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Napoli, gli infortuni pesano: ma la squadra non sa soffrire nelle giornate storte

I giocatori del Napoli (reuters)

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Il calendario fittissimo e la rosa diventata improvvisamente corta sono solo una giustificazione parziale per il rendimento esterno. Ma un atteggiamento non sempre umile non limita i danni quando le cose si mettono male come a Udine
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Napoli - Il calendario non dà tregua, a dispetto delle sette partite giocate dal Napoli negli ultimi 24 giorni. Ma dietro l'angolo già incombe la semifinale della Supercoppa Italiana, che il Napoli giocherà giovedì sera a Riad contro il Milan. Per questo gli azzurri hanno ripreso subito gli allenamenti a Castel Volturno, ritrovandosi al Training Center alla vigilia della partenza per l'Arabia Saudita. La stanchezza si fa sentire ed è difficile da metabolizzare anche la delusione per il ko di domenica a Udine, che ha confermato l'idiosincrasia stagionale della squadra di Antonio Conte per le gare in trasferta. Le sconfitte lontano dal Maradona sono infatti salite a 7 (quattro in campionato e tre in Champions League) e l'ennesimo flop in Friuli ha fatto scattare giocoforza l'allarme, visto che il pessimo rendimento esterno dei campioni d'Italia stride con la loro lunga imbattibilità a Fuorigrotta, che resiste invece da più di un anno.

Napoli - Il calendario non dà tregua, a dispetto delle sette partite giocate dal Napoli negli ultimi 24 giorni. Ma dietro l'angolo già incombe la semifinale della Supercoppa Italiana, che il Napoli giocherà giovedì sera a Riad contro il Milan. Per questo gli azzurri hanno ripreso subito gli allenamenti a Castel Volturno, ritrovandosi al Training Center alla vigilia della partenza per l'Arabia Saudita. La stanchezza si fa sentire ed è difficile da metabolizzare anche la delusione per il ko di domenica a Udine, che ha confermato l'idiosincrasia stagionale della squadra di Antonio Conte per le gare in trasferta. Le sconfitte lontano dal Maradona sono infatti salite a 7 (quattro in campionato e tre in Champions League) e l'ennesimo flop in Friuli ha fatto scattare giocoforza l'allarme, visto che il pessimo rendimento esterno dei campioni d'Italia stride con la loro lunga imbattibilità a Fuorigrotta, che resiste invece da più di un anno.

La giustificazione degli infortuni

Il Napoli ha due volti e quello mostrato finora in trasferta non è all'altezza delle ambizioni di una grande squadra, chiamata in questa stagione a difendere il suo scudetto (vinto nello scorso mese di maggio) e a consacrarsi in Europa. Conte ha la giustificazione forte dell'emergenza, non avendo mai avuto l'intero organico a disposizione e per il danno oggettivo subito dagli azzurri per i gravissimi infortuni di tre top player come De Bruyne, Anguissa e Lukaku: tutti finiti in infermeria per mesi. Big Rom è fermo da agosto e sarà convocato per la prima volta proprio per l'imminente trasferta in Arabia. Per i due centrocampisti l'appuntamento è invece rimandato al 2026. Ma non finisce qui, perché anche Meret e Gilmour sono alle prese con lunghi periodi di convalescenza, mentre Spinazzola, Lobotka e Gutierrez sono appena rientrati in gruppo e hanno bisogno di tempo per rimettersi al passo con i loro compagni.

Per ora il mercato è servito per limitare i danni

Lo sforzo fatto sul mercato estivo per rinforzare qualitativamente e numericamente la rosa con 9 acquisti è dunque servito finora solamente per limitare i danni, mentre nelle aspettative del tecnico leccese e di Aurelio De Laurentiis avrebbe dovuto aiutare i campioni d'Italia a fare un ulteriore salto di qualità, dopo lo scudetto di maggio.

La squadra non sa soffrire nelle giornate storte

Sarebbe però riduttivo imputare tutti i problemi del Napoli solo all'emergenza. Lo sa molto bene pure Conte, che dopo il doloroso ko in Friuli ha puntato il dito sulla mancanza di equilibrio della sua squadra, sempre in bilico finora tra grandi exploit e inattese cadute. I pareggi in questa stagione degli azzurri sono stati non a caso appena due e le 7 sconfitte si spiegano anche con l'incapacità dei campioni d'Italia di limitare i danni nelle giornate storte. È successo di nuovo domenica a Udine, dove le tante assenze e la stanchezza inevitabile per il tour de force avrebbero dovuto suggerire alla ex capolista un atteggiamento più prudente. Invece Di Lorenzo e compagni hanno accettato la battaglia in campo aperto con i più freschi avversari e dopo l'intervallo si sono ritrovati a corto di benzina. Lo stesso copione della resa di Bologna in campionato e di Eindhoven in Europa.

Se non puoi vincere non devi perdere, dice un vecchio adagio del calcio, che il Napoli pare non conoscere. Mancanza di umiltà e soprattutto di personalità, che potrà essere probabilmente attutita con il ritorno dei leader. Sul volo per l'Arabia è pronto a salire Lukaku, che spera di andare in panchina nella semifinale di Supercoppa Italiana contro il Milan. La stagione è ancora lunga e Conte ha bisogno per invertire la rotta soprattutto dei suoi pretoriani.

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