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Il Milan perde 1-0 con la Lazio e scivola a -8 dall'Inter: decide Isaksen

Un duello tra Isaksen e Pavlovic (lapresse)

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Rossoneri sconfitti all’Olimpico in quella che doveva essere la gara del rilancio verso lo scudetto. La rete nel primo tempo del danese. Leao nervoso al momento della sostituzione
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Roma – Pervis Estupiñan aveva riaperto il campionato, ieri lo ha richiuso. È stato il terzino colombiano a farsi sfuggire banalmente Isaksen, che poi ha segnato il gol decisivo: dalla serata da eroe del derby a quella da incubo dell’Olimpico di nuovo pieno. Così il Milan è caduto per la prima volta in trasferta (per 14 volte era rimasto imbattuto) e invece di sfruttare il passo falso dell’Inter con l’Atalanta i rossoneri scivolano di nuovo a otto punti dalla capolista con nove partite da giocare.

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Al Diavolo servirebbe una rimonta pazzesca, proprio («si parlava di scudetto, bisogna essere realisti» ammette Allegri a fine partita). Ieri sera, contro la migliore Lazio della stagione, al Milan sono mancate terribilmente la spinta e l’energia dell’insostituibile Rabiot, squalificato. Senza il francese, non sono bastate le idee di Modric per agguantare almeno il pareggio. Jashari non ha inciso, esattamente come il …

Roma – Pervis Estupiñan aveva riaperto il campionato, ieri lo ha richiuso. È stato il terzino colombiano a farsi sfuggire banalmente Isaksen, che poi ha segnato il gol decisivo: dalla serata da eroe del derby a quella da incubo dell’Olimpico di nuovo pieno. Così il Milan è caduto per la prima volta in trasferta (per 14 volte era rimasto imbattuto) e invece di sfruttare il passo falso dell’Inter con l’Atalanta i rossoneri scivolano di nuovo a otto punti dalla capolista con nove partite da giocare.

«La cronaca della gara»

Allegri: “Si parlava di scudetto, ma serve realismo”

Al Diavolo servirebbe una rimonta pazzesca, proprio («si parlava di scudetto, bisogna essere realisti» ammette Allegri a fine partita). Ieri sera, contro la migliore Lazio della stagione, al Milan sono mancate terribilmente la spinta e l’energia dell’insostituibile Rabiot, squalificato. Senza il francese, non sono bastate le idee di Modric per agguantare almeno il pareggio. Jashari non ha inciso, esattamente come il deludente Leao: quando Allegri lo ha sostituito, al 22’ della ripresa, il portoghese ha mostrato platealmente il suo dissenso, facendo arrabbiare tutti, anche Tare in tribuna e Maignan in campo.

Il forcing finale del Milan

I cambi di Max hanno prodotto il forcing finale, ma la Lazio ha resistito e per la prima volta da oltre un anno ha vinto due gare di fila. Secondo successo stagionale degli uomini di Sarri sui rossoneri: il 4 dicembre un gol di Zaccagni aveva qualificato i biancocelesti ai quarti di Coppa Italia. Stavolta sono stati Isaksen e Motta — alla seconda partita in serie A, il sostituto di Provedel è stato tra i migliori — i protagonisti del risultato che ha bloccato la rimonta del Milan.

La reazione polemica di Leao al momento della sostituzione (reuters)

Sarri sotto la curva ritrovata

Si parte con Sarri — sarà espulso nell’elettrico finale — che va sotto la curva laziale a raccogliere il saluto dei suoi tifosi: paradossalmente, il tecnico è da loro considerato un alleato nella contestazione a Lotito. D’altronde sia i tifosi che Sarri vorrebbero una squadra più competitiva. Stavolta però anche questa — senza pilastri come Provedel, Romagnoli, Cataldi, Rovella e con il difensore Patric nel ruolo di regista — riesce a mandare in crisi il Milan: due i segreti, l’aggressività contro i portatori di palla rossoneri e il ritmo del fraseggio, che spesso riesce a liberare sulle fasce Zaccagni e soprattutto Isaksen. Estupiñan soffre terribilmente sul danese, anche se è il colombiano a sfiorare il gol, sfuggendo al rivale, al 23’: il colpo di testa esce di pochissimo.

La traversa di Taylor, il sigillo di Isaksen

Sliding doors, davvero: perché tre minuti dopo, Estupiñan s’ingolfa su Isaksen e l’esterno destro vola felice verso Maignan. Che non riesce a intercettare il diagonale perfido del danese, 13 gol in 112 partite con la Lazio. E poco prima, anche una traversa colpita dall’ottimo Taylor, ex Ajax arrivato da due mesi e già leader del centrocampo. I rossoneri provano a sfondare con triangolazioni nei pressi dell’area, ma il muro di Sarri è reattivo. Micidiali gli anticipi e i recuperi di Gila, non a caso obiettivo del Milan (e dell’Inter) per la prossima stagione. Nel secondo tempo Allegri chiude la serata da incubo di Estupiñan e inserisce Bartesaghi. Al 30’ pareggia Athekame, ma aveva controllato la palla con il braccio: annullato. Niente da fare per il Milan, la serata finisce come era iniziata, con Sarri sotto la curva nord.

Lazio (4-3-3): Motta 7.5 – Marusic 7, Gila 7.5, Provstgaard 7, Nuno Tavares 7 – Dele-Bashiru 6, Patric 7, Taylor 7.5 (45’ st Belahyane sv) – Isaksen 7.5 (24’ st Pedro 6), Maldini 6.5 (24’ st Dia 6), Zaccagni 6.5 (38’ st Cancellieri sv). All. Sarri 7

Milan (3-5-2): Maignan 5.5 – Tomori 5 (12’ st Athekame 6), De Winter 4.5, Pavlovic 6 – Saelemaekers 5 (39’ st Ricci sv), Fofana 5 (21’ st Nkunku 5.5), Modric 6, Jashari 5, Estupiñan 4 (12’ st Bartesaghi 6) – Pulisic 5, Leao 4.5 (21’ st Fullkrug 5). All. Allegri 5.5

Arbitro: Guida 6 Rete: 26’ pt Isaksen

Note: ammoniti Estupiñan, Motta, Tavares, Pedro, Patric. Espulso Sarri.

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