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Malù Mpasinkatu: “Ai Mondiali Africa in finale. Non è più scontato che i migliori scelgano l’estero”

Malù Mpasinkatu (il secondo da sinistra) negli studi di Sportitalia 

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Intervista all’opinionista di Sportitalia che ha seguito per intero il torneo per nazionali vinto dal Senegal: “Bravo Mané a far rientrare i suoi compagni in campo, li ha salvati da una squalifica”
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Un mese nelle case degli italiani a spiegare la magia di un continente. Malù Mpasinkatu congolese di nascita, piemontese di adozione, dirigente sportivo. Ha commentato la Coppa d’Africa per Sportitalia.

Malù Mpasinkatu, cosa ha mostrato al mondo questa Coppa d’Africa? “Che l’Africa cresce, al passo con i tempi. Infrastrutture di primissimo livello, uno spettacolo in campo e sugli spalti”.

Però il Marocco ha qualcosa in più da questo punto di vista. Non a caso co-organizzerà i Mondiali del 2030.

"Ma anche l’Africa subsahariana ha impianti all’avanguardia. lo ha dimostrato quando ha organizzato il torneo 2 anni fa”.

Con l’abbandono del campo i giocatori del Senegal hanno rischiato di rovinare tutto? “Un gesto molto brutto. In telecronaca mi sono trovato…

Un mese nelle case degli italiani a spiegare la magia di un continente. Malù Mpasinkatu congolese di nascita, piemontese di adozione, dirigente sportivo. Ha commentato la Coppa d’Africa per Sportitalia.

Malù Mpasinkatu, cosa ha mostrato al mondo questa Coppa d’Africa? “Che l’Africa cresce, al passo con i tempi. Infrastrutture di primissimo livello, uno spettacolo in campo e sugli spalti”.

Però il Marocco ha qualcosa in più da questo punto di vista. Non a caso co-organizzerà i Mondiali del 2030.

"Ma anche l’Africa subsahariana ha impianti all’avanguardia. lo ha dimostrato quando ha organizzato il torneo 2 anni fa”.

Con l’abbandono del campo i giocatori del Senegal hanno rischiato di rovinare tutto? “Un gesto molto brutto. In telecronaca mi sono trovato a commentare una situazione che non mi era mai capitata. Istintivamente mi sono schierato con Sadio Mané, che per fortuna ha fatto rientrare in campo i compagni. Se non lo avessero fatto il Senegal sarebbe stato squalificato 2 anni e non avrebbe giocato i prossimi Mondiali”.

Non granché neanche la scena dei raccattapalle che cercavano di rubare l’asciugamano al portiere senegalese. Voci parlano di poteri magici. “Diciamo che è stata una ‘africanata’. Pioveva e volevano che Mendy non si asciugasse i guanti per farlo sbagliare”.

Lei durante la gara ha più volte invitato i tifosi marocchini e senegalesi che vivono in Italia alla calma. “Quando si festeggia in Africa lo si fa senza senza spaccare le città. La stessa cosa doveva essere in Italia, ho detto che bisognava festeggiare con dignità e così è stato”.

Vuol dire che la gente è stata a sentirla.

“Scherzando dico che Sportitalia ha comprato i diritti e io ho portato la gente. In Italia c’è tanta voglia di Africa, non solo dal punto di vista calcistico, ma anche come cultura e tradizioni. So che anche molte donne hanno seguito le partite. Merito anche della madrina, Naomie Muteba. Ha rappresentato la donna di un continente comunque non sempre facile. In finale ha indossato un vestito che rappresentava il Senegal, poi ne ha messo uno del Marocco”.

Tornando al Marocco, qualcuno pensa che possa essere la prima africana campione del mondo? La sconfitta lascerà strascichi? “Non penso, in fondo essere arrivati in finale dimostra la forza della squadra. E poi bisogna sempre scindere le due cose: quando si gioca tra di noi nel continente africano è una cosa, quando una squadra africana va a giocare in un mondiale è un'altra”.

Ma l’Africa in finale ai Mondiali prima o poi ci arriverà? “Negli Stati Uniti l’Africa avrà, spero dieci squadre. Almeno una in fondo dobbiamo portarcela”.

Una sensazione o si basa su fatti concreti? “Fatti. Tanti ragazzi africani oggi non è più scontato che scelgano Francia, Belgio, Inghilterra, Germania. Anzi, fanno come Brahim Diaz, che ha scelto di diventare protagonista in prima linea della nazionale di origine. Se avesse segnato il rigore in finale sarebbe diventato re del Marocco, ma anche se quello sbaglio sarà una batosta difficile da digerire, sarà il fulcro della sua nazionale ai prossimi Mondiali”.

Il personaggio di questa coppa che le è rimasto nel cuore? “Gliene dico uno, ma fuori dal campo. Michel Kuka questo ragazzo della RD Congo che durante le gare restava immobile e con la sua posa omaggiava Lumumba, il padre della nostra indipendenza”.

Lei è dirigente sportivo. Consigli per gli acquisti? "Dipende dai soldi che si hanno… Ibrahim Mbaye ha 17 anni ed è già molto forte, ma è già del Psg. Mi piace Bazoumana Touré, che gioca in Europa con l’Hoffenheim e forse ha prezzi ancora accessibili. Oppure Nwaiwu del Trabzonspor, in Turchia, altro ragazzo interessante”.

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