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Minacce ultrà all’arbitro: “La Penna, ti spariamo”. Inter-Juventus non finisce più

L'arbitro Federico La Penna 

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Prese di mira anche moglie e figlia. Il direttore di gara, che nella vita fa l’avvocato, ha già presentato denuncia. L’Aia: “Superato ogni limite”
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Milano – Minacce di morte. A lui e alla sua famiglia, moglie e due bambine piccole. Una violenza tale che a Federico La Penna, l’arbitro di Inter-Juventus di sabato, è stato consigliato di rimanere chiuso in casa. Troppo pericoloso uscire. “Ti sparo”, “ti ammazzo”, “ti veniamo a cercare, sappiamo dove abiti”, il tono degli ingiustificabili insulti ricevuti dal fischietto romano. Di professione avvocato, almeno quando non è in campo. Così ha raccolto il materiale – commenti, insulti, messaggi privati – e ha presentato denuncia alla polizia postale, che gli ha consigliato di restare in casa in questi giorni. La Procura di Roma è in attesa: l’incartamento arriverà all’attenzione del procuratore aggiunto Sergio Colaiocco, che procederà all’apertura di un fascicolo di indagine per fare luce sui profili social da cui sono partite le minacce.

Milano – Minacce di morte. A lui e alla sua famiglia, moglie e due bambine piccole. Una violenza tale che a Federico La Penna, l’arbitro di Inter-Juventus di sabato, è stato consigliato di rimanere chiuso in casa. Troppo pericoloso uscire. “Ti sparo”, “ti ammazzo”, “ti veniamo a cercare, sappiamo dove abiti”, il tono degli ingiustificabili insulti ricevuti dal fischietto romano. Di professione avvocato, almeno quando non è in campo. Così ha raccolto il materiale – commenti, insulti, messaggi privati – e ha presentato denuncia alla polizia postale, che gli ha consigliato di restare in casa in questi giorni. La Procura di Roma è in attesa: l’incartamento arriverà all’attenzione del procuratore aggiunto Sergio Colaiocco, che procederà all’apertura di un fascicolo di indagine per fare luce sui profili social da cui sono partite le minacce.

La Penna mortificato per l’errore

Chi è vicino a La Penna, lo racconta come mortificato per l’errore commesso in Inter-Juventus. Nell’intervallo della partita ha rivisto le immagini dell’episodio tra Kalulu e Bastoni. Si è accorto subito di aver sbagliato. I vertici Aia hanno apprezzato come sia riuscito a restare concentrato nel secondo tempo, nonostante si portasse addosso un carico psicologico notevole. “Quanto accaduto a La Penna supera ogni limite di civiltà e di sportività. Un arbitro che deve avere paura per la propria famiglia per una decisione presa in campo è qualcosa che deve indignare tutti, senza distinzioni”, lo sfogo di Francesco Massini, vicepresidente vicario dell’Associazione arbitri. “Quando si oltrepassa quel confine, non siamo più dentro lo sport, è qualcosa di molto più grave. Valuteremo ogni possibile azione a sua tutela”.

Il precedente di Orsato nel 2018

In Italia nel 2024/25 sono state segnalate 648 aggressioni con 371 giorni di prognosi per gli arbitri, inclusi casi gravi nel calcio dilettantistico e minacce di morte nel professionismo. Era successo, ad esempio, anche ad Orsato nel 2018 sempre dopo un Inter-Juventus, la partita del fallo (non sanzionato) di Pjanic su Rafinha. Gli attacchi colpiscono non solo i direttori di gara, anche le loro famiglie: per fargli male il veleno viene diffuso a chi gli sta attorno. Non aiutano a stemperare il clima le proteste sempre più plateali e vistose di calciatori, allenatori e dirigenti. In Lega Calcio, così come in seno ai vertici arbitrali, la speranza è che i toni si abbassino. Ieri il presidente Simonelli ha annunciato per il 23 marzo l’incontro fra arbitri, capitani e allenatori. Temi all’ordine del giorno: “Chiarire, secondo i tecnici, quelle che sono le situazioni da fischiare. Ci sono delle cose oggettive, come il fuorigioco. Altre sono interpretazioni soggettive, penso al Var. Qualcuno lo vorrebbe utilizzato per tutta la partita, qualcuno solo quando c’è un evidente errore. Cercheremo un’uniformità nell’applicazione delle regole”. Tra le proposte da presentare all’Ifab, al vaglio quella sull’inserimento di un limite di tempo (“magari un minuto”) alle revisioni Var: “Se si va oltre quella durata, significa che l’errore non è chiaro”

La Penna sarà fermato

La Penna rifiaterà un attimo: un modo per fargli ritrovare serenità. Era finito al centro delle polemiche anche per alcune scelte in Frosinone-Palermo, finale del play-off di serie B del 2018: i tifosi palermitani lo avevano accusato per aver assegnato e poi tolto un rigore alla loro squadra e per non essere intervenuto quando gli avversari lanciavano palloni in campo per perdere tempo. Tre anni dopo è stato sospeso dalla Commissione disciplinare dell’Aia per 13 mesi (poi ridotti a 11 in appello) insieme ad altri colleghi per irregolarità sui rimborsi spese. Ora il caso Bastoni. Staccherà la spina per un po’, proverà ad eliminare le tossine del derby d’Italia.

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