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Inter-Juve, niente romanticismo a San Valentino. Per Chivu e Spalletti conta solo vincere

Cristian chivu 

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Erano insieme alla Roma e stasera (ore 20,45) si ritrovano avversari a San Siro. Il tecnico bianconero in silenzio alla vigilia
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Milano – La notte di San Valentino si preannuncia romantica, ma di sdolcinato ci sarà ben poco: per le bizze del calendario, nerazzurri e bianconeri si preparano a una notte di Sturm und Drang, tempesta e impeto. Questa sera a San Siro sarà Inter contro Juventus, e già potrebbe bastare, visto il secolo abbondante di incontri, scontri e veleni. Ma sarà anche Cristian Chivu contro Luciano Spalletti, che lo ha allenato alla Roma, lo ha molto amato, ma di un amore dei suoi, burrascoso: le sedute infinite fra campo e palestra, gli attriti dopo l’espulsione del romeno nella Supercoppa del 2006 (proprio contro l’Inter), infine gli esperimenti tattici che ebbero un’influenza sul trasferimento a Milano dell’attuale tecnico interista.

Chiv…

Milano – La notte di San Valentino si preannuncia romantica, ma di sdolcinato ci sarà ben poco: per le bizze del calendario, nerazzurri e bianconeri si preparano a una notte di Sturm und Drang, tempesta e impeto. Questa sera a San Siro sarà Inter contro Juventus, e già potrebbe bastare, visto il secolo abbondante di incontri, scontri e veleni. Ma sarà anche Cristian Chivu contro Luciano Spalletti, che lo ha allenato alla Roma, lo ha molto amato, ma di un amore dei suoi, burrascoso: le sedute infinite fra campo e palestra, gli attriti dopo l’espulsione del romeno nella Supercoppa del 2006 (proprio contro l’Inter), infine gli esperimenti tattici che ebbero un’influenza sul trasferimento a Milano dell’attuale tecnico interista.

Chivu: “Da Spalletti c’è da imparare”

«La Juve con Spalletti è migliorata. E nel tempo è migliorato pure Luciano, da lui c’è da imparare», ha detto alla vigilia Chivu. Spalletti non ha risposto, perché la Juve ha deciso di mandare davanti ai microfoni il capitano, Manuel Locatelli. La motivazione ufficiosa: la Juve gioca troppo e si vuole evitare che le parole del tecnico vengano erose dall’inflazione. Il buonsenso sottinteso: quando di mezzo c’è l’Inter, per Spalletti è meglio parlare a cose fatte. Luciano è l’allenatore che otto anni fa ha riportato i nerazzurri in Champions League, ma è anche quello che fu salutato sbrigativamente a fine maggio 2019, in un momento per lui difficile, pochi giorni dopo la morte del fratello.

La vigilia diversa dei fratelli Thuram

Una storia di fratelli più edificante, nel match di questa sera, sarebbe potuta essere la sfida fra i figli del grande Lilian Thuram: l’attaccante dell’Inter e il centrocampista della Juve, che ha però preso una botta in allenamento e potrebbe non esserci. Chivu, che ha recuperato Barella e Çalhanoglu, dovrebbe riproporre la formazione che ha battuto 5-0 il Sassuolo, con Lautaro in attacco al fianco del francese, Dimarco e Luis Henrique sulle fasce e Zielinski in regia. Spalletti, a centrocampo, dovrebbe affidarsi a Koopmeiners. Per il resto, si prepara a consegnare la trequarti a Yıldız, preferendo Jonathan David a Openda in attacco.A scorrere i nomi delle probabili formazioni, sembra che la distanza sia minore dei dodici punti che separano le due squadre in campionato. Eppure, sono lì.

Serve solo la vittoria

L’Inter questa sera ha anzi l’occasione di allungare, con un occhio sempre al Milan, la più credibile inseguitrice nella corsa scudetto. La Juventus vuole invece ricucire il divario, per puntellare il posto in Champions. Di certo, entrambe le squadre sono cresciute dal 13 settembre scorso, quando i bianconeri si imposero per 4-3 in rimonta. E probabilmente, dopo il cambio in panchina a Torino, si somigliano fra loro più di quanto sembri. Ad avvicinare i due allenatori, oltre all’ovvia influenza dello juventino sull’interista, è l’approccio al tema arbitrale. Dopo aver perso 3-0 in Coppa Italia contro l’Atalanta, Spalletti frustrò così il tentativo degli intervistatori di parlare di rigori: «Quando perdi 3-0 fai i complimenti agli avversari e vai a casa». Ieri, sul tema arbitri, Chivu ha tagliato corto: «Io non vedo fantasmi. Il problema del calcio italiano non è certo quello. Sono pagato per risolvere problemi, non per lamentarmi». Probabilmente una frecciatina ad Antonio Conte. Di sicuro, un modo per evitare che questo San Valentino sappia troppo di miele.

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