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È Neres l’uomo del deserto: doppietta al Bologna, Supercoppa al Napoli

(reuters)

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Grande prestazione del brasiliano, di gran lunga il migliore in campo nel 2-0 dei campioni d’Italia alla squadra di Italiano
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RIAD – Voleva un Napoli affamato, l’ha avuto famelico. Missione compiuta, Antonio Conte. A quattromila chilometri dal Maradona gli azzurri hanno ritrovato lo spirito della stagione passata, che ha portato il quarto scudetto. A Riad, contro un Bologna svuotato, il Napoli ha raggiunto la terza Supercoppa della sua storia. «Non vincevamo due trofei in un anno dai tempi di Maradona. Avevate dubbi su Antonio Conte? È un maestro», ha esultato De Laurentiis, «uno che non sbaglia registi, attori e allenatori», ha detto di se stesso.

«La cronaca della gara»

É Neres l’uomo del deserto

A segnare entrambi i gol è stato David Neres, scheggia non impazzita, ragazzo felice e capace di gesti meravigliosi, come il tiro a giro da venticinque metri che ha aperto la partita. «Vincere porta fiducia, quindi testa alla prossima partita», ha detto il brasiliano, che sta dimostrando di valere i 30 milioni che è costato due estati fa. «I giocatori vanno fatti crescere. McTominay non giocava nel Manchester Unit…

RIAD – Voleva un Napoli affamato, l’ha avuto famelico. Missione compiuta, Antonio Conte. A quattromila chilometri dal Maradona gli azzurri hanno ritrovato lo spirito della stagione passata, che ha portato il quarto scudetto. A Riad, contro un Bologna svuotato, il Napoli ha raggiunto la terza Supercoppa della sua storia. «Non vincevamo due trofei in un anno dai tempi di Maradona. Avevate dubbi su Antonio Conte? È un maestro», ha esultato De Laurentiis, «uno che non sbaglia registi, attori e allenatori», ha detto di se stesso.

«La cronaca della gara»

É Neres l’uomo del deserto

A segnare entrambi i gol è stato David Neres, scheggia non impazzita, ragazzo felice e capace di gesti meravigliosi, come il tiro a giro da venticinque metri che ha aperto la partita. «Vincere porta fiducia, quindi testa alla prossima partita», ha detto il brasiliano, che sta dimostrando di valere i 30 milioni che è costato due estati fa. «I giocatori vanno fatti crescere. McTominay non giocava nel Manchester United, e così Højlund», si è preso il merito Conte.

Conte al centro della scena

I giocatori accettano che sia il tecnico al centro della scena. Politano sceglie la solita metafora guerresca: «È il nostro condottiero, lo seguiamo fino alla morte». L’allenatore, per celebrare la vittoria, parte da un’immagine da presepe: «Un trofeo in bacheca ci fa passare un Natale sereno. Il calcio si ricorda di chi vince. Di finali ne ho perse, e questo mi ha reso più cattivo». Poi guarda al campionato: «Non siamo pronti per comandare. Sarà dura arrivare in zona Champions».

Italiano: “Il Napoli ha overperformato”

Del Bologna, che un mese e mezzo fa in Serie A aveva battuto il Napoli 2-0, si è visto poco. Hanno fatto male quasi tutti, per una volta anche Italiano (che durante la premiazione si è tolto la medaglia), autoassolutorio nell’analisi: «Ci abbiamo provato contro una squadra che ha overperformato. Usciamo a testa alta. Queste partite fanno crescere». Ma intanto fanno piangere, come dimostra il volto rigato dalle lacrime di Ravaglia, che a Bologna è nato e cresciuto.

Napoli padrone anche nella ripresa

Il Napoli è subito apparso immune al pressing rossoblù, meno intenso del solito. Di Lorenzo e compagni hanno fatto quel che hanno voluto, arrivando vicini al gol prima con Elmas, che ha sprecato, poi con Spinazzola, fermato da una magia del portiere, che nulla ha potuto al 39’ sul tiro luminoso di Neres. Nella ripresa Italiano ha provato a scuotere l’albero, richiamando il timido Odgaard e lanciando Moro, ma i frutti non sono arrivati. Anzi, il Napoli è stato ancor più padrone, ed è arrivato il raddoppio: passaggio corto di Ravaglia per Lucumí, guizzo e raddoppio di Neres, che in azzurro non aveva mai segnato in due gare di fila.

Parata di glorie del calcio italiano ma larghi vuoti sugli spalti

Prima della gara, parata di stelle della Serie A con Capello, Panucci, Materazzi, Ferrara, Vieri e Roberto Baggio, allergico ai riflettori eppure sorridente fra fuochi d’artificio, laser e droni. Per nascondere i seggiolini vuoti, sulle curve sono stati posati teloni stampati. E viene da chiedersi come mai gli organizzatori arabi, che pagano 23 milioni l’anno per la Supercoppa, non trovino qualcuno a cui regalare i biglietti. Il tema si porrà di nuovo fra due inverni. Il prossimo, la Supercoppa migrerà altrove, forse in Florida. O magari in un posto più facile da raggiungere dai tifosi italiani, che per vedere le partite sono disposti a pagare.

Napoli-Bologna 2-0 (1-0)

Napoli (3-4-3) Milinkovic-Savic 6 - Di Lorenzo 6, Rrahmani 7, Juan Jesus 6.5 (39’ st Buongiorno Sv) - Politano 6, Lobotka 7, McTominay 6.5, Spinazzola 6 (23’ st Gutierrez 6) – Neres 8 (33’ st Mazzocchi Sv), Hojlund 7, Elmas 6 (23’ st Lang 6). All. Conte 7

Bologna (4-2-3-1) Ravaglia 5.5 – Holm 5.5, Heggem 6, Lucumì 5, Miranda 5 – Pobega 5.5, Ferguson 5.5 (24’ st Dallinga 5) – Orsolini 6 (34’ st Dominguez Sv), Odgaard 5 (1’ st Moro 5), Cambiaghi 5 (24’ st Rowe 5.5) – Castro 5 (34’ st Immobile Sv) . All. Italiano 5

Arbitro Colombo 6

Reti: Neres 39’ pt e 12’ st.

Note Ammoniti Conte, Heggem, Cambiaghi, Holm, Politano. Spettatori 17.869

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