Arrigo Sacchi è da oggi un classico di ottant’anni, uno scherzo da prete al mondo del calcio (non a caso, nato il primo aprile). È ormai un patriarca senza arca (le bestie rare non fanno mucchio), ma è anche un paradosso: l’uomo del collettivo che vinse con i fuoriclasse. Chi ne ha visto per decenni una contraddizione, sa poco di pallone. Serve molta intensité e parecchia umilté, per dirla come …