MONZA – Una partita stanca, giocata in uno stadio da diciassettemila posti vuoto per un terzo, come impietosamente mostrato in tv dalle riprese aeree. È questo il contesto in cui l’Inter ha battuto il Torino, trovando una qualificazione alla semifinale di Coppa Italia che parte della tifoseria avrebbe volentieri evitato, ancora scottata dal finale della scorsa stagione, in cui l’accumulo di impegni ha portato i nerazzurri a sfiorare tutto e non vincere nulla.
Semifinale festeggiata come un’amichevole
Il 2-1 che ha qualificato l’Inter, festeggiato come si trattasse di un’amichevole, impone l’ennesima riflessione sulla formula e sul senso del torneo, che le grandi squadre snobbano, puntando ad altri obiettivi, le piccole temono, concentrate sulla salvezza in campionato, e anche le medie mal sopportano, come testimoniato dal Torino, sceso in campo con l’entusiasmo di chi sia costretto a lavorare il giorno del proprio compleanno, e svegliatosi già sotto di due gol, quando era troppo tardi…
MONZA – Una partita stanca, giocata in uno stadio da diciassettemila posti vuoto per un terzo, come impietosamente mostrato in tv dalle riprese aeree. È questo il contesto in cui l’Inter ha battuto il Torino, trovando una qualificazione alla semifinale di Coppa Italia che parte della tifoseria avrebbe volentieri evitato, ancora scottata dal finale della scorsa stagione, in cui l’accumulo di impegni ha portato i nerazzurri a sfiorare tutto e non vincere nulla.
Semifinale festeggiata come un’amichevole
Il 2-1 che ha qualificato l’Inter, festeggiato come si trattasse di un’amichevole, impone l’ennesima riflessione sulla formula e sul senso del torneo, che le grandi squadre snobbano, puntando ad altri obiettivi, le piccole temono, concentrate sulla salvezza in campionato, e anche le medie mal sopportano, come testimoniato dal Torino, sceso in campo con l’entusiasmo di chi sia costretto a lavorare il giorno del proprio compleanno, e svegliatosi già sotto di due gol, quando era troppo tardi.
Chivu dà spazio ai giovani
Visto che San Siro è occupato dalla cerimonia inaugurale dell’Olimpiade, come campo si è scelto lo stadio di Monza, dove nei fine settimana si alternano i biancorossi brianzoli in Serie B e l’Under 23 nerazzurra in C. Forse anche per questo, oltre che per risparmiare energie e per una gastroenterite che ha colpito Matteo Darmian, Cristian Chivu ha lanciato sulle fasce due giovani, per i quali l’U-Power è il campo di casa. A illuminare un primo tempo in ombra, giocato sotto la pioggia, è stato il ventunenne francese Issiaka Kamate, autore del cross per il gol di Bonny. Una palla imprendibile calciata di destro, il suo piede debole. A schierarlo da quella parte è stato proprio il tecnico romeno, nella Primavera. Il raddoppio lo ha segnato Diouf, alla seconda rete in Coppa Italia, innescato da Thuram. Bene ha fatto anche l’altro ragazzo schierato dall’Inizio nell’Inter, Matteo Cocchi, che Inzaghi lanciò l’11 marzo 2025, a San Siro contro il Feyenoord in Champions League.
A Monza presente anche Gianni Infantino
Non ha sfigurato sotto gli occhi di Gianni Infantino. Il presidente della Fifa, a Milano per i Giochi, non ha rinunciato ad andare a vedere l’Inter, di cui è tifoso. Baroni le maggiori sorprese le ha fatte in attacco, schierando il ventenne svedese Njie e il ventiseienne croato Sandro Kulenović, arrivato il 31 gennaio dalla Dinamo Zagabria, già testato nel finale della gara contro il Lecce, e autore del gol de 2-1, segnato di testa dopo undici minuti della ripresa su cross scolastico di Pedersen, reso illeggibile per Martinez (non del tutto incolpevole) da una deviazione di Carlos Augusto.
Il Torino si è sveglia tardi
A quel punto, alla soglia dell’ora di gioco, la gara si è un po’ animata, e con la gara la curva del Toro, che ha trovato il gol del 2-2 con Matteo Prati, ma in fuorigioco. Non è bastata mezz’ora di fervorino per ribaltare il risultato già scritto di una partita che manda l’Inter in semifinale contro la vincente di Napoli-Como, che si sfideranno martedì prossimo. Una mezza buona notizia in una giornata in cui il club nerazzurro è stato punito per il lancio di un petardo da parte di un ultrà interista 19enne, poi arrestato, a Cremona: multa per 50mila euro e diffida.
Inter-Torino 2-1
Inter (3-5-2) J. Martinez 5.5 - De Vrij 6, Acerbi 6, Augusto 5.5 – Kamate 7 (35’ st Henrique sv), Frattesi 6, Mkhitaryan 6 (11’ st Sucic 5.5), Diouf 6.5, Cocchi 6 (30’ st Bisseck 6) – Thuram 6.5 (11’ st Lautaro 6), Bonny 7 (11’ st Esposito 6). All. Chivu 7
Torino (3-5-2) Paleari 5.5 – Tameze 5, Marianucci 5.5 (16’ st Maripan 6), Coco 6 – Pedersen 6 (16’ st Lazaro 5.5), Vlasic 6, Prati 6.5, Anjorin 5.5 (16’ st Ilkhan 5.5), Obrador 6 (41’ st Nkounkou sv) – Njie 5.5 (27’ st Zapata 6), Kulenovic 6.5. All. Baroni 5.5.
Arbitro: Marchetti 6.
Reti: Bonny 35’ st, Diouf 2’ st, Kulenović 12’ st
Note. Ammoniti Sucic, Kamate, Esposito, Maripan. Spettatori 12.038.