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L'Inter dà spettacolo e torna sola in vetta: 3-1 al Bologna

Lautaro e Thuram, protagonisti a San Siro 

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Convincente prova della capolista, a segno con Zielinski, Lautaro e Thuram. Inutile nel finale il gol di Castro
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MILANO – La strada dell’Inter per la cima del campionato è passata dalla via Emilia ed è arrivata a San Siro, dove ha piegato il Bologna riprendendosi il primato con una vittoria tonante contro un avversario spesso indigesto negli ultimi anni. Stavolta la musica è stata diversa, fin dalle prime battute. Troppo diversa l’energia tra le due squadre, asfissiante l’aggressione feroce della squadra di Chivu: è finita 3-1 con i gol di Zielinski, Lautaro e Thuram, ma il risultato sta quasi stretto ai nerazzurri. Milan e Napoli avevano vinto, l’Inter ha risposto a modo suo, tornando in vetta a + 1 sui cugini e +2 su Conte.

«La cronaca della gara»

Battuto un Bologna spesso indigesto per l’Inter

Contro-sorpasso effettuato, anche una rivincita contro il Bologna che si era preso ai rigori la semifinale di Supercoppa e nell’aprile scorso aveva battuto l’allora banda Inzaghi soffocandone le ambizioni scudetto. La classifica inizia a lanciare messaggi chiari: le milanesi e il Napoli si sono ormai st…

MILANO – La strada dell’Inter per la cima del campionato è passata dalla via Emilia ed è arrivata a San Siro, dove ha piegato il Bologna riprendendosi il primato con una vittoria tonante contro un avversario spesso indigesto negli ultimi anni. Stavolta la musica è stata diversa, fin dalle prime battute. Troppo diversa l’energia tra le due squadre, asfissiante l’aggressione feroce della squadra di Chivu: è finita 3-1 con i gol di Zielinski, Lautaro e Thuram, ma il risultato sta quasi stretto ai nerazzurri. Milan e Napoli avevano vinto, l’Inter ha risposto a modo suo, tornando in vetta a + 1 sui cugini e +2 su Conte.

«La cronaca della gara»

Battuto un Bologna spesso indigesto per l’Inter

Contro-sorpasso effettuato, anche una rivincita contro il Bologna che si era preso ai rigori la semifinale di Supercoppa e nell’aprile scorso aveva battuto l’allora banda Inzaghi soffocandone le ambizioni scudetto. La classifica inizia a lanciare messaggi chiari: le milanesi e il Napoli si sono ormai staccate dal gruppo capeggiato da Juventus e Roma, a -4 dal terzo posto nonostante abbiano una partita in più. La sensazione è che il solco sia destinato a crescere. La lotta per il titolo sembra davvero possa essere a tre, allargando il raggio anche al Milan che ormai lassù non è più una sorpresa. Gennaio sarà un mese chiave, a partire da domenica quando, dopo il turno infrasettimanale, a San Siro arriverà il Napoli.

Lautaro direttore d’orchestra

Nella notte gelida del Meazza il Bologna, che aveva vinto tre degli ultimi cinque incontri con l’Inter, è sembrato subito come anestetizzato. Non ha mai dato l’impressione di poter tener testa agli avversari, anzi Italiano deve ringraziare Ravaglia che ha tenuto in piedi i suoi con almeno quattro parate decisive per limitare il parziale. Certo il compito contro questa Inter non era semplice. Chivu ha trovato la quinta vittoria di fila in campionato, l’ottava nelle ultime nove gare. Il motore ha preso a girare a un ritmo altissimo. In più c’è un Lautaro sempre più trascinante: ha segnato un gol - quinta partita di fila a segno in serie A, si è portato a -3 da Altobelli, terzo marcatore di sempre dei nerazzurri - e ha centrato una traversa, ma quello che colpisce è come i compagni lo seguano come fosse un direttore d’orchestra. Lui detta il ritmo, gli altri gli vanno dietro. Loro e lo stadio intero. Segnali positivi sono arrivati anche da Luis Henrique, eppure l’Inter aspetta la risposta di Cancelo, obiettivo del mercato invernale (con Frattesi che potrebbe andare al Galatasaray).

Ravaglia para tanto, poi si arrende

Fin dall’avvio l’energia delle due squadre è stata molto diversa. L’aggressione dell’Inter è stata feroce e immediata, come spesso accade a San Siro: nel giro di dieci minuti Ravaglia ha murato Lautaro e Thuram. La squadra di Italiano è scivolata in errori banali, su tutti il centrale Lucumì, svogliato nella sua andatura ciondolante e autore di un paio di pasticci da mani nei capelli. I nerazzurri sono stati più puliti nel palleggio, più rapidi a verticalizzare: alla mezz’ora potevano essere ampiamente avanti, ma hanno dovuto aspettare la fine del primo tempo per stappare la partita con un bel tiro di Zielinski. Il Bologna ha chiuso il primo tempo con un unico cenno di vita, un colpo di testa di Odgaard. E nella ripresa non è riuscito a cambiare passo. Anzi, ha continuato la sua partita in apnea, in cui ben presto ha cercato di limitare i danni piuttosto che offendere. Senza grossi risultati. Dopo una manciata di minuti il gol di Lautaro, un terzo tempo imperioso su un corner di Calhanoglu, ha definitivamente indirizzato la gara. Italiano si è seduto in panchina, immagine dell’impotenza del suo Bologna. Il tris lo ha firmato Thuram con un colpo di spalla, nel finale il sigillo di Castro, utile solo a movimentare gli ultimi minuti. Prova di forza impetuosa dell’Inter: Allegri e Conte avvisati.

Inter-Bologna 3-1 (1-0)

Inter (3-5-2) Sommer 6 – Bisseck 6.5, Akanji 6.5, Bastoni 6 (31’ st Augusto sv) – Luis Henrique 6.5, Barella 6.5 (23’ st Mkhitaryan 6), Çalhanoglu 6.5 (23’ st Sucic 6), Zielinski 7.5, Dimarco 6.5 – Thuram 7 (38’ st Lavelli sv), Lautaro 7.5 (31’ st P. Esposito 6). All. Chivu 7.

Bologna (4-2-3-1) Ravaglia 7 – Holm 5.5 (23’ st Zortea 5.5), Heggem 6, Lucumi 4 (1’ st Vitik 5), Lykogiannis 5.5 – Moro 5.5 (1’ st Pobega 5), Ferguson 6 – Rowe 5, Odgaard 6 (34’ st Freuler sv), Cambiaghi 5 (23’ st Orsolini 6) – Castro 6.5. All. Italiano 5.5.

Arbitro: Guida 6.

Reti: 39’ pt Zielinski, 3’ st Lautaro, 29’ st Thuram, 38’ st Castro: Guida 6.

Note: ammoniti Calhanoglu, Bastoni, Barella, Vitik, Rowe, Lykogiannis.

Spettatori: 74.710.

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