✕

Pobega: “Con il Bologna sfido l’Inter, ai compagni do consigli di finanza”

Tommaso Pobega 

Ascolta l'audio

Il centrocampista è laureato in economia: “Mi piacerebbe studiare uno strumento che aiuti i calciatori nella gestione”
2 minuti di lettura

Riad – Domani con la maglia del Bologna affronterà l’Inter in semifinale di Supercoppa. Se dovesse vincere, potrebbe poi sfidare per il titolo il Milan, proprietario del suo cartellino. Quante emozioni, Tommaso Pobega. «In partite del genere, non servono motivazioni ulteriori, la voglia di vincere basta e avanza. Della vittoria della Coppa Italia mi restano gli sguardi di gioia di chi lavora per il Bologna da trenta o quarant’anni».

Con Vincenzo Italiano avete fatto tanta strada insieme: dallo Spezia a Riad. «Sono voluto tornare a Bologna perché sapevo che qui sarei potuto crescere. Con il mister ho un ottimo rapporto. È bravissimo a fare crescere i giocatori».

E lui, negli anni, è cresciuto come allenatore? «Ha fatto tesoro di ogni situazione. Ha imparato a gestire più impegni a settimana, fra lavoro sui video e recupero. Ma l’attitudine resta la stessa. A Bologna abbiamo chiaro cosa vogliamo fare in campo. A volte ci riesce, a volte meno».

Con l’Inter ultimamente vi è spesso andata …

Riad – Domani con la maglia del Bologna affronterà l’Inter in semifinale di Supercoppa. Se dovesse vincere, potrebbe poi sfidare per il titolo il Milan, proprietario del suo cartellino. Quante emozioni, Tommaso Pobega. «In partite del genere, non servono motivazioni ulteriori, la voglia di vincere basta e avanza. Della vittoria della Coppa Italia mi restano gli sguardi di gioia di chi lavora per il Bologna da trenta o quarant’anni».

Con Vincenzo Italiano avete fatto tanta strada insieme: dallo Spezia a Riad. «Sono voluto tornare a Bologna perché sapevo che qui sarei potuto crescere. Con il mister ho un ottimo rapporto. È bravissimo a fare crescere i giocatori».

E lui, negli anni, è cresciuto come allenatore? «Ha fatto tesoro di ogni situazione. Ha imparato a gestire più impegni a settimana, fra lavoro sui video e recupero. Ma l’attitudine resta la stessa. A Bologna abbiamo chiaro cosa vogliamo fare in campo. A volte ci riesce, a volte meno».

Con l’Inter ultimamente vi è spesso andata bene. «Ci aspettiamo una partita intensa, fisica, tecnica, difficile. Dovremo essere attenti, contro giocatori che hanno vinto tanto. Dovremo cogliere ogni occasione e puntare sui nostri valori: identità sana e ambizione razionale».

Per la finale, in tribuna ci sarà Chiellini. Lei, laureato in Economia, immagina un futuro simile al suo. «Giorgio è un modello, oggi è importante nel calcio italiano. Ma cerco di spostare questo pensiero in là, voglio giocare il più possibile. Per ora posso dire di essere curioso, coltivo interessi, tengo porte aperte».

Quali sono le sue passioni? «La finanza e la gestione del patrimonio. Nel calcio si passa da non guadagnare nulla a guadagnare tanto, e si è circondati da persone non sempre positive. Mi piacerebbe studiare uno strumento che aiuti i calciatori nella gestione. Ogni tanto, per scherzo, i compagni mi chiedono consigli di finanza».

Quanti, fra i suoi amici calciatori lavorano a un piano B? «Sempre di più, penso al mio amico Buongiorno, laureato come me. Ma intanto ci godiamo il campo».

Da Bologna arriveranno almeno quattrocento tifosi. «Sacrifici simili fanno venire ancora più voglia di dare tutto. Dobbiamo ripagarli dello sforzo».

In tribuna Gattuso e Buffon. «Fa piacere, ma pensiamo a quello che dobbiamo fare in campo».

Quali sono stati i suoi passi di crescita più importanti? «Allo Spezia ho avuto il primo impatto con la serie A. Poi a Torino ho acquisito consapevolezza. Al Milan ho conosciuto l’Europa e ho imparato a gestire pressioni. A Bologna ho vinto il primo trofeo».

Chi era il suo idolo da bambino? «Bastian Schweinsteiger. Biondino come me, sempre avanti e indietro per il campo. Mi immedesimavo».

E nella vita? «I miei genitori. Mamma è impiegata, papà perito. Se riuscirò a essere bravo anche solo la metà di loro nel trasmettere i miei valori, avrò fatto un gran lavoro».

Leggi i commenti