Ha portato l’Africa al Mondiale moderno: nel 1970 in Messico, dove fece sudare freddo la Germania Ovest del Kaiser Beckenbauer. La precedente partecipazione — dell’Egitto — risaliva al 1934 in Italia. Altro calcio. È stata anche la prima africana ad arrivare in una semifinale mondiale: in Qatar, storia recente. E ancora: ha stabilito il record mondiale di imbattibilità per squadre Nazionali e ha una Under 20 che nella finale iridata di categoria ha strapazzato l’Argentina. Eppure il Marocco ha un conto in sospeso con la Coppa d’Africa. L’ha vinta una sola volta, nel 1976 in Etiopia.
Il Marocco organizza la Coppa d’Africa dopo 37 anni
Ora il Marocco la Coppa d’Africa torna a organizzarla dopo 37 anni, e con il potenziale che si ritrova (basta citar…
Ha portato l’Africa al Mondiale moderno: nel 1970 in Messico, dove fece sudare freddo la Germania Ovest del Kaiser Beckenbauer. La precedente partecipazione — dell’Egitto — risaliva al 1934 in Italia. Altro calcio. È stata anche la prima africana ad arrivare in una semifinale mondiale: in Qatar, storia recente. E ancora: ha stabilito il record mondiale di imbattibilità per squadre Nazionali e ha una Under 20 che nella finale iridata di categoria ha strapazzato l’Argentina. Eppure il Marocco ha un conto in sospeso con la Coppa d’Africa. L’ha vinta una sola volta, nel 1976 in Etiopia.
Il Marocco organizza la Coppa d’Africa dopo 37 anni
Ora il Marocco la Coppa d’Africa torna a organizzarla dopo 37 anni, e con il potenziale che si ritrova (basta citare Hakimi, che ha recuperato da un infortunio, il portiere pararigori Bounou, l’ex milanista Brahim Diaz), i netti favori del pronostico vanno di pari passo con la pressione di dover vincere a ogni costo. Spettatrice dell’evento, una sorta di prova generale per l’organizzazione congiunta del 2030 con Spagna e Portogallo dei Mondiali, una società lontana parente di quella del precedente trionfo. Nel 1976 era fresca la Marcia Verde, la popolazione mossa da Re Hassan II come sfida al Caudillo Franco: c’era da rivendicare il Sahara occidentale. Oggi l’impeto nazionalista ha lasciato spazio alla coscienza sociale, ai giovani che amano il calcio ma vogliono altro, cercano prospettive migliori.
Si parte alle 20 contro le Isole Comore
Calcio d’inizio oggi alle 20 contro le Isole Comore (diretta Sportitalia), una delle cenerentole di una competizione che dal 2028 si disputerà con cadenza quadriennale. La partita è un manifesto del classico confronto tra stelle internazionali affermate e storie di un altro calcio. Nel torneo ci sono i campioni in carica della Costa d’Avorio del romanista Ndicka (uno dei 20 giocatori della A saccheggiata), il Senegal, l’Algeria, l’Egitto di Momo Salah, che dopo la lite con Slot nel Liverpool ha ritrovato feeling almeno con il suo ct Hossam Hassan. Contro di loro le piccole, ma anche le regine Camerun e Nigeria, vogliose di riscatto dopo il fallimento nelle qualificazioni ai Mondiali. Il tutto condito da quegli immancabili imprevisti che profumano di magia. Come quello che capitò a Janny Sikazwe, l’arbitro con l’orologio mandato in tilt dal caldo che non riusciva a far terminare un Tunisia-Mali nel 2022. La Coppa d’Africa può essere anche questo.