Como, lezione di calcio all’Olimpico: Lazio travolta (3-0) e contestata
di Giulio CardoneRoma – La grande bellezza del Como di Nico Paz, il nervosismo e l'impotenza della Lazio. La squadra di Fabregas segna già dopo un minuto e mezzo con Baturina (tiro deviato da Romagnoli) e poi domina all'Olimpico (3-0) con la nuova formula inventata da mago Fabregas: davanti ai due registi Da Cunha e Perrone, i quattro giocatori offensivi si scambiano posizioni in un tourbillon che stordisce la Lazio. Il 4-2-4 vede come falso 9 il centrocampista Caqueret, la difesa della Lazio non ha riferimenti, è un recital dell'allievo di Guardiola: i concetti sono quelli, compresa la terza linea all'altezza del centrocampo e il recupero del pallone immediato. A differenza della partita con il Milan, stavolta al possesso palla si aggiungono i gol: così il Como passeggia all'Olimpico e in classifica si lancia all'inseguimento della Juventus, è a due passi dai bianconeri.
Solo Provedel cerca di opporsi al Como
Al 25' il raddoppio proprio di Nico Paz, che sfrutta una respinta co…
Roma – La grande bellezza del Como di Nico Paz, il nervosismo e l'impotenza della Lazio. La squadra di Fabregas segna già dopo un minuto e mezzo con Baturina (tiro deviato da Romagnoli) e poi domina all'Olimpico (3-0) con la nuova formula inventata da mago Fabregas: davanti ai due registi Da Cunha e Perrone, i quattro giocatori offensivi si scambiano posizioni in un tourbillon che stordisce la Lazio. Il 4-2-4 vede come falso 9 il centrocampista Caqueret, la difesa della Lazio non ha riferimenti, è un recital dell'allievo di Guardiola: i concetti sono quelli, compresa la terza linea all'altezza del centrocampo e il recupero del pallone immediato. A differenza della partita con il Milan, stavolta al possesso palla si aggiungono i gol: così il Como passeggia all'Olimpico e in classifica si lancia all'inseguimento della Juventus, è a due passi dai bianconeri.
Solo Provedel cerca di opporsi al Como
Al 25' il raddoppio proprio di Nico Paz, che sfrutta una respinta corta della difesa biancoceleste: di solito la retroguardia è il punto di forza della Lazio, in questo caso invece è passiva come il resto della squadra. Non incidono i nuovi Taylor e Ratkov, il pivot scelto a sorpresa al posto di Noslin. Anzi, il centrocampista olandese commette il fallo che – dopo lungo controllo nella sala Var – convince l'arbitro Fabbri a concedere il rigore del possibile 3-0. Però dal dischetto Paz sbaglia: bravo Provedel a respingere il tiro alla sua sinistra, per lui è il primo rigore parato in biancoceleste. Nel finale del primo tempo, la Lazio ha l'occasione di riaprire la partita, ma su cross di Cancellieri, prima Cataldi e poi Zaccagni sprecano la palla-gol.
Il capolavoro di Nico Paz
A inizio ripresa, invece, arriva l'ottavo gol in campionato di Paz, con 6 assist: sinistro a giro perfetto, dal limite dell'area, impossibile stavolta arrivarci per Provedel. Solo Lautaro Martinez ha segnato più di lui, grave per la Serie A perdere un gioiello così nella prossima stagione: è normale, però, che il Real Madrid lo riporti a casa. La differenza principale tra le due squadre è a centrocampo: improvvisato quello della Lazio, con il neoacquisto Taylor e Belahyane, sostituto degli infortunati Vecino e Basic, destinato a partire (probabile il ritorno a Verona) già in settimana; dall'altra parte invece dominano i giocatori di qualità di Fabregas, sono tanti e tutti bravi con il pallone e dotati di visione di gioco speciale, da Perrone a Da Cunha, da Caqueret a Nico Paz.
Contestazione laziale alla classe arbitrale
Come sempre, poi, la Lazio gioca due partite: una contro la squadra avversaria e l'altra contro gli arbitri, contestati con uno striscione anche dalla curva Nord biancoceleste prima della partita. Il nervosismo per i famosi episodi delle gare precedenti condiziona i giocatori, l'arbitro Fabbri non aiuta a distendere il clima con ammonizioni eccessive su Zaccagni e Romagnoli già nel primo tempo; poi giallo anche a Cataldi per proteste. Poco calcio e molta rabbia per gli uomini di Sarri. Che già nel prepartita era stato polemico con la società: “Niente di nuovo sotto il cielo laziale. Ascolti un'intervista di due anni e mezzo fa ad Auronzo, sono le stesse parole”. Il riferimento è alle identiche divergenze sul mercato: il tecnico chiede dei giocatori, Lotito – contestato prima, durante e dopo la gara dai tifosi della Lazio - ne compra altri. A questo punto probabile il divorzio a fine stagione. In tribuna, l'ex presidente biancoceleste Cragnotti: era curioso di vedere il Como, è rimasto incantato anche lui dalla squadra di Fabregas. Quella di Sarri, devastata dalla precarietà figlia del mercato e degli infortuni, si è persa: è la sconfitta più grave della stagione, non è un caso che sia arrivata durante la sessione invernale di mercato, appunto.
Lazio (4-3-3) Provedel 6.5 — Marusic 4.5, Gila 5, Romagnoli 4.5, Pellegrini 5 (19’ st Lazzari 6) — Belahyane 5, Cataldi 5 (8’ st Rovella 6), Taylor 5 (40’ st Dele-Bashiru sv) — Cancellieri 4.5 (8’ st Isaksen 5), Ratkov 5 (8’ st Noslin 6), Zaccagni 5. All. Sarri 5.
Como (4-2-4) Butez 6.5 — Smolcic 5 (1’ st Posch 6), Ramon 6.5, Carlos 7, Valle 7 — Perrone 6.5, Da Cunha 7 — Rodriguez 6 (36’ st Kuhn sv), Caqueret 7 (20’ st Roberto 6), Paz 8 (36’ st Douvikas sv), Baturina 7.5 (29’ st Vojvoda 6). All. Fabregas 7.5.
Arbitro: Fabbri 5.
Reti: 2’ pt Baturina, 24’ pt e 4’ st N. Paz
Note: ammoniti Zaccagni, Smolcic, Romagnoli, Cataldi, Pellegrini, Posch, Valle