Di Biagio: “A Riad cresco i calciatori del Mondiale 2034. Che rimpatriata con Mancini e Verratti”
dal nostro inviato Franco VanniRIAD - A Doha, in Qatar, la sua Arabia Saudita ha battuto l’Iraq nella finale di Gulf Cup, torneo a cui partecipano otto nazionali Under 23 dell’area del Golfo. Gigi Di Biagio, nel mondo del calcio saudita, è “l’uomo del momento”, come ha detto in diretta un entusiasta commentatore della tv saudita in lingua inglese. “È una gioia enorme, stiamo crescendo. A gennaio ospiteremo in Arabia la Asian Cup, l’equivalente dell’Europeo. Sappiamo che tutto il Paese ci guarda”, dice il cinquantaquattrenne romano.
Nelle nazionali giovanili di oggi crescono i giocatori che saranno al Mondiale del 2034, proprio in Arabia Saudita. “È una bella responsabilità, non vogliono arrivarci da spettatori. In squadra ho giocatori nati nel 2007 e nel 2008, che puntano al Mondiale, e studio i…
RIAD - A Doha, in Qatar, la sua Arabia Saudita ha battuto l’Iraq nella finale di Gulf Cup, torneo a cui partecipano otto nazionali Under 23 dell’area del Golfo. Gigi Di Biagio, nel mondo del calcio saudita, è “l’uomo del momento”, come ha detto in diretta un entusiasta commentatore della tv saudita in lingua inglese. “È una gioia enorme, stiamo crescendo. A gennaio ospiteremo in Arabia la Asian Cup, l’equivalente dell’Europeo. Sappiamo che tutto il Paese ci guarda”, dice il cinquantaquattrenne romano.
Nelle nazionali giovanili di oggi crescono i giocatori che saranno al Mondiale del 2034, proprio in Arabia Saudita. “È una bella responsabilità, non vogliono arrivarci da spettatori. In squadra ho giocatori nati nel 2007 e nel 2008, che puntano al Mondiale, e studio i ragazzi più giovani. Io e i miei collaboratori nell’ultimo anno abbiamo visto allo stadio più di 300 partite, comprese la seconda e la terza divisione. Il movimento sta crescendo”.
E all’estero? “Ho alcuni ragazzi che giocano in Belgio, Olanda e Svizzera, ma chi può resta nei campionati sauditi. Questo è un Paese particolare, c’è un senso di appartenenza fortissimo. Ha i suoi riti e i suoi ritmi. In estate ci si attiva nel pomeriggio, ci si allena dalle 20 in poi, si va a dormire tardi per via del caldo. Per fortuna delle squadre italiane impegnate in Supercoppa, ora le condizioni sono molto diverse”.
Chi vede favorita fra Napoli, Milan, Bologna e Inter? L’Inter ha qualcosa in più rispetto alle altre, ma il Napoli, e soprattutto il Milan, in gara secca sono difficili da affrontare. Il Bologna è stata la sorpresa degli ultimi anni. Può succedere di tutto, trattandosi di un torneo che si inserisce in un campionato in corso. Pensiamo alla finale dello scorso anno fra Inter e Milan, da 2-0 a 2-3”.
Il calcio italiano in Arabia sta guadagnando popolarità? “Il campionato straniero più conosciuto è di gran lunga la Premier League, come in tutto il mondo. Fra gli italiani, sono conosciuti i campioni del passato, da Baggio a Totti, ma anche gli attuali sono sempre più noti. Poi ci siamo noi allenatori”.
Lei arrivò in Arabia con Mancini. “Abbiamo provato a replicare nella nazionale saudita quel che avevamo fatto con gli azzurri. Roberto ha vinto l’Europeo nel 2021 con sedici miei giocatori dell’Under. Ci siamo visti qui a Doha, dove lui allena l’Al-Sadd. E ho incontrato Verratti, che gioca nell’Al-Duhail. Sempre un piacere”.
Simone Inzaghi, che vive a Riad come lei, lo incontra? “Ci vediamo a pranzo, seguo i suoi allenamenti e le partite dell’Al-Hilal. Lo vedo tranquillo, come tutti noi qui. Pioli quando allenava l’Al-Nassr raccontò di essere stupito del prezzo della benzina. A me sorprende il livello di sicurezza. Vedi le donne di notte che tornano a casa da sole, anche nelle vie buie lontane dal centro”.
In che modo il Ramadan incide sul lavoro di voi allenatori? “Durante il Ramadan la giornata è capovolta. Io ho fatto un torneo giocando alle otto di sera, con colazione alle cinque del pomeriggio e pranzo a mezzanotte. Ti adatti, come alla preghiera, cinque volte al giorno. Ci si ferma, poi si riprende. Da credente, lo capisco”.
Cosa le manca dell’Italia? “La mia famiglia, che vive lì. Mia moglie è in Italia, ma viene spesso a trovarmi. I miei figli sono grandi, lavorano. Il più piccolo gioca nella Paganese, in Serie D”.