Lilian Thuram: “Mourinho parla da uomo bianco se insinua che Vinicius provoca il razzismo”
di Andrea SereniSi batte da una vita per promuovere l’integrazione. Per lui, nato in Guadalupa, penultimo di una famiglia con cinque figli con padri diversi, l’arrivo in Francia quando aveva nove anni ha significato l’inizio di tante domande. È lì che Lilian Thuram scopre il tema del razzismo. Perché «giunto a Parigi sono diventato nero». Prima, non si era mai posto la questione. Così il calciatore campione del mondo e d’Europa si è presto trasformato in un simbolo della lotta a ogni forma di discriminazione. Di più, una sorta di attivista, pronto a sottolineare ogni episodio controverso. Come quello avvenuto martedì in Benfica-Real Madrid, con il presunto insulto razzista che l’argentino Gianluca Prestianni avrebbe rivolto al brasiliano Vinicius. L’Uefa ha aperto un’indagine, Thuram ha puntato il dito verso José Mourinho, che non ha assunto una chiara posizione di condanna: «Dalle sue parole emerge narcisismo bianco, è un piccolo uomo», il suo j’accuse.
Si batte da una vita per promuovere l’integrazione. Per lui, nato in Guadalupa, penultimo di una famiglia con cinque figli con padri diversi, l’arrivo in Francia quando aveva nove anni ha significato l’inizio di tante domande. È lì che Lilian Thuram scopre il tema del razzismo. Perché «giunto a Parigi sono diventato nero». Prima, non si era mai posto la questione. Così il calciatore campione del mondo e d’Europa si è presto trasformato in un simbolo della lotta a ogni forma di discriminazione. Di più, una sorta di attivista, pronto a sottolineare ogni episodio controverso. Come quello avvenuto martedì in Benfica-Real Madrid, con il presunto insulto razzista che l’argentino Gianluca Prestianni avrebbe rivolto al brasiliano Vinicius. L’Uefa ha aperto un’indagine, Thuram ha puntato il dito verso José Mourinho, che non ha assunto una chiara posizione di condanna: «Dalle sue parole emerge narcisismo bianco, è un piccolo uomo», il suo j’accuse.
Mou difende Prestianni e critica Vinicius
La storia ha già diversi capitoli. L’incipit subito dopo il gol che Vinicius segna al Da Luz, che porterà alla vittoria del Real. Il brasiliano esulta portandosi una mano all’orecchio e fa un balletto vicino alla bandierina del calcio d’angolo. Poi corre verso l’arbitro francese François Letexier per dirgli che Prestianni lo ha chiamato «scimmia». Partita sospesa, ripresa, con le immagini che mostrano l’argentino dire qualcosa a Vinicius con la maglietta a coprire la bocca. Lui però nega tutto: «Non ho diretto insulti razzisti, ha interpretato male ciò che crede di avere ascoltato». E il suo allenatore, Mourinho, implicitamente lo difende: «Vinicius dice una cosa e Prestianni un’altra, non mi schiero con nessuno dei due». E anzi critica il brasiliano per l’esultanza: «Avrebbe dovuto festeggiare in modo più rispettoso, non far arrabbiare tante persone. Quando succede in più stadi, sempre con lo stesso giocatore, c’è qualcosa che non va. Il Benfica ha Eusebio come leggenda: non è un club razzista».
Thuram attacca Mourinho: “Parla da uomo bianco”
Un commento che Thuram non ha gradito. «La natura delle parole di Mourinho dice molto sul perché non si va avanti — ha detto a L’Equipe il padre di Marcus e Khéphren — Ha lavorato con molti giocatori neri e questo non gli impedisce di dubitare della veridicità dell’atto razzista o di interrogarsi sulla responsabilità della vittima per il modo in cui ha festeggiato il suo gol. Chi è per permettersi di decidere ciò che Vinicius può fare o meno? Nel suo giudizio c’è un sentimento di superiorità e di narcisismo bianco». Con il brasiliano si sono schierati tanti sportivi, da Henry («Nel 2026 siamo ancora qui») a Hamilton. Anche in Inghilterra le sue parole hanno fatto rumore. Per il Telegraph Mou è «un ipocrita presuntuoso». Il Guardian fa riferimento a una sorta di manipolazione psicologica dello Special One: «Lui è il sintomo, non il virus». Contestata anche la citazione a Eusebio: «Il più grande giocatore del Benfica era nero, questo non spiega perché Prestianni si sia tirato la maglietta sulla bocca per insultare Vinícius».
Razzismo contro Vinicius a causa del colore della pelle
Thuram ci va ancor più duro: «L’atto di razzismo di cui è vittima Vinicius non è legato al suo comportamento, ma al colore della pelle. Mourinho suggerisce che se la sia cercata. Si tratta di una violenza totale. Questo sentimento di superiorità che hanno certe persone bianche impedisce loro di mettersi nei panni della vittima. Vinicius e Mbappé sono pazzi? I neri sono paranoici che inventano storie? È patetico. Facendo così, diventa un piccolo uomo». Thuram sulla lotta al razzismo ci ha scritto un libro, Per l’uguaglianza, e ha costituito una fondazione che porta il suo nome. Svolge numerose attività, soprattutto in ambito educativo. «Non si nasce razzisti, lo si diventa», ha detto spesso. Da qui la censura verso Mou: «Non analizza l’atto razzista come uomo, lo fa come uomo bianco. Finché ci saranno comportamenti simili, non si avanzerà insieme in questa lotta».