I giocatori lo adorano, i colleghi lo patiscono, gli esteti lo venerano, gli scettici lo aspettano. Forse, Cesc Fàbregas non è ancora il più bravo di tutti, ma è quello che fa giocare meglio. È come se il Como ne avesse assorbito ogni molecola, cominciando da quando Fabregas era il cerèbro, il cervello del calcio mondiale. Quella capacità di sentire le azioni e il loro sviluppo in anticipo su chi…