RIAD — Di fronte allo stadio dell’Al-Nassr, dove Cristiano Ronaldo guadagna 208 milioni di euro a stagione, bambini sotto i dieci anni vendono sciarpe e bandiere per strada. È successo prima della semifinale di Supercoppa italiana tra Napoli e Milan, nella capitale saudita. I ragazzini, coordinati da adulti che li controllano e si rivolgono loro con modi bruschi, fermano le auto ai semafori o si avvicinano ai tifosi fuori dai cancelli. In mano non hanno solo bandiere — soprattutto del Milan, club europei molto popolare in Arabia Saudita — ma anche pos per i pagamenti elettronici, prova evidente di un’attività di vendita strutturata.
Il precedente di due anni fa
Le scene sono pressoché identiche a quelle che erano state osservate il 18 gennaio 2024, sempre davanti allo stadio dell’Al-Nassr, prima della semifinale di Supercoppa italiana, vinta allora dal Napoli per 3-0 contro la Fiorentina. In quell’occasione, la Federazione calcistica saudita aveva assicurato informalmente che episodi simili non si sarebbero più ripetuti. A quasi due anni di distanza, nulla sembra essere cambiato di fronte all’Al-Awwal Park, impianto da 26mila posti che ospita le tre partite della final four organizzata dalla Lega di Serie A.
Il lavoro minorile in Arabia Saudita
Il lavoro minorile resta una questione aperta nel regno saudita, nonostante la grande ricchezza del Paese e le profonde trasformazioni economiche e sociali in corso. A segnalarlo, negli ultimi anni, sono stati anche Amnesty International e Human Rights Watch, che hanno documentato casi di sfruttamento e carenze nei controlli. Esistono programmi governativi per ridurre il fenomeno, ma la presenza di bambini impegnati nella vendita di strada continua a verificarsi sotto gli occhi delle forze dell’ordine, anche nelle grandi città.