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Bastoni, minacce social e silenzio dopo le polemiche. Gattuso non vuole punirlo

L'esultanza di Bastoni che ha fatto discutere 

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Per il rosso a Kalulu prese di mira anche la moglie e la figlia. Società e famiglia lo proteggono, domani a Bodø potrebbe essere titolare
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Torino – La Penna finirà presto o tardi nel dimenticatoio, sbiadendo nel pallore spaventato che l’ha scolorato nel viso quando ha capito cosa avesse combinato. Però può capitare a chiunque di scambiare una lucciola per una lanterna, si chiamano sbagli e alla fine l’arbitro di San Siro tornerà nei ranghi della medietà, lui che non è mai stato uno di spicco e forse non avrebbe dovuto essere mandato lì, sabato sera. Il vero stigma della partita più controversa dell’anno resterà invece addosso ad Alessandro Bastoni, uno dei rari calciatori italiani di livello davvero mondiale: secondo Transfermarkt è l’azzurro più prezioso che ci sia, con un valore di mercato di 80 milioni.

L’immagine di Bastoni

Ma adesso? Che succederà adesso che l’immagine di lui che esulta rabbioso alle spalle dell’incredulo Kalulu ha fatto il giro del mondo? Qualcuno potrà perdonargli la furbizia del tuffo malandrino: purtroppo il calcio è pieno di gente che simula, esagera, accentua, stramazza, fa finta, tant’è che c…

Torino – La Penna finirà presto o tardi nel dimenticatoio, sbiadendo nel pallore spaventato che l’ha scolorato nel viso quando ha capito cosa avesse combinato. Però può capitare a chiunque di scambiare una lucciola per una lanterna, si chiamano sbagli e alla fine l’arbitro di San Siro tornerà nei ranghi della medietà, lui che non è mai stato uno di spicco e forse non avrebbe dovuto essere mandato lì, sabato sera. Il vero stigma della partita più controversa dell’anno resterà invece addosso ad Alessandro Bastoni, uno dei rari calciatori italiani di livello davvero mondiale: secondo Transfermarkt è l’azzurro più prezioso che ci sia, con un valore di mercato di 80 milioni.

L’immagine di Bastoni

Ma adesso? Che succederà adesso che l’immagine di lui che esulta rabbioso alle spalle dell’incredulo Kalulu ha fatto il giro del mondo? Qualcuno potrà perdonargli la furbizia del tuffo malandrino: purtroppo il calcio è pieno di gente che simula, esagera, accentua, stramazza, fa finta, tant’è che c’è chi ha teorizzato che nel repertorio del calciatore ci debba stare pure quel genere di ingannevole astuzia. Però esultare come per un gol per avere infinocchiato l’arbitro, proprio no. A dire il vero non bisognerebbe esultare per l’espulsione di un avversario neanche se fosse meritatissima, perché siamo ai confini del bullismo e di sicuro al di sotto della soglia minima di rispetto. E non è neanche il massimo della sportività chiedere platealmente un’ammonizione, specie se la si sa ingiusta (un tempo passava la linea che chi reclamava il cartellino altrui se ne beccava uno, ma poi tutto è passato in cavalleria).

L’Inter stretta intorno a Bastoni

Il Bastoni simulatore-delatore-bullo ha fatto tutto ciò che l’etica nello sport suggerirebbe di non fare, ma ormai l’ha fatto e dovrà conviverci e, se lo vorrà, provare a rimediare, anche se le conseguenze sono già andate al di là dello stigma nudo e crudo: i suoi social sono stati travolti da insulti e pesantissime minacce, finanche di morte, a lui, alla moglie e alla figlia, tanto che le forze dell’ordine gli hanno suggerito di chiudere i commenti e poi di chiudersi in famiglia, protetto dalla sue due donne e dal papà. Anche l’Inter si è stretta attorno a lui, perché sabato sera era scosso e forse di qualcosa si è reso conto subito: Chivu l’ha sostituito nell’intervallo perché aveva intuito che non avrebbe avuto la serenità necessaria per giocare ancora ed è pure per questo, per proteggerlo in qualche modo, che dopo la partita ne ha preso le difese anche se poi è andato oltre, addossando colpe a Kalulu («Le mani doveva tenerle a posto»), accennando appena alla lievità del contatto e non dicendo niente su tutto il resto. Per la stessa ragione – la protezione, il supporto – Bastoni dovrebbe essere titolare domani a Bodø, in Champions, anche se per la logica del turnover gli toccherebbe saltare un giro.

Gattuso orientato a non punire Bastoni

Ma a parte questo: chiederà scusa? Si pentirà della simulazione e soprattutto di quella volgare esultanza o la rivendicherà? Farà finta di niente, simulando anche il disinteresse? La questione è delicata, la domanda non capziosa: per meritarsi la nazionale occorre anche una certa etica? Potremmo fare a meno di uno dei giocatori più bravi in nome di un principio? Rinunciare a Bastoni, che ha chiamato la figlia Azzurra, sarebbe darsi la zappa sui piedi o un progresso nella scala dei meriti sportivi? Gattuso per ora sembra orientato a non punire, bisognerà poi vedere l’atteggiamento di Gravina e Buffon, ma da qui al mese prossimo Alessandro ha l’occasione per fare il punto su di sé e mettere ordine: si dichiarasse almeno dispiaciuto, zittirebbe anche i vili che sui social lo stanno sottoponendo a un indegno linciaggio. È così bravo: che bisogno ha di fare anche il furbo?

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