio di navi leggere, confidando che il loro sfarfallio aprisse spazi in cui potesse infilarsi McKennie, uno dei migliori incursori al mondo, e munire la difesa con Cabal, che avrebbe dovuto sostenere Koopmeiners nel contenimento di Neres. Non ha funzionato né una cosa né l’altra, perché la barriera Beukema-Rrahmani-Buongiorno non si è mai scomposta, perché Conte ha disattivato McKennie con la marcatura a uomo di McTominay, straordinario nell’oscurare i movimenti senza palla del capitano, e perché Neres si è divertito un sacco a slalomeggiare tra Cabal e Koopmeiners.
Napoli, assorbita senza problemi l’emergenza a centrocampo
Le assenze avrebbero dovuto penalizzare di più il Napoli, a corto di alternative e con l’unico centrocampista di valore, McTominay, in condizioni imperfette (che tempra lo scozzese, però), eppure gli azzurri non hanno deflettuto, come se Conte sapesse cavare da loro il meglio soprattutto quando il livello della difficoltà sale alla gola. Yildiz all’inizio ha provato a fare il centravanti, ma poi ha seguito l’istinto e, per entrare in partita, ha fatto quello che fa sempre, cioè defilarsi a sinistra senza che però ci fosse un riferimento centrale cui appoggiarsi: è come se Spalletti si fosse condannato a una sorta di inferiorità numerica, senza ricavarne una superiorità in altre zone del campo.
La retromarcia di Spalletti
Nell’intervallo l’ex ct ha cambiato, forse anche dopo aver notato che, con quella formazione, i suoi avevano toccato una sola volta il pallone nell’area altrui: il gol ha dimostrato che le scelte iniziali erano sbagliate, perché da esterno McKennie ha potuto inserirsi con la palla e non solo senza e perché Yildiz può anche muoversi nel cuore dell’area (anzi, deve), ma solo se c’è un compagno che attira l’attenzione dei difensori e quindi gli concede lo spazio per il tiro. Era prevedibile che alla lunga il Napoli avrebbe avuto problemi di tenuta, se non altro perché Elmas non è in grado di portare al centrocampo l’intensità e la precisione che sarebbero servite (non è colpa sua, sono caratteristiche). Ma la Juve è una squadra che sbaglia anche se non viene messa nelle condizioni per farlo, a meno che la sostituzione di Yildiz non sia una di quelle condizioni.