Roma – Gasp il costruttore. “Mattoncino dopo mattoncino, dobbiamo conquistare l’Europa”. La parola scudetto è ormai scomparsa dai radar. Alla vigilia di Roma-Como (lunedì ore 20.45), Gian Piero Gasperini resetta il programma di quelle ambizioni che, fino a meno di un mese fa, sembravano concrete. Se prima si poteva “sognare”, ora l’obiettivo reale diventa il piazzamento in zona Europa. “Prima garantiamoci quello, poi l’accesso in Champions League”, sentenzia il tecnico giallorosso. Che domani guiderà la Roma in uno “scontro per l’Europa”. Lo farà con l’incognita delle partenze verso la coppa d’Africa. “Ndicka resta, El Aynaoui non so”.
La questione Coppa d’Africa
Le squadre che hanno giocato sabato e domenica, in ogni caso, “hanno potuto utilizzare i giocatori che partiranno in coppa d’Africa, mentre a …
Roma – Gasp il costruttore. “Mattoncino dopo mattoncino, dobbiamo conquistare l’Europa”. La parola scudetto è ormai scomparsa dai radar. Alla vigilia di Roma-Como (lunedì ore 20.45), Gian Piero Gasperini resetta il programma di quelle ambizioni che, fino a meno di un mese fa, sembravano concrete. Se prima si poteva “sognare”, ora l’obiettivo reale diventa il piazzamento in zona Europa. “Prima garantiamoci quello, poi l’accesso in Champions League”, sentenzia il tecnico giallorosso. Che domani guiderà la Roma in uno “scontro per l’Europa”. Lo farà con l’incognita delle partenze verso la coppa d’Africa. “Ndicka resta, El Aynaoui non so”.
La questione Coppa d’Africa
Le squadre che hanno giocato sabato e domenica, in ogni caso, “hanno potuto utilizzare i giocatori che partiranno in coppa d’Africa, mentre a noi chiedono di non usarli. Ma la giornata è la stessa”, dice risentito Gasperini. Che affronta una sfida “non decisiva — precisa — ma comunque “un mattoncino importante” per i vertici della classifica. La Roma (quarta) vuole consolidare quel piazzamento — l’ultimo valido per l’accesso in Champions — e tenere lontano il Como (sesto), una squadra che “non è più una sorpresa, ma una realtà solida, con un allenatore (Fabregas) che predilige vincere attraverso lo spettacolo”.
Sfida tra difese ermetiche
Quasi l’alter ego di Gasperini, considerando anche la grande stabilità delle retrovie: Roma e Como hanno rispettivamente la prima e la seconda migliore difesa in campionato. Ma quello che il tecnico romanista cerca — ora — sono i gol. Insomma, serve continuità rispetto a quanto mostrato a Glasgow. Allora è necessario il contributo di tutti, anche di quelli che una settimana fa ha definito “poco continui”. Tra questi c’è Dybala. Le condizioni dell’argentino “saranno valutate dopo l’allenamento di oggi”. Per giocare “deve stare bene fisicamente. Il calcio di oggi non ti permette una condizione precaria, sia dal punto di vista fisico che motivazionale”. La sua idea è chiara: “Per Dybala voglio di più. Voglio che sia più di un subentrante, perché, quando sta bene, gioca sempre”. Il suo rinnovo, come quello di Pellegrini, dipendono “da questioni solamente economiche, che io non posso valutare”. Anche la questione centravanti resta vitale. Perché “Dovbyk non è ancora recuperato”. I lampi di Ferguson (giovedì contro il Celtic) hanno convinto Gasperini, che però frena l’entusiasmo: “Evan non dev’essere un giocatore di Gasperini, ma un giocatore della Roma, utile alla Roma”. Quindi la domanda, per il tecnico, diventa: “Ferguson è utile alla squadra? Contro il Celtic lo è stato”. Parole che riflettono i suoi pensieri: lì davanti l’allenatore vuole certezze. Fondamentali, per una squadra “dove le gerarchie ci saranno sempre”.
“A Roma con prospettive di crescita”
Gasperini torna sul quel “nucleo portante” di giocatori che spesso ha ricordato in conferenza stampa. Contro il Celtic, lo ha ritoccato. E ha funzionato. “Sono contento di Pisilli, Ferguson, El Shaarawy e Rensch”. Insomma, “tutti avranno le occasioni di giocare, anche se qualcuno è più indietro”. Sono questi i suoi “ingredienti per fare bene”. Gasperini è sicuro: “Gli ingredienti ci sono tutti, vanno solo impastati bene. La società è facoltosa, ci sono prospettive di crescita”. Ma “se ultimamente ci sono stati dei problemi a raggiungere certi obiettivi non è sfortuna. Vuol dire che bisogna fare di più”. E poi spazio alle dichiarazioni d’amore. Gasperini vorrebbe chiudere a Roma la sua carriera: “Sì, lo voglio. Ma non subito però”, scherza. E ancora: “Sono venuto con la speranza di fare un bel lavoro e con la convinzione che questo fosse l'ambiente ideale. Si diceva che Roma fosse molto difficile e che il mio arrivo non fosse condiviso da tutti, ma attraverso il lavoro e le prestazioni abbiamo fatto grandi passi avanti. Noi dobbiamo essere ambiziosi e mai presuntuosi”.