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Spalletti contro Di Francesco, cronaca di una amicizia mai nata

Luciano Spalletti 

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Oggi Juventus-Lecce è anche il confronto tra due tecnici con tanti punti di contatto, a iniziare dall’esperienza a Roma, quando uno allenava e l’altro era il team manager
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Questa è una storia che comincia con un allenatore che porge a un team manager il foglio di una formazione e gli chiede di fare delle fotocopie, è una storia dove ci sono ruoli e compiti ben precisi, uno decide e l’altro esegue. Siamo a Roma, è il 2005. Però chi esegue ogni volta dà un’occhiata furtiva ma interessata a ciò che sta scritto sul foglio - l’abbiamo detto: è una formazione che tra poco prenderà forma concreta in campo - e ogni tanto scuote la testa e lascia intendere a chi decide che forse dietro, intende in difesa, è meglio mettersi a quattro, sì, lui avrebbe fatto così, chissà mai se gli capiterà l’occasione. Però lui ha appena smesso di giocare, si chiama Eusebio Di Francesco e la famiglia Sensi gli ha affidato il ruolo di team manager della Roma. L’hanno messo lì perché è uno di cui si fidano, per lui parla la militanza in giallorosso. I Sensi pensano che il nuovo allenatore sarà anche uno bravo ma ha bisogno di qualcuno che conosca l’ambiente. Sì, l’allenatore è Lucia…

Questa è una storia che comincia con un allenatore che porge a un team manager il foglio di una formazione e gli chiede di fare delle fotocopie, è una storia dove ci sono ruoli e compiti ben precisi, uno decide e l’altro esegue. Siamo a Roma, è il 2005. Però chi esegue ogni volta dà un’occhiata furtiva ma interessata a ciò che sta scritto sul foglio - l’abbiamo detto: è una formazione che tra poco prenderà forma concreta in campo - e ogni tanto scuote la testa e lascia intendere a chi decide che forse dietro, intende in difesa, è meglio mettersi a quattro, sì, lui avrebbe fatto così, chissà mai se gli capiterà l’occasione. Però lui ha appena smesso di giocare, si chiama Eusebio Di Francesco e la famiglia Sensi gli ha affidato il ruolo di team manager della Roma. L’hanno messo lì perché è uno di cui si fidano, per lui parla la militanza in giallorosso. I Sensi pensano che il nuovo allenatore sarà anche uno bravo ma ha bisogno di qualcuno che conosca l’ambiente. Sì, l’allenatore è Luciano Spalletti, in quel 2005 è appena arrivato nella capitale dopo gli anni di Udine e quel team manager gli va a genio il giusto. Ha intuito che di calcio ne capisce ma i ruoli sono ruoli e vanno rispettati, suvvia.

Spalletti e Di Francesco, una scintilla mai scoccata

Amici anche forse chissà, “siamo amici di lunga data” ha detto ieri Spalletti nella conferenza vigilia, ma amici del cuore mai, per chi si tiene a ragguardevole distanza come loro. Rispettosa, la distanza. Ma marcata. Juventus vs Lecce, Spalletti vs Di Francesco. Tempo fa Spalletti ha ricordato che “Quando gli davo la formazione per fare le fotocopie e non si capacitava di alcune mie scelte. E poi era uno di campo, con lui si discuteva di calcio. Era già un allenatore”. Vent’anni dopo, la domanda: i due - in quel contesto romano - riuscirono a legare? Nacque un’amicizia? Ni. Diciamo che non scoccò la scintilla. Poi si sa, il vento fa il suo giro. L’allenatore diventa un signor allenatore e il team manager prima fa il direttore sportivo, poi decide che il posto suo è la panchina.

Quel botta e risposta a distanza

C’è un dato a definire la sfida: Difra contro Spalletti non ha mai vinto. Quattro vittorie per Lucio, due pareggi. Tutte le sfide sono concentrate in tre anni (2015-2018). Il primo confronto risale alla stagione 2015-16, quando la Roma vince in casa del Sassuolo 2-0 (febbraio 2016), gol dal profumo d’Egitto, firmati da Salah e il Faraone El Shaarawy. La vittoria “spallettiana” più rimarchevole è stata quella dell’Inter all’Olimpico, nel primo anno post-Spalletti con Difra che l’aveva sostituito (Roma-Inter 1-3, agosto 2017). Invece nel febbraio 2018 Spalletti (Inter) e Di Francesco (Roma) lottano per la Champions. Si beccano a distanza. Difra dice che “davanti a noi in classifica ci sono squadre che hanno fatto mezzo tiro in porta”. Parla dell’Inter. Lucio replica acido che “Negli anni passati la Roma stava in alto, ora sta più indietro”. Tiè. Il passato non è mai una terra straniera.

Una carriera con tanti punti un comune

La loro è una storia spruzzata di freccette all’arsenico. Eppure Luciano Spalletti e Eusebio Di Francesco in comune hanno svariate righe nel curriculum. L’Empoli da calciatori, per esempio. Difra (1987-1991) là ha iniziato la carriera, Spalletti (1991-1993) invece l’ha chiusa. Poi l’Ancona (Difra ci ha giocato, Spalletti ci ha allenato), la Sampdoria e il Venezia. Avventure queste ultime due che per entrambi, curiosamente, sono finite decisamente male. Spalletti a Genova è stato esonerato (come Difra) ed è retrocesso in B, in Laguna invece Lucio è stato esonerato due volte in un anno, mentre Difra è retrocesso in B senza pagare dazio. E infine la Roma, allenata da Spalletti in due tranche e da Di Francesco agguantata proprio quando (2017) quell’altro, sì quello che anni prima gli dava da fare le fotocopie, aveva chiuso il suo ciclo. L’ultimo incrocio risale addirittura al dicembre 2018. Roma-Inter 2-2. Polemiche anche quella volta: Difra reclamò un rigore, Spalletti si fece espellere per proteste. Da allora, e sono passati sette anni, i due si guardano a distanza. Ci sono amicizie che non si possono fotocopiare, forse è meglio così.

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