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Malagò candidato della serie A alla presidenza della Federcalcio: 14 club hanno già firmato

Giovanni Malagà 

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L’assemblea di Lega lancerà la corsa dell’ex n.1 del Coni. Abete si muoverà martedì. Il peso di giocatori e tecnici
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È il giorno di Giovanni Malagò. La Lega serie A indicherà l’ex presidente del Coni come suo candidato alla presidenza della Federcalcio. La lettera d’impegno su moduli federali è già stata firmata da 14 società: ne basterebbero 11. Vuol dire che l’assemblea, convocata alle 11.30 per parlare dei temi da perorare con il prossimo presidente federale, si trasformerà in qualcosa di diverso. Il presidente dell’Inter Beppe Marotta che ha raccolto le firme presenterà istanza di sostegno alla candidatura di Malagò e il presidente della Lega serie A Simonelli prenderà atto della lettera di impegno. Fino a domenica sera i club che non avevano sottoscritto la lettera erano Lazio, Verona, Sassuolo, Torino, Pisa, Parma. Qualcuno potrebbe cambiare idea e portare l’elenco dei sostenitori di Malagò a 15 o 16 firme: in fondo si tratta solo di presentare la candidatura, non c’è il vincolo a votarlo nelle elezioni del 22 giugno. Ogni club di A nell’urna vale lo 0,9%.

È il giorno di Giovanni Malagò. La Lega serie A indicherà l’ex presidente del Coni come suo candidato alla presidenza della Federcalcio. La lettera d’impegno su moduli federali è già stata firmata da 14 società: ne basterebbero 11. Vuol dire che l’assemblea, convocata alle 11.30 per parlare dei temi da perorare con il prossimo presidente federale, si trasformerà in qualcosa di diverso. Il presidente dell’Inter Beppe Marotta che ha raccolto le firme presenterà istanza di sostegno alla candidatura di Malagò e il presidente della Lega serie A Simonelli prenderà atto della lettera di impegno. Fino a domenica sera i club che non avevano sottoscritto la lettera erano Lazio, Verona, Sassuolo, Torino, Pisa, Parma. Qualcuno potrebbe cambiare idea e portare l’elenco dei sostenitori di Malagò a 15 o 16 firme: in fondo si tratta solo di presentare la candidatura, non c’è il vincolo a votarlo nelle elezioni del 22 giugno. Ogni club di A nell’urna vale lo 0,9%.

Malagò e Abete avversari dal 2013

Con ogni probabilità, la candidatura di Malagò produrrà un effetto quasi immediato: Giancarlo Abete, presidente della Lega nazionale dilettanti, ha fatto sapere al suo direttivo che martedì potrebbe essere il giorno giusto per la discesa in campo. Perché Abete e Malagò sono avversari dal 2013, quando il primo sosteneva Lello Pagnozzi nella corsa al Coni da cui uscì invece vincitore l’altro. Che subito tentò di escludere dalla giunta lo stesso Abete. Poi quattro anni di opposizione feroce e ripicche, fino al 2018 quando Abete radunò la coalizione Gravina-Sibilia contro il commissariamento della Federcalcio deciso da Malagò.

Lotito contro Malagò, decisivi i calciatori

Chi sicuramente non appoggerà la corsa dell’ex presidente del Coni è Lotito. E non solo per vicinanza politica (è senatore di Forza Italia) al governo, compatto in una posizione anti-Malagò sostenuta fermamente dal ministro Abodi. Abete parte teoricamente dal 34% dei Dilettanti, ma rischia di perdere un 7-8% almeno: regioni come Puglia, Umbria e Lombardia difficilmente lo sosterranno. Potrà contare invece sui feudi di Emilia-Romagna, Toscana e Lazio. Saranno determinanti calciatori e allenatori. Insieme valgono il 30% dei voti (20 più 10). Aggiudicarseli vorrebbe dire avere in mano la presidenza della Federcalcio. Aic e Aiac hanno sempre fatto asse con i Dilettanti, ma negli ultimi anni i rapporti con il governo sono stati complicati. E questo può pesare più della tradizione.

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