Spalletti, altro rebus risolto: c’è una Juve forte anche senza Yildiz
dal nostro inviato Emanuele GambaParma – Una Juve senza Yildiz è possibile. D’altronde, come dice Spalletti, “è la squadra che determina il campione”, solo che per lunghi mesi una squadra non c’era, e se c’era era piena di fragilità, per cui era il campione a determinare sorti e destini. L’idea di gioco era: palla a Yildiz e poi vediamo. Adesso il giovane turco appartiene invece a un contesto che in qualche circostanza può anche fare a meno di lui. Accadrà, ad esempio, giovedì in Coppa Italia, in casa dell’Atalanta.
Yildiz fuori in Coppa Italia e in dubbio contro la Lazio
Yildiz a Parma ha accusato fastidi agli adduttori. “Aveva dolore, mi ha chiesto un paio di volte se poteva uscire, mi ha risposto che fino all’intervallo ce l’avrebbe fatta”, ricostruisce Spalletti. “L’abbiamo sostituito per…
Parma – Una Juve senza Yildiz è possibile. D’altronde, come dice Spalletti, “è la squadra che determina il campione”, solo che per lunghi mesi una squadra non c’era, e se c’era era piena di fragilità, per cui era il campione a determinare sorti e destini. L’idea di gioco era: palla a Yildiz e poi vediamo. Adesso il giovane turco appartiene invece a un contesto che in qualche circostanza può anche fare a meno di lui. Accadrà, ad esempio, giovedì in Coppa Italia, in casa dell’Atalanta.
Yildiz fuori in Coppa Italia e in dubbio contro la Lazio
Yildiz a Parma ha accusato fastidi agli adduttori. “Aveva dolore, mi ha chiesto un paio di volte se poteva uscire, mi ha risposto che fino all’intervallo ce l’avrebbe fatta”, ricostruisce Spalletti. “L’abbiamo sostituito per non rischiare: quando il muscolo si è raffreddato aveva dolore a camminare. Non sembra niente di che, ma magari questa settimana non ce la farà a giocare”. Niente Coppa Italia, dunque. Per Juventus-Lazio di domenica si vedrà. L’essenziale è che i bianconeri abbiano dimostrato, o almeno stiano cominciando a dimostrare, che il numero 10 è un valore aggiunto, non l’unico possibile salvatore della patria.
McKennie, Kalulu, David, Conceição, Bremer le armi alternative della Juve
A Parma la Juventus ha vinto (anzi: spadroneggiato) con i martellamenti di Kalulu, gli inserimenti a sorpresa di McKennie, la tecnica raffinata di David, l’elettricità di Conceição. Ha persino riscoperto l’efficacia sui calci piazzati, che ha portato ai gol di Bremer. Il dribbling di Yildiz, la sua abilità nel creare superiorità numerica o nel liberarsi per il tiro, non è stata essenziale e questo significa che Spalletti ha centrato l’obiettivo: creare un collettivo che esalti il singolo. Prima era per lo più il contrario.
Le fatiche di Yildiz
Yildiz, d’altronde, ogni tanto ha bisogno di rifiatare. Nel corso della stagione è arrivato un paio di volte molto vicino al punto di rottura, rosolato da un’annata, il 2024/25, la prima da professionista a tempo pieno, che gli ha consumato molte energie ed è stata lunghissima, perché il giovane turco è stato protagonista anche al Mondiale per club, che ne ha segnato la consacrazione a livello internazionale, senza contare i faticosi impegni con la Turchia. Ha cominciato la stagione in corso con un po’ di appannamento, ma Tudor ha potuto farlo riposare solo una volta, nel giorno della sua ultima partita sulla panchina bianconera, in casa della Lazio, salvo doverlo richiamare dopo l’intervallo perché le cose non si erano messe bene. Lo stesso ha fatto Spalletti, che ha lasciato fuori Yildiz in Champions League contro Bodø/Glimt e Monaco, ma poi ha dovuto ricorrere a lui per raddrizzare gare che si stavano mettendo male: in Norvegia ha funzionato, nel Principato no, anche se alla fine la Juve ha comunque ottenuto il risultato che voleva.
L’alternativa Boga
Ora questo nuovo stop: Spalletti avrà pensato che non tutto il male viene per nuocere e che qualche giorno di tranquillità a Yildiz farà bene, tanto più che adesso è arrivato un suo sostituto, che prima non c’era. Boga non sarà mai un uomo chiave della Juventus e andrà di fatto ricondizionato, perché sono due mesi che non gioca: a inizio dicembre si era autoescluso dalla squadra dopo essere stato minacciato dagli ultrà del Nizza, che lo incolpavano di scarso rendimento. L’ivoriano è stato preso per consentire a Yildiz di rifiatare di quando in quando, anche soltanto nei finali di partita, o di lasciarlo tranquillo quando la fatica si accumula e tormenta i muscoli. Tanto, la squadra funziona benone ugualmente, perché adesso lo è davvero: una squadra.