ROMA – L'implacabile Atalanta di questi tempi piega la Lazio nell'Olimpico vuoto, sorpassa il Como al sesto posto e torna in corsa perfino per un posto in Champions. Il 28 dicembre contro l'Inter l'ultima sconfitta della Dea: da allora, in campionato 6 vittorie e due pareggi in 8 partite. Più la qualificazione alla semifinale di Coppa Italia (affronterà proprio la Lazio) eliminando la Juve. Una macchina quasi perfetta, aggressiva in difesa e concreta in attacco: stavolta decisivi i gol di Ederson su rigore e Zalewski. I biancocelesti – prestazione discreta e soliti problemi in zona gol - erano costretti a vincere per ridurre le distanze sul settimo posto: la sconfitta chiude i giochi per l'Europa.
Il treno europeo della Lazio passa dalla Coppa Italia
Per evitare di restare fuori dalle Coppe per la seconda stagione di fila (mai successo nella gestione Lotito), ora la squadra di Sarri ha solo una…
ROMA – L'implacabile Atalanta di questi tempi piega la Lazio nell'Olimpico vuoto, sorpassa il Como al sesto posto e torna in corsa perfino per un posto in Champions. Il 28 dicembre contro l'Inter l'ultima sconfitta della Dea: da allora, in campionato 6 vittorie e due pareggi in 8 partite. Più la qualificazione alla semifinale di Coppa Italia (affronterà proprio la Lazio) eliminando la Juve. Una macchina quasi perfetta, aggressiva in difesa e concreta in attacco: stavolta decisivi i gol di Ederson su rigore e Zalewski. I biancocelesti – prestazione discreta e soliti problemi in zona gol - erano costretti a vincere per ridurre le distanze sul settimo posto: la sconfitta chiude i giochi per l'Europa.
Il treno europeo della Lazio passa dalla Coppa Italia
Per evitare di restare fuori dalle Coppe per la seconda stagione di fila (mai successo nella gestione Lotito), ora la squadra di Sarri ha solo una strada: vincere la Coppa Italia. Per l'Atalanta, questo successo è il modo migliore per preparare la partita d'andata di Champions League contro il Borussia, martedì a Dortmund. Si gioca ancora una volta in un clima surreale, come era successo per la sfida con il Genoa: Olimpico praticamente deserto per la protesta dei tifosi della Lazio contro Lotito. A varcare i tornelli, 8488 persone in tutto, nella gara del 30 gennaio erano state 5402: l'invito a disertare lo stadio, partito dalla curva nord biancoceleste, è stato di nuovo raccolto da chi occupa gli altri settori. Il silenzio è inquietante, da spettacolo teatrale: si sentono le urla dei tecnici e dei loro collaboratori.
Stadio deserto, ma la prossima in casa è la semifinale con l’Atalanta
La contestazione va avanti, c'è da capire se i tifosi decideranno di non entrare neanche nella prossima partita in casa, l'atteso confronto di andata della semifinale di Coppa Italia proprio contro l'Atalanta, il 4 marzo. Palladino recupera Scamacca ma come centravanti punta inizialmente su Krstovic, mentre Sarri conferma Maldini – di proprietà della Dea, è alla Lazio in prestito - nel ruolo di falso nove. Il figlio d'arte alterna giocate interessanti, in particolare quando si gira con leggerezza dopo lo stop orientato, a passaggi imprecisi. Nel primo tempo gara equilibrata, con la Lazio che fraseggia rapidamente e spesso manda vuoto il pressing dell'Atalanta.
Ederson spacca la partita su rigore
Ma è dei bergamaschi la prima palla-gol: Krstovic colpisce verso la porta lasciata libera da Provedel in uscita su Bernasconi; Provstgaard, che sostituisce al centro della difesa lo squalificato Romagnoli, salva sulla linea di testa. Dall'altra parte, bravo Carnesecchi, aiutato anche dal palo, su Taylor – uscirà tra gli applausi - ben servito da Maldini. Nella Lazio partono bene (ma si spegneranno nella ripresa) gli esterni offensivi Noslin e Isaksen, Quest'ultimo fa ammonire Ahanor, il difensore seguito con attenzione dal ct Gattuso per la Nazionale: Palladino lo cambia già al 25' con Kolasinac. Al 40' un passaggio sbagliato di Tavares a metà campo regala il contropiede letale all'Atalanta: sul cross di Zappacosta, nella zona lasciata senza copertura dal portoghese della Lazio, la palla colpisce il braccio di Cataldi – lanciato in scivolata – e Sacchi concede il rigore. Glaciale Ederson nella trasformazione, inutili le proteste di Cataldi per il “mani” involontario.
Carnesecchi para, poi prodezza di Zalewski
Nella ripresa esce Gila (ginocchio sinistro dolorante dopo un contrasto con Zalewski), entra Patric. Al 50' rigore non concesso alla Lazio (netto mani di Zappacosta), dopo lungo check, per fuorigioco di Tavares. Nell'azione successiva altra gran parata di Carnesecchi, in gran forma, su girata di testa di Noslin: dopo Donnarumma, in questo momento il portiere italiano più forte è lui. Al 60' raddoppio dell'Atalanta: l'ex romanista Zalewski trova l'angolo con un diagonale di destro forte e preciso. Non a caso, Palladino lo considera ormai un titolare fisso e lo preferisce a Raspadori, entrato nella ripresa al posto dell'evanescente Samardzic. Nel finale, secondo palo laziale colpito da Ratkov: il centravanti arrivato a gennaio dal Salisburgo si conferma abile di testa. Per il resto, l'Atalanta controlla abbastanza agevolmente i tentativi della Lazio, alle prese con un problema decisamente più grande di una sconfitta contro una delle squadre più in forma del campionato: la frattura tra tifosi e società che appare ormai insanabile.
Lazio (4-3-3): Provedel 5.5; Marusic 5.5, Gila 6 (1' st Patric 5.5), Provstgaard 6, Tavares 5; Taylor 6 (34' st Cancellieri sv), Cataldi 5.5 (22' st Rovella 6), Dele-Bashiru 5.5; Isaksen 6 (43' st Dia sv), Maldini 6, Noslin 5.5 (22' st Ratkov 6). All.Sarri 5.5
Atalanta (3-4-2-1): Carnesecchi 7, Scalvini 6 (1' st Kossounou 6), Djimsiti 6.5, Ahanor 5 (25' pt Kolasinac 6); Zappacosta 6.5 (38' st Bellanova sv), De Roon 6.5 Ederson 7, Zalewski 7.5 (25' st Sulemana 6); Samardzic 5 (1' st Raspadori 5.5), Bernasconi 6.5; Kristovic 5.5
All. Palladino 7
Arbitro: Sacchi 5 Reti: nel pt 41' rig. Ederson, nel st 15' Zalewski.
Recupero: 3' e 5'.
Angoli: 5-4 per la Lazio.
Ammoniti: Scalvini, Ahanor, Bernasconi, Taylor e Djimsiti per gioco falloso.