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La Juventus cade a Cagliari: 1-0, decide Mazzitelli

La girata vincente di Mazzitelli (reuters)

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Il centrocampista risolve con un grande destro al volo, inutile il finale della squadra di Spalletti
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Cagliari – La tiepida illusione di un sogno a colori (tre colori, quelli dello scudetto) si è smorzata nella notte di pioggia e vento che ha spazzato la Sardegna e le residue ambizioni della Juventus, che ora ha dieci punti meno dell’Inter e dovrà dedicarsi a un unico e preciso obiettivo: il quarto posto, che oggi la Roma potrebbe toglierle e lunedì il Como insidiarle. Spalletti ha perso la sua seconda partita da bianconero in modo un po’ contorto e un po’ fortuito, ma in genere quando una grande cede a una piccola va così: la soverchiante superiorità non ha prodotto neanche il topolino di un golletto, che invece il Cagliari ha trovato con una giocata furba, intelligente e anche di buona tecnica. “Ci sono partite che vanno così”, ha detto il tecnico, che rischia di essere staccato dalla Roma nella corsa al quarto posto.

«La cronaca della gara»

La partenza a razzo della Juventus

La Juve ha ormai un piglio abituale – parte in quarta, confina l’avversario nei metri davanti al portiere – …

Cagliari – La tiepida illusione di un sogno a colori (tre colori, quelli dello scudetto) si è smorzata nella notte di pioggia e vento che ha spazzato la Sardegna e le residue ambizioni della Juventus, che ora ha dieci punti meno dell’Inter e dovrà dedicarsi a un unico e preciso obiettivo: il quarto posto, che oggi la Roma potrebbe toglierle e lunedì il Como insidiarle. Spalletti ha perso la sua seconda partita da bianconero in modo un po’ contorto e un po’ fortuito, ma in genere quando una grande cede a una piccola va così: la soverchiante superiorità non ha prodotto neanche il topolino di un golletto, che invece il Cagliari ha trovato con una giocata furba, intelligente e anche di buona tecnica. “Ci sono partite che vanno così”, ha detto il tecnico, che rischia di essere staccato dalla Roma nella corsa al quarto posto.

«La cronaca della gara»

La partenza a razzo della Juventus

La Juve ha ormai un piglio abituale – parte in quarta, confina l’avversario nei metri davanti al portiere – che però ieri è spesso trascolorato in frenesia, la nemica naturale di lucidità e precisione. Attaccare ha attaccato, ma faticando a incrinare il castello difensivo del Cagliari, che non ha concesso nulla alla spavalderia: si è messo dietro a fare mucchio, provando poi a fiondare contropiedi improvvisi con i molti velocisti che ha. C’erano gli spazi, non l’accuratezza tecnica per sfruttarli. La Juve ha sbattuto contro un muro. Yildiz aveva spesso tre uomini addosso e a un certo punto, frustrato, s’è lasciato cadere beccandosi un giallo per simulazione.

Mazzitelli chiude uno schema con il gol partita

Spalletti ha ridotto il turnover alle alternanze Di Gregorio/Perin e Thuram/Koopmeiners: un azzardo, in questo gennaio di fatiche accumulate, che non ha pagato, perché nel secondo tempo la Juve ha mollato la presa, riprendendola solamente dopo lo svantaggio. C’era già stata un’avvisaglia quando Esposito aveva impegnato Perin con un tiro dalla linea di fondo, ma il gol sardo è stato comunque sorprendente, così come stato il modo in cui lo ha confezionato: Gaetano ha battuto dalla trequarti una punizione bassa e svelta che Mazzitelli, al limite dell’area, ha girato in porta di prima anticipando Kalulu. Uno schema insolito e riuscito: la Juve c’è cascata con tutte le scarpe, ma poi ha avuto una reazione rabbiosa e tutto sommato meno confusa rispetto agli attacchi a vuoto del primo tempo, però ugualmente senza sbocchi.

Il palo di Yildiz

Yildiz ha tentato dribbling a ripetizione (alla fine saranno 12), ma non è andato oltre a un tiro a giro fuori di poco e a un destro sporcato da Mina che ha incocciato il palo. Così la Juve ha provato a premere soprattutto di forza, alzando la pressione per recuperare palla alla svelta (cosa riuscita) e rovesciando cross in area, ma per chi? David è tornato ai livelli di due settimane fa (e comunque il colpo di testa non è il suo forte), Openda nelle aree affollate è a suo agio come un trattore nel traffico dell’ora di punta e quindi la mancanza di un bisonte d’area (che poi è quello che sul mercato la Juve va cercando), o comunque di qualcuno che combinasse qualcosa su almeno uno dei 18 calci d’angolo battuti, ha reso sterile anche il 78% di possesso palla. Caprile è stato bravo (lo è sempre), ma miracoli veri non ha dovuto farne e il Cagliari, con il cuore in mano e i satanassi della difesa a prenderle tutte, ha resistito fino all’ultimo, prendendosi tre punti dal valore gigantesco.

Cagliari (3-5-2): Caprile 7 – Zè Pedro 6, Mina 7, Luperto 7 – Palestra 5.5, Adopo 6.5, Gaetano 7, Mazzitelli 7, Obert 6 – Kiliçsoy 5.5 (9’ st Borrelli 6), Esposito 6 (19’ st Idrissi 6). All. Pisacane 7.

Juventus (4-2-3-1): Perin 6 – Kalulu 5.5, Bremer 6, Kelly 6, Cambiaso 6 (35’ st Conceiçao sv) – Locatelli 6 (21’ st Zhegrova 5), Koopmeiners 5 – McKennie 5.5 (35’ st Thuram sv), Miretti 6 (21’ st Openda 5), Yildiz 6.5 – David 5 (43’ st Adzic). All. Spalletti 5.5.

Arbitro: Massa 6.

Rete: 20’ st Mazzitelli

Note: ammoniti Yildiz. Spettatori 16.412, incasso 483.372 euro.

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