Una brutta storia di mobbing, nonnismo e crudeltà quella che Itziar González de Arriba - fisioterapista, osteopata ed esperta in nutrizione sportiva - ha deciso di raccontare a Marca e al Diario Vasco, rompendo il silenzio sulla sua esperienza al Real Madrid che avrebbe dovuto essere un sogno e che invece definisce, senza mezzi termini, "un inferno".
La sua è una testimonianza dettagliata e durissima, arrivata dopo la denuncia presentata contro il club per licenziamento e per una situazione che lei assimila a una dinamica di accerchiamento professionale.
L’arrivo a Madrid
González de Arriba era arrivata a Valdebebas un anno fa, in un momento delicato per la squadra allora allenata da Carlo Ancelotti, alle prese con una serie di infortuni muscolari. Il primo contatto con il club era avvenuto su richiesta di Dani Carvajal, alle prese con problemi fisici ricorrenti, e il suo lavoro si era poi esteso anche ad altri giocatori, tra cui Rodrygo. Un profilo, il suo, costruito su una formazion…
Una brutta storia di mobbing, nonnismo e crudeltà quella che Itziar González de Arriba - fisioterapista, osteopata ed esperta in nutrizione sportiva - ha deciso di raccontare a Marca e al Diario Vasco, rompendo il silenzio sulla sua esperienza al Real Madrid che avrebbe dovuto essere un sogno e che invece definisce, senza mezzi termini, "un inferno".
La sua è una testimonianza dettagliata e durissima, arrivata dopo la denuncia presentata contro il club per licenziamento e per una situazione che lei assimila a una dinamica di accerchiamento professionale.
L’arrivo a Madrid
González de Arriba era arrivata a Valdebebas un anno fa, in un momento delicato per la squadra allora allenata da Carlo Ancelotti, alle prese con una serie di infortuni muscolari. Il primo contatto con il club era avvenuto su richiesta di Dani Carvajal, alle prese con problemi fisici ricorrenti, e il suo lavoro si era poi esteso anche ad altri giocatori, tra cui Rodrygo. Un profilo, il suo, costruito su una formazione accademica estremamente ampia, che aveva convinto il Real Madrid a affidarle un ruolo centrale nella nutrizione e nella prevenzione degli infortuni.
Il racconto di quello che definisce “inferno”
Secondo il suo racconto, però, l’accoglienza ricevuta avrebbe dovuto farle capire come sarebbe andata a finire: "I Servizi Medici creano un ambiente ostile nei miei confronti sin da subito. Il primo giorno mi dicono che sono lì per un capriccio del presidente, ma che loro sanno come gestirlo e che lo manipoleranno per convincerlo che sono pazza e che mi mandi via". González de Arriba sostiene di non essere mai stata presentata ufficialmente allo staff, di non aver ricevuto risposte a mail e messaggi e di essere stata isolata fisicamente in un ufficio che definisce "un abitacolo lugubre": "Mi dicevano che non mi voleva nessuno lì, di non parlare con nessuno, men che meno con i giocatori perché gli facevo schifo". Arriva persino a raccontare di essere stata accusata, già nella prima settimana, di aver rubato un intero lotto di integratori: accusa che dice di aver dimostrato essere falsa, ma che l’avrebbe spinta, da quel momento in poi, a comunicare solo per iscritto “per paura che potesse succedere di nuovo”.
Quando esplode il conflitto
Il conflitto sarebbe esploso definitivamente quando Florentino Pérez le avrebbe chiesto personalmente di applicare il suo metodo a Valdebebas: “Il presidente viene da me e mi dice cosa vuole che faccia: che implementi il mio sistema, che decida il buffet del centro sportivo, le diete nei viaggi e negli hotel, gli integratori della squadra e che prepari diete personalizzate a tutti i giocatori che lo desiderino". Da quel momento, però, il suo lavoro sarebbe stato sistematicamente boicottato: "Mettevano nel buffet gli alimenti che sconsigliavo, la cameriera mi rideva in faccia e diceva ai giocatori di non farmi caso, il cuoco preparava quello che voleva lui, inserendo pasticceria industriale prima delle partite. I medici e i fisioterapisti dicevano ai giocatori di non seguire le mie indicazioni e non mi davano informazioni sui loro farmaci o vitamine, nonostante io insistessi per evitare interazioni pericolose". Una situazione che definisce umiliante e logorante, aggravata - racconta - da prese in giro e derisioni anche nei gruppi WhatsApp interni. La linea di non ritorno, però, viene superata quando alcuni giocatori iniziano a notare miglioramenti evidenti, in maniera particolare dopo la vittoria Champions contro l'Atalanta del 10 dicembre 2024: "Uno smette di avere un dolore che aveva da mesi, un altro non ha più crampi, un altro dice di non sentirsi mai stanco. Alcuni dicono che potrebbero continuare a giocare oltre i 90 minuti", assicura González de Arriba, aggiungendo che almeno due di loro avrebbero riferito direttamente al presidente i benefici riscontrati. Da lì, l’ostilità nei suoi confronti diventa "insopportabile". Tredici giorni dopo la firma del contratto chiede di andarsene, ma le viene chiesto di resistere perché "i giocatori e il presidente vogliono che resti. I ragazzi sono meravigliosi. Cercavano di aiutarmi, vedevano quello che mi stavano facendo. Mi fanno pena perché sono vittime in una prigione dorata e non possono fare nulla". La situazione degenera partita dopo partita, come dimostra il disagio degli stessi giocatori, divisi tra le indicazioni dello staff medico e le sue: "Molti prendevano quello sia che gli dicevano i medici e quello che gli consigliavo io, nonostante gli dicessi che fosse sbagliato e che se non volevano irritare i dottori sarebbe stato meglio seguire solo i loro consigli. Tuttavia, loro volevano seguire le mie indicazioni. Era orribile".