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Juve travolgente, il Napoli affonda: 3-0, gol di David, Yildiz e Kostic

La rete di David (reuters)
Primo tempo perfetto della squadra di Spalletti. Nella ripresa poi, proprio nel momento di massimo sforzo degli azzurri, i bianconeri mettono il sigillo sulla sfida
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TORINO - Il mezzo Napoli che Conte ha potuto schierare a Torino non poteva valere la Juve tutta intera che sta modellando Spalletti: c’è stata una logica superiorità che i bianconeri non hanno nemmeno sfruttato fino in fondo, almeno fino a quando non hanno dilagato fino al 3-0 finale, un risultato che non fa una piega. Il Napoli allo scudetto è meglio che non pensi più: guardarsi le spalle sarà ciò che dovrà fare nelle prossime settimane. La Juve ha vinto con autorevolezza, anche se paradossalmente ci ha messo un po’ a capitalizzare la sua superiorità specie nel primo tempo, escluso il gol di David, che al 22’ ha schiodato la partita con una zampata da bomber consumato dopo aver domato la palla di Locatelli e averla protetta da Spinazzola. Ma prima c’era stato il clamoroso palo incocciato da Thuram con uno splendido tiro a giro e, subito dopo, un ancora più clamoroso salvataggio sulla linea di Buongiorno dopo una conclusione di Conceição: quel recupero è valso quanto un gol, anche se …

TORINO - Il mezzo Napoli che Conte ha potuto schierare a Torino non poteva valere la Juve tutta intera che sta modellando Spalletti: c’è stata una logica superiorità che i bianconeri non hanno nemmeno sfruttato fino in fondo, almeno fino a quando non hanno dilagato fino al 3-0 finale, un risultato che non fa una piega. Il Napoli allo scudetto è meglio che non pensi più: guardarsi le spalle sarà ciò che dovrà fare nelle prossime settimane. La Juve ha vinto con autorevolezza, anche se paradossalmente ci ha messo un po’ a capitalizzare la sua superiorità specie nel primo tempo, escluso il gol di David, che al 22’ ha schiodato la partita con una zampata da bomber consumato dopo aver domato la palla di Locatelli e averla protetta da Spinazzola. Ma prima c’era stato il clamoroso palo incocciato da Thuram con uno splendido tiro a giro e, subito dopo, un ancora più clamoroso salvataggio sulla linea di Buongiorno dopo una conclusione di Conceição: quel recupero è valso quanto un gol, anche se alla lunga non è’ servito a niente.

La trovata di Spalletti e il duello a centrocampo

La Juve ha sempre avuto il controllo della situazione, in particolare per merito della rapidità con cui la squadra sa recuperare il pallone quando lo perde, una dote che sta diventando la migliore che ha. E quando non lo recupera subito, si organizza alla svelta negli spazi, impedendo agli avversari di ribaltare il campo a sorpresa. Alla superiorità ha contribuito anche l’invenzione di giornata di Spalletti, che ha varato una Juve a doppia struttura: 5-4-1 (o 3-4-2-1) quando doveva difendersi e il solito 4-2-3-1 quando invece aveva il pallone. A consentire il modulo scomponibile è stato il tuttofare McKennie, che quando il Napoli avanzava si allargava per marcare Spinazzola, ma non appena l’azione si ribaltava andava a piazzarsi nei pressi di David, quasi da seconda punta. A indirizzare il match è stato però soprattutto il duello tra i tuttocampisti Thuram e McTominay, stravinto dal francese.

I cambi difensivi della Juve, giovane subito nella mischia

Il Napoli ha fatto poco ed è significativo che gli unici fastidi alla Juventus li abbia portati l’agilità di Vergara. Nella prima parte della ripresa è però riuscito almeno a tenere il controllo del pallone e ad alzare il baricentro, inducendo Spalletti a due cambi difensivi: Kostić per Conceição (ma il serbo ha rilevato le funzioni di McKennie) e Cabal, mentre dopo il 70’ Conte ha fatto entrare Giovane, che era diventato un suo giocatore poche ore prima. Le prospettive di equilibrio sono però state spazzate via da una castroneria di Juan Jesus, che ha sbagliato un appoggio comodo regalando palla a Miretti, entrato da pochissimi secondi: per il bianconero è stato un gioco da ragazzi servire Yıldız e invitarlo al raddoppio. Spalletti aveva appena reagito alla mossa di Conte (un difensore in più, Beukema, per avanzare Di Lorenzo sulla fascia) togliendo il centravanti e accentrando proprio Yıldız: l’idea ha pagato a stretto giro.

Il ritorno in campo di Lukaku

Il Napoli ha tentato anche la carta della disperazione, Lukaku, mandato in campo per i suoi primi minuti stagionali: giusto il tempo di farsi ricoprire dagli insulti dello Stadium intero, che lo odia da quando reagì ai cori razzisti della curva. Sono comunque stati inutili rimescolamenti: la Juve ha chiuso con il gran bel gol da fuori area di Kostić, raccogliendo nel secondo tempo quello che non aveva raccolto nel primo. Ma non c’è stata partita, mai.

Juventus-Napoli 3-0

Juventus (3-4-2-1) Di Gregorio 6 – Kalulu 6, Bremer 6.5, Kelly 6.5 – McKennie 7, Locatelli 7 (42’ st Koopmeiners sv), Thuram 7.5, Cambiaso 6 (15’ st Cabal 6) – Conceiçao 6 (15’ st Kostic 7), Yildiz 7.5 (43’ st Gatti sv) – David 7 (31’ st Miretti 7). All. Spalletti 7.5.

Napoli (3-4-2-1) Meret 5.5 – Di Lorenzo 5.5, Juan Jesus 4, Buongiorno 6 – Gutierrez 6 (29’ st Beukema sv), Lobotka 5.5, McTominay 5.5, Spinazzola 5 – Vergara 6.5 (34’ st Lukaku sv), Elmas 5 (25’ st Giovane 5) – Hojlund 5.5. All. Conte 5.

Arbitro: Mariani 6

Reti: 22’ pt David, 32’ st Yildiz, 41’ st Kostic

Note: ammoniti Juan Jesus, Yildiz, Vergara. Spettatori 41.654.

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