Tottenham sull’orlo del baratro: la retrocessione costerebbe al club 300 milioni di euro
di Franco VanniLa retrocessione del Tottenham dalla Premier League alla Championship, la Serie B inglese, costerebbe carissima al club di North London. Se gli Spurs scendessero di categoria, rischierebbero di perdere l’equivalente in pound di oltre 300 milioni di euro di ricavi. Un’ipotesi che fino a poco tempo fa sembrava impensabile, per uno dei club più ricchi del calcio inglese, ma che oggi non può essere esclusa: a nove giornate dalla fine del campionato, la squadra ora guidata dall’ex juventino Igor Tudor ha solo un punto di vantaggio sul West Ham terzultimo. E i risultati non sembrano migliorare. Giovedì sera contro il Crystal Palace (1-3) è arrivata la quinta sconfitta consecutiva, una striscia record di 11 partite senza vittorie in Premier.
Quanto perderebbero gli Spurs
Secondo le stime di BBC Sport, a partire da dati Uefa, nell’ultima stagione il Tottenham ha incassato circa 800 milioni di euro, risultando il nono club europeo per fatturato. In caso di retrocessione, i ricavi potrebbero ri…
La retrocessione del Tottenham dalla Premier League alla Championship, la Serie B inglese, costerebbe carissima al club di North London. Se gli Spurs scendessero di categoria, rischierebbero di perdere l’equivalente in pound di oltre 300 milioni di euro di ricavi. Un’ipotesi che fino a poco tempo fa sembrava impensabile, per uno dei club più ricchi del calcio inglese, ma che oggi non può essere esclusa: a nove giornate dalla fine del campionato, la squadra ora guidata dall’ex juventino Igor Tudor ha solo un punto di vantaggio sul West Ham terzultimo. E i risultati non sembrano migliorare. Giovedì sera contro il Crystal Palace (1-3) è arrivata la quinta sconfitta consecutiva, una striscia record di 11 partite senza vittorie in Premier.
Quanto perderebbero gli Spurs
Secondo le stime di BBC Sport, a partire da dati Uefa, nell’ultima stagione il Tottenham ha incassato circa 800 milioni di euro, risultando il nono club europeo per fatturato. In caso di retrocessione, i ricavi potrebbero ridursi di circa 303 milioni, tra minori incassi da stadio, ricalcolo al ribasso dei diritti televisivi e minori sponsorizzazioni. Per un club costruito su budget molto elevati, sarebbe un colpo pesantissimo.
Biglietti e stadio a rischio
Lo stadio, fra coppe europee e Premier League, dovrebbe generale nella stagione in corso per il Tottenham circa 151 milioni di euro l’anno. Il prezzo medio di un biglietto è attorno agli 88 euro, anche grazie ai pacchetti hospitality del nuovo impianto, la cui costruzione è durata un decennio e il cui prezzo è lievitato fino a 1,16 miliardi. In Championship sarebbe difficile mantenere questi livelli e potrebbe calare anche la presenza del pubblico. Inoltre, un calendario più fitto come quello del secondo campionato inglese ridurrebbe la possibilità di usare lo stadio per concerti e grandi eventi.
Crollo di tv e sponsor
Il calo più forte – sempre secondo BBC Sport - riguarderebbe i diritti televisivi della Premier League, tra i più ricchi al mondo. E verrebbero ovviamente meno anche gli introiti delle coppe europee. Di conseguenza, i ricavi commerciali complessivi, pari per la stagione in corso a circa 312 milioni, potrebbero diminuire: accordi come quelli con Nike e AIA, che valgono circa 81 milioni annui, prevedono clausole legate alla permanenza in Premier League.
Costi elevati anche in Championship
Il problema più grande, comune ai campionati di tutta Europa, è che retrocedendo le spese scenderebbero meno dei ricavi. E nell’ultimo bilancio il Tottenham ha già registrato 150 milioni di perdite, quindi difficilmente reggerebbe allo shock. Per effetto delle clausole nei contratti dei giocatori, con il passaggio in Championship gli stipendi potrebbero dimezzarsi, da circa 320 a 160 milioni complessivi, ma resterebbero alti i costi operativi: circa 301 milioni, con quasi 900 dipendenti e uno stadio di ultima generazione da gestire.
Le critiche di Bale
Negli ultimi anni il Tottenham è stato lodato dalla Uefa e dalla stampa britannica per la gestione prudente, ma anche criticato dai tifosi per aver investito meno delle rivali. “Guardate il monte ingaggi: è più basso di quello di altri club con grandi ambizioni”, ha osservato l’ex campione gallese Gareth Bale, che ha vestito la maglia del club . “Comprano giovani sperando che crescano, ma per competere servono giocatori già pronti. Oggi un top player costa un centinaio di milioni di sterline”, ha detto Bale, facendosi portavoce del sentimento di molti tifosi.